Wall Street chiude in rialzo, Cerebras Systems vola al debutto
pubblicato:La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo sostenuta dai titoli dell'high-tech con l'attenzione degli investitori rivolto al summit di due giorni a Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,75%, l'S&P 500 lo 0,77% ed il Nasdaq Composite lo 0,88%. L'indice delle 500 aziende a maggiore capitalizzazione e quello ad alto contenuto tecnologico hanno aggiornato i record storici.
Tra i titoli in evidenza Cisco Systems +13,41%. Il colosso delle infrastrutture di rete ha presentato risultati superiori alle attese del mercato ed ha anticipato che taglierà 4.000 posti di lavoro nel corso dell'attuale trimestre (si tratta di circa il 5% dell'organico complessivo). Oltre le aspettative anche la guidance, grazie alla costante crescita della domanda di prodotti per l'intelligenza artificiale (5,3 miliardi di dollari gli ordinativi incassati finora quest'anno).
Cerebras Systems +68,15% al debutto al Nasdaq. Il titolo del produttore di chip specializzati per l'esecuzione di modelli d'intelligenza artificiale avanzati è stato collocato a 185 dollari per azione, oltre la forchetta prevista di 150-160 dollari (già aumentata rispetto ai 115-125 dollari originariamente annunciati).
Nvidia +4,39%. Secondo Reuters, il leader nel computing con intelligenza artificiale ha ottenuto il via libera dagli Stati Uniti alla vendita dei chip H200 alle aziende cinesi. Sul fronte macroeconomico le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, secondo quanto comunicato dallo U.S. Deparment of Labor (DoL, il ministero del Lavoro di Washington), sono salite nella settimana chiusa l'8 maggio a 211.000 unità dalle 199.000 precedenti, sopra alle 205.000 del consensus.
Le vendite retail, secondo quanto comunicato dallo U.S. Census Bureau, in aprile crescono in Usa del 4,87% annuo, contro il 4,15% della lettura finale di marzo (3,96% l'incremento di febbraio). Su base mensile le vendite al dettaglio sono invece salite dello 0,5% contro l'1,6% precedente (0,7% il progresso di febbraio) e in linea con il consensus.
I prezzi all'export, secondo quanto comunicato dallo U.S. Bureau Of Labor Statistics (Bls, ente statistico alle dipendenze del ministero del Lavoro di Washington), in aprile sono rimbalzati dell'8,8% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 5,6% di marzo (e al 3,5% di febbraio). Su base sequenziale l'indice è salito del 3,3% contro l'1,5% della lettura finale di marzo (1,9% in febbraio) e l'1,0% atteso dagli economisti. I prezzi all'import sono invece aumentati del 4,2% annuo, contro il 2,1% di marzo (1,3% in febbraio). Su base mensile l'indice è progredito dell'1,9% contro lo 0,9% precedente (1,3% la crescita di febbraio) e del consensus.
Il Census Bureau ha comunicato che a marzo l'indice delle scorte delle imprese ha fatto segnare una variazione pari a +0,9 rispetto al mese precedente dopo quella da +0,4% di febbraio e contro il consensus fissato a +0,8%.