Wall Street apre in calo

di FTA Online News pubblicato:
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La Borsa di New York ha aperto l'ultima seduta della settimana (domani Wall Street resterà chiusa per il venerdì Santo) in ribasso in scia all'ennesimo cambio di passo Usa. Donald Trump ha confermato sue precedenti dichiarazioni relative alla prossima fine della guerra in Iran, minacciando tuttavia nuovi duri attacchi contro Teheran entro un paio di settimane. Comunicazione che non dà tregua ai mercati, come evidenziato dall'ennesimo rally del petrolio. Trump ha per altro scaricato la responsabilità della volatilità dei corsi del greggio sugli attacchi iraniani contro le petroliere. Il Dow Jones cede lo 0,9%, l'S&P 500 lo 0,7% ed il Nasdaq Composite lo 0,9%.
Tra i titoli in evidenza Globalstar +10% sul possibile interesse da parte di Amazon.com. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il colosso del commercio elettronico starebbe trattando l'acquisizione dell'azienda della Louisiana, attiva nelle reti satellitari a bassa orbita. A complicare la trattativa il fatto che Apple nel 2024 avesse acquisito una quota del 20% nel capitale di Globalstar, nell'ambito di un investimento da 1,5 miliardi di dollari finalizzato al potenziamento della costellazione di satelliti e infrastrutture di terra.
Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, secondo quanto comunicato dallo U.S. Deparment of Labor (DoL, il ministero del Lavoro di Washington), sono calate a sorpresa nella settimana chiusa il 27 marzo a 202.000 unità dalle 211.000 precedenti, contro le 212.000 del consensus.
Il deficit della bilancia commerciale, secondo quanto comunicato da U.S. Census Bureau e U.S. Bureau of Economic Analysis, in febbraio è salito a 57,3 miliardi di dollari dai 54,7 miliardi della lettura finale di gennaio (72,9 miliardi in dicembre), contro il rialzo su 62,0 miliardi del consensus. Nel mese le esportazioni sono state pari a 314,8 miliardi (contro i 302,2 miliardi precedenti), a fronte di 372,1 miliardi di importazioni (356,9 miliardi in gennaio). L'export è cresciuto del 4,2% sequenziale contro il progresso del 4,3% dell'import.
Il deficit commerciale di beni, secondo quanto comunicato su base preliminare dallo U.S. Census Bureau, in febbraio è cresciuto su 84,6 miliardi di dollari dagli 8,18 miliardi della lettura finale di gennaio (98,5 miliardi in dicembre).

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