Wall Street corre grazie agli utili: il boom dell'AI si allarga al resto dell'economia

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Perché gli utili negli USA crescono molto più del PIL e del mercato del lavoro e perchè la borsa potrebbe salire ancora

Wall Street corre grazie agli utili: il boom dell'AI si allarga al resto dell'economia
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Perché gli utili crescono molto più del PIL?

A prima vista può sembrare una contraddizione: il mercato del lavoro rallenta, il PIL statunitense cresce intorno all'1,5% annualizzato, eppure gli utili dell'S&P 500 sono avviati a registrare una delle migliori stagioni degli ultimi vent'anni.

In realtà non lo è. Gli utili delle società quotate e il PIL non si muovono necessariamente allo stesso ritmo, soprattutto quando la crescita è trainata da pochi settori ad altissima redditività.

La spiegazione principale è rappresentata dall'enorme ciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale.

Le grandi società tecnologiche stanno beneficiando di una domanda eccezionale per semiconduttori, data center, infrastrutture cloud e software AI, con margini operativi molto elevati.

È un'espansione degli utili alimentata soprattutto dalla spesa in conto capitale delle imprese, più che dai consumi delle famiglie o dall'occupazione.

I numeri della stagione delle trimestrali confermano questo quadro. Circa l'86% delle società dello S&P 500 ha battuto le stime sugli utili, mentre oltre il 77% ha superato le attese sui ricavi.

I comparti Information Technology, Communication Services ed Energy stanno guidando la crescita, con il segmento dei semiconduttori legato all'AI che continua a registrare incrementi eccezionali.

Non è solo l'AI: la crescita degli utili si sta allargando

La buona notizia è che la forza degli utili non riguarda più esclusivamente le Big Tech.

Se si escludono le società tecnologiche, gli utili netti dello S&P 500 ex Information Technology sono comunque attesi in crescita di circa il 16-17% nel secondo trimestre, un ritmo nettamente superiore alla media storica.

Anche settori come finanziari, industriali, utility e servizi di comunicazione stanno registrando incrementi a doppia cifra della redditività.

Questo spiega perché, nonostante il rallentamento del mercato del lavoro, gli analisti continuino a migliorare le stime sugli utili dell'intero indice.

Le previsioni di Bloomberg indicano infatti un utile per azione (EPS) dello S&P 500 di circa 352 dollari nel 2026, pari a una crescita del 26,2%, seguito da 409 dollari nel 2027 (+16,4%) e 469 dollari nel 2028 (+14,6%). Si tratta di ritmi eccezionali, inferiori solo ai rimbalzi successivi alla crisi finanziaria del 2008 e alla pandemia.

La prossima sfida sarà il passaggio del testimone dalla tecnologia al resto del mercato

L'aspetto forse più interessante riguarda però il futuro. Come mostrano le stime degli analisti, il divario tra la crescita degli utili del settore tecnologico e quella del resto dello S&P 500 dovrebbe progressivamente ridursi.

Dopo il picco del 2026, gli utili delle società tecnologiche continueranno a crescere, ma a un ritmo più moderato, mentre i settori non tecnologici dovrebbero accelerare.

Se questo scenario verrà confermato, il rialzo di Wall Street potrebbe diventare più equilibrato e più sano, coinvolgendo un numero crescente di settori invece di dipendere quasi esclusivamente dalle mega-cap dell'intelligenza artificiale.

È anche per questo motivo che molti investitori istituzionali stanno iniziando a riequilibrare gradualmente i portafogli, aumentando l'esposizione verso comparti ciclici, finanziari e industriali senza abbandonare la tecnologia.

In altre parole, il rallentamento del mercato del lavoro non impedisce agli utili di crescere, perché la fonte della crescita oggi non è tanto l'espansione dell'occupazione quanto l'aumento della produttività, dei margini e degli investimenti legati all'intelligenza artificiale.

Se nei prossimi trimestri anche il resto dell'economia riuscirà a beneficiare di questo ciclo di investimenti, il mercato rialzista potrebbe diventare ancora più solido e meno concentrato su pochi grandi nomi.

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