Wall Street continua a salire, ancora nuovi record per Nasdaq e S&P500

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
7 min

L’S&P 500 e il Nasdaq continuano a salire perché gli investitori restano convinti che l’AI non sia una semplice moda passeggera

Wall Street continua a salire, ancora nuovi record per Nasdaq e S&P500
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Intelligenza artificiale, semiconduttori, hyperscaler e infrastrutture digitali trascinano le borse

L’impressione è quasi surreale: mentre il mondo continua a convivere con guerre, tensioni energetiche, inflazione elevata e banche centrali ancora aggressive, Wall Street aggiorna nuovi massimi storici trainata sempre dagli stessi protagonisti.

Il racconto dominante del mercato americano, almeno per ora, non cambia: intelligenza artificiale, semiconduttori, hyperscaler e infrastrutture digitali.

L’S&P 500 e il Nasdaq continuano a salire perché gli investitori restano convinti che l’AI non sia una semplice moda passeggera ma l’inizio di una trasformazione economica gigantesca, forse paragonabile alla nascita di internet o alla diffusione dell’elettricità.

E finché questa narrativa regge, il mercato sembra disposto a sopportare quasi tutto.

Nvidia è diventata il simbolo della nuova era

Il caso più evidente è ovviamente Nvidia.

Il titolo continua a trascinare l’intero comparto tecnologico e ormai ha raggiunto una capitalizzazione che sfiora i 5.600 miliardi di dollari, qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascienza.

La notizia secondo cui gli Stati Uniti avrebbero autorizzato alcune aziende cinesi ad acquistare i chip AI H200 ha rafforzato ulteriormente l’idea che la domanda globale di capacità computazionale resti enorme nonostante le tensioni geopolitiche.

E Nvidia non è sola.

Cisco vola ai massimi storici dopo avere rivisto al rialzo le stime grazie all’impennata degli ordini degli hyperscaler. Microsoft, Amazon, Meta e Google continuano a investire somme colossali in data center, cloud e AI generativa.

Il punto fondamentale è questo: stavolta dietro il rally esistono davvero investimenti reali giganteschi.

Non siamo più soltanto davanti a promesse o startup senza utili come nella bolla dot-com del 2000.

Qui:

  • i flussi di cassa sono reali;

  • gli investimenti infrastrutturali sono reali;

  • la domanda di energia è reale;

  • e la corsa globale all’AI sta già cambiando gli equilibri geopolitici.

Ma il mercato sta ignorando rischi enormi

Il problema è che, contemporaneamente, stanno peggiorando quasi tutti i fattori macroeconomici che normalmente dovrebbero frenare le borse.

Negli ultimi giorni:

  • l’inflazione USA è risultata più forte delle attese;

  • i prezzi alla produzione hanno segnato il maggiore aumento dal 2022;

  • il petrolio resta sopra i 100 dollari;

  • i rendimenti obbligazionari sono tornati a salire;

  • e il dollaro si è rafforzato.

Il mercato dei Fed Funds futures sta iniziando perfino a prezzare una probabilità crescente di ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi trimestri.

Jeffrey Schmid della Fed di Kansas City è stato molto chiaro: per la banca centrale americana il rischio principale resta ancora l’inflazione.

Ed è proprio questo il punto più delicato.

L’economia americana continua a mostrare una resilienza impressionante:

  • mercato del lavoro ancora solido;

  • consumi che rallentano ma non crollano;

  • imprese ancora profittevoli;

  • investimenti ancora fortissimi.

Ma proprio questa resilienza rischia di impedire alla Fed di allentare la politica monetaria.

Il dollaro forte è il dettaglio più importante e più sottovalutato

Molti guardano solo al Nasdaq e a Nvidia, ma forse il segnale più interessante arriva dal mercato valutario.

L’euro/dollaro è sceso fino a testare la media mobile esponenziale a 100 giorni in area 1,1690, mostrando che il mercato continua a credere nella forza relativa dell’economia americana e soprattutto nella permanenza di tassi elevati negli Stati Uniti.

Wall Street continua a salire, ancora nuovi record per Nasdaq e S&P500

Un dollaro forte significa diverse cose:

  • liquidità globale meno abbondante;

  • pressione sugli emergenti;

  • condizioni finanziarie più restrittive;

  • e maggiore difficoltà per asset molto speculativi.

Per ora però la tecnologia continua a ignorare quasi tutto questo.

Ed è qui che nasce il dubbio più importante: il mercato sta davvero prezzando una rivoluzione economica epocale oppure sta semplicemente entrando in una nuova fase di euforia estrema, la classica situazione FOMO (Fear Of Missing Out)?

Probabilmente la verità, come spesso accade nei mercati finanziari, sta nel mezzo.

Perché da un lato è difficile negare che l’intelligenza artificiale rappresenti davvero un cambiamento strutturale enorme. Gli investimenti sono reali, i ricavi stanno crescendo, gli hyperscaler spendono centinaia di miliardi e la domanda di capacità computazionale continua ad aumentare. Non sembra la classica bolla costruita sul nulla.

Ma dall’altro lato i comportamenti del mercato iniziano a mostrare segnali tipici delle fasi speculative più avanzate:

  • concentrazione estrema dei rialzi su pochi titoli;

  • valutazioni sempre più aggressive;

  • investitori convinti che “questa volta sia diverso”;

  • e crescente paura di restare esclusi dal rally.

È proprio questo il cuore della FOMO: non comprare perché il prezzo è conveniente o perché il rischio/rendimento è equilibrato, ma comprare semplicemente perché il mercato continua a salire e tutti temono di perdere il prossimo +20%.

E storicamente è proprio nelle fasi in cui sembra impossibile che il trend possa fermarsi che i mercati diventano più vulnerabili.

Questo non significa necessariamente che il Nasdaq debba crollare domani. Le grandi bolle possono durare molto più del previsto, soprattutto quando dietro esiste una trasformazione tecnologica reale.?

L’energia è diventata il vero vantaggio strategico degli Stati Uniti

C’è poi un elemento geopolitico che il mercato sta iniziando a capire sempre meglio.

Gli Stati Uniti oggi non sono più soltanto la superpotenza tecnologica dominante. Sono diventati anche la più grande potenza energetica mondiale.

La rivoluzione dello shale oil e dello shale gas ha completamente cambiato gli equilibri globali.

Gli USA oggi esportano:

  • petrolio;

  • LNG;

  • propane;

  • benzina;

  • diesel;

  • carburanti raffinati.

E mentre il Medio Oriente vive nuove tensioni e lo Stretto di Hormuz resta un punto critico per il commercio globale, Washington si trova in una posizione molto più forte rispetto al passato.

Perfino la Cina — rivale strategico degli Stati Uniti — valuta un aumento degli acquisti energetici americani per ridurre la dipendenza dal Golfo Persico.

Questa è probabilmente una delle trasformazioni geopolitiche più importanti degli ultimi vent’anni.

E l’Europa?

L’Europa invece appare sempre più schiacciata tra Stati Uniti, Russia e Cina.

Dipende:

  • dagli USA per tecnologia e sicurezza;

  • dalle importazioni energetiche per buona parte della propria industria;

  • e dalla Cina per molte materie prime strategiche e filiere industriali.

Nel frattempo continua a perdere peso relativo nell’economia mondiale e fatica a creare campioni tecnologici comparabili ai colossi americani o cinesi.

Ed è questo forse il vero problema strutturale: mentre USA e Cina stanno combattendo per il controllo di AI, energia e infrastrutture strategiche, l’Europa sembra spesso limitarsi a osservare.

Siamo davvero sulla tolda del Titanic?

Forse no.

Ma sicuramente il mercato sta navigando in acque molto più pericolose di quanto l’euforia degli indici possa far pensare.

Per ora il sistema regge perché:

  • gli utili delle big tech continuano a crescere;

  • la spesa AI continua ad accelerare;

  • la liquidità resta elevata;

  • e l’economia americana non entra in recessione.

Ma il quadro sta diventando sempre più fragile.

Perché il rally si sta concentrando su un numero ristretto di società gigantesche, mentre:

  • i tassi restano elevati;

  • il petrolio alimenta nuova inflazione;

  • il debito globale continua a crescere;

  • e le tensioni geopolitiche restano apertissime.

Finché la narrativa AI continuerà a funzionare, Wall Street potrà probabilmente continuare a salire.

Il problema nascerà nel momento in cui uno dei pilastri del sistema — crescita, energia, inflazione, tassi o geopolitica — inizierà davvero a incrinarsi.

Ed è proprio questo il punto più difficile da capire: nelle grandi bolle speculative il mercato spesso continua a salire molto più a lungo di quanto sembri razionale… fino al momento in cui improvvisamente smette di farlo.

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