La settimana di Wall Street

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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La settimana di Wall Street

Nasdaq 100 tenta il breakout del flag, mentre la crescita degli utili si allarga oltre le Big Tech

Wall Street archivia una settimana caratterizzata da nuovi record, trimestrali molto forti e un improvviso cambiamento delle aspettative sulla Federal Reserve.

Il filo conduttore è stato il progressivo miglioramento del rapporto tra crescita e tassi: l'economia americana continua a mostrare una discreta capacità di tenuta, mentre gli ultimi dati sul mercato del lavoro suggeriscono che le pressioni occupazionali e salariali stanno finalmente rallentando.

La settimana era iniziata con il Dow Jones capace di aggiornare ripetutamente i propri massimi storici, favorito dal ridimensionamento delle tensioni geopolitiche e dalla prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz.

La conseguente discesa del petrolio ha ridotto uno dei principali rischi inflazionistici delle ultime settimane, offrendo sostegno alle quotazioni azionarie.

Non sono mancati momenti di volatilità. Il mercato tecnologico ha dovuto assorbire il forte ribasso di SpaceX, penalizzata dagli enormi investimenti annunciati nell'intelligenza artificiale, e quello di AMD.

La fine del lock-up di SpaceX ha però prodotto una reazione sorprendentemente positiva: nonostante siano diventate potenzialmente negoziabili oltre 900 milioni di azioni, il titolo ha reagito con un deciso rimbalzo, confermando la fortissima domanda proveniente dagli investitori retail.

Il lavoro cambia nuovamente le carte per la Fed

La vera sorpresa della settimana è arrivata venerdì dal mercato del lavoro. I Nonfarm Payrolls di luglio sono diminuiti di 23.000 unità, contro aspettative per circa +80.000, mentre maggio e giugno hanno subito revisioni complessive al ribasso per 103.000 posti.

Anche i salari hanno mostrato un raffreddamento: la crescita mensile delle retribuzioni medie orarie è stata dello 0,1%, contro lo 0,3% atteso.

Il tasso di disoccupazione è invece sceso al 4,1%, ma in presenza di un'ulteriore riduzione della partecipazione alla forza lavoro.

Il mercato ha immediatamente rivisto le aspettative sulla Fed. La probabilità attribuita a un rialzo dei tassi a settembre è scesa verso il 40-44%, dopo essere stata superiore al 50% prima dei payroll.

Particolarmente significativa è stata la reazione del mercato obbligazionario.

Il rendimento del Treasury decennale è sceso verso il 4,6%, offrendo ossigeno soprattutto ai titoli growth. Anche il dollaro ha perso terreno.

Non bisogna tuttavia confondere il rallentamento dell'occupazione con una recessione già in corso. L'ISM manifatturiero di luglio è salito a 55,6 punti, ben sopra la soglia di 50, mentre nuovi ordini e occupazione manifatturiera sono rimasti in espansione.

Per Wall Street sarebbe quasi uno scenario ideale: meno pressione sul mercato del lavoro senza un crollo dell'attività economica.

Gli utili sono il vero motore di Wall Street

Dietro i nuovi massimi c'è soprattutto una stagione delle trimestrali eccezionalmente forte.

Con gran parte della capitalizzazione dello S&P 500 che ha già pubblicato i risultati, la crescita degli EPS del secondo trimestre procede a ritmi estremamente elevati e il numero delle società che supera le aspettative rimane molto superiore alla media storica.

L'intelligenza artificiale continua a rappresentare il principale motore. Semiconduttori, infrastrutture per data center, cloud e investimenti tecnologici stanno generando una crescita degli utili enormemente superiore a quella del PIL.

Ma il dato forse più interessante è che la crescita non riguarda più soltanto le Big Tech.

Anche escludendo il grande comparto AI, gli utili delle altre società dello S&P 500 stanno mostrando incrementi a doppia cifra. Finanziari, industriali, utilities e Communication Services stanno contribuendo all'espansione.

Questo progressivo allargamento della crescita degli utili è importante perché potrebbe rendere il bull market meno dipendente da poche mega-cap.

Nasdaq 100, la prossima settimana può essere decisiva

Dal punto di vista tecnico, l'attenzione resta concentrata soprattutto sul Nasdaq 100. L'indice sta nuovamente tentando di superare area 29.750 punti, lato superiore del grande flag rialzista sviluppato dal massimo del 3 giugno.

Una chiusura settimanale convincente sopra questa soglia migliorerebbe ulteriormente il quadro tecnico, ma la conferma più importante arriverebbe soltanto con il superamento del massimo di giugno in area 30.750 punti.

Il flag presenta un'ampiezza di circa 2.500 punti: proiettandola dal punto di breakout si ricava un target teorico intorno a 32.250 punti.

Il quadro rimane quindi costruttivo, ma la prossima settimana sarà importante. Dopo i payroll, il test successivo arriverà dall'inflazione americana.

Se CPI e PPI confermassero un raffreddamento delle pressioni sui prezzi, i rendimenti Treasury potrebbero continuare a scendere e fornire nuovo carburante all'azionario. Un'inflazione superiore alle attese, al contrario, potrebbe riportare rapidamente in primo piano lo spettro di una Fed più aggressiva.

Wall Street entra quindi nella nuova settimana con utili in forte crescita, attività economica ancora espansiva e un mercato del lavoro che finalmente mostra segnali di raffreddamento.

Una combinazione favorevole, a condizione che il rallentamento dell'occupazione resti ordinato e non si trasformi nel primo segnale di una frenata economica più profonda.