Wall Street è contrastata. Solo il Nasdaq chiude in negativo
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava sostanzialmente in sell-off per l'Asia-Pacific (a Tokyo il Nikkei 225 aveva segnato un netto declino del 2,73% venerdì) e in deciso arretramento anche per le piazze del Vecchio Continente (come evidenziato dalla flessione dell'1,14% dell'Euro Stoxx 50), Wall Street è stata invece molto più contrastata e alla fine complessivamente in positivo.
A restituire fiducia agli investitori indiscrezioni di Reuters secondo cui il Pakistan starebbe studiando un percorso per avviare nuovi negoziati di pace tra Washington e Teheran dopo giorni e giorni di escalation del conflitto. L'iniziativa sarebbe promossa direttamente dalla Cina, che certo non ha alcun interesse nel vedere crescere costantemente le quotazioni del petrolio.
Solo il Nasdaq Composite, dei tre principali indici newyorkesi, chiude la sessione in negativo, con un calo dello 0,64% (161,87 punti), ritornando sotto i 25.000 punti (24.975,82 punti per la precisione). Performance condizionata ancora dalle vendite di titoli tecnologici. Il gruppo dello storage Sandisk con un crollo del 10,79% è stato di nuovo il peggiore dell'S&P 500.
Bene invece il Dow Jones Industrial Average, che ha guadagnato lo 0,46% (235,60 punti), a 51.947,25 punti. Salesforce.com e International Business Machines (Ibm) i due titoli migliori, con rally del 4,29% e del 3,67% rispettivamente. In positivo anche l'S&P 500, che limita tuttavia ad appena lo 0,05% (3,68 punti) il suo progresso, terminando la giornata a quota 7.411,98 punti.
Tra gli 11 sottoindici che compongono l'S&P 500 il solo Technology ha terminato la seduta in negativo (in perdita dello 0,88%), in scia a crolli intorno al 7% per Marvell Technology, Micron Technology, Western Digital e Seagate Technology Holdings. La performance migliore è stato il rialzo del 2,36% di Real Estate. Bene anche Materials apprezzatosi dell'1,44% in chiusura.
Rimanendo in ambito tecnologico va segnalato anche il tracollo del 7,89% registrato da Intel nonostante il colosso dei chip abbia comunicato risultati trimestrali segnati da ricavi in aumento del 25% annuo a 16,1 miliardi di dollari (contro i 14,4 miliardi del consensus di Lseg citato dalla Cnbc), in quella che è stata la crescita più netta addirittura dal 29% del terzo trimestre 2011.
Sul fronte macroeconomico, attività manifatturiera in marginale deterioramento in Usa. In luglio l'indice Pmi degli Usa elaborato da S&P Global è infatti calato su base preliminare su 53,8 punti dai 53,9 punti di giugno, contro i 54,4 punti del consensus. L'indice Pmi dei servizi è invece cresciuto su 53,6 punti dai 51,2 punti precedenti e ampiamente sopra ai 51,3 punti attesi.
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