Webuild testa un supporto chiave dopo il sell-off: area 2,30 decisiva per il trend di medio periodo

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
8 min

La decisione di NEOM di esercitare il diritto di recesso dal progetto Trojena rappresenta una notizia negativa per Webuild, ma con impatto limitato

Webuild testa un supporto chiave dopo il sell-off: area 2,30 decisiva per il trend di medio periodo

Webuild: uscita dal progetto Trojena, impatto limitato ma aumenta il rischio percepito sul Medio Oriente

La decisione di NEOM di esercitare il diritto di recesso dal progetto Trojena rappresenta una notizia negativa per Webuild, ma con un impatto che, allo stato attuale, appare gestibile dal punto di vista industriale e finanziario.

Il progetto, che prevedeva la realizzazione di tre dighe destinate ad alimentare un lago artificiale d’acqua dolce all’interno del mega progetto saudita NEOM, risultava completato per circa il 30%, con un backlog residuo pari a 2,8 miliardi di euro, corrispondente a circa il 5-6% del backlog costruzioni del gruppo.

Il dato più rilevante è che il contratto prevede il rimborso dei costi sostenuti fino alla data effettiva di terminazione, inclusi quelli legati allo smobilizzo del cantiere. Questo elemento riduce in modo significativo il rischio di impatti negativi immediati sulla redditività del gruppo nel breve periodo.

Il backlog complessivo di Webuild rimane infatti su livelli elevati, superiori a 50 miliardi di euro, sostanzialmente invariato rispetto alla fine del 2025.


Impatto economico contenuto, ma aumenta l’incertezza sul contributo del Medio Oriente

Secondo le stime degli analisti, il contributo del progetto Trojena avrebbe rappresentato circa il 5-7% dell’Ebitda nei prossimi 3-4 anni, una quota rilevante ma non determinante per il profilo complessivo del gruppo.

La principale incognita riguarda piuttosto la capacità di Webuild di sostituire nel periodo 2026-2027 l’attività persa con nuovi progetti, in un contesto in cui il Medio Oriente rappresenta una delle principali aree di crescita strategica.

In Arabia Saudita il gruppo ha attualmente lavori per circa 5,7 miliardi di euro, tra cui:

  • progetti infrastrutturali legati allo sviluppo urbano di Riyadh

  • lavori per il settore ferroviario

  • progetti legati al comparto militare

  • ulteriori iniziative collegate allo sviluppo della città futuristica NEOM

Secondo alcune valutazioni, il rischio potrebbe riguardare anche ulteriori 1 miliardo di euro di backlog potenzialmente collegato al progetto NEOM (Connector Railway Line), mentre gli altri progetti attualmente in portafoglio appaiono meno esposti a possibili revisioni.

Il tema centrale diventa quindi la percezione del rischio Paese e del rischio progetto in un’area che negli ultimi anni era stata considerata uno dei principali motori di crescita per il settore infrastrutturale globale.


Gli analisti restano complessivamente positivi sul titolo

Nonostante la rescissione del contratto, la maggior parte delle case di investimento mantiene una visione costruttiva sul titolo.

  • Oddo Bhf conferma rating buy, sottolineando che l’indennità per la cessazione anticipata dovrebbe sostenere i margini nel 2026

  • Banca Akros mantiene raccomandazione accumulate con target price a 3,5 euro

  • Equita Sim conferma rating buy ma riduce il target price a 3,5 euro da 4,1 euro, riflettendo un aumento del profilo di rischio legato al Medio Oriente

  • Mediobanca conferma rating neutral, evidenziando comunque che il backlog di oltre 50 miliardi rappresenta un elemento di stabilità

Equita ha inoltre escluso dalla valutazione il contributo di Trojena e, in via prudenziale, anche quello della Connector Railway Line, stimando un impatto complessivo sull’NPV di circa 200 milioni di euro.

Il consensus degli analisti suggerisce quindi che la cancellazione del progetto rappresenta un evento negativo ma non strutturalmente compromettente per il profilo industriale del gruppo.


L’Australia resta uno dei pilastri strategici di lungo periodo

Un elemento di bilanciamento rispetto all’incertezza sul Medio Oriente è rappresentato dal posizionamento strategico del gruppo in Australia.

Infrastructure Australia ha recentemente aggiornato la lista dei progetti prioritari per i prossimi 10 anni, delineando una pipeline potenziale superiore a 240 miliardi di dollari australiani, con investimenti previsti in:

  • trasporti ferroviari

  • reti logistiche

  • infrastrutture idriche

  • transizione energetica

  • progetti di desalinizzazione

Webuild è già coinvolta in progetti chiave nello Stato di Victoria, tra cui:

  • Suburban Rail Loop di Melbourne

  • North East Link

Il gruppo guarda inoltre con interesse a nuove iniziative legate allo sviluppo dell’alta velocità ferroviaria e alle infrastrutture idriche, dove può valorizzare il know-how tecnologico sviluppato anche attraverso la controllata Fisia Italimpianti.


Il punto chiave: diversificazione geografica e qualità del backlog

Il caso Trojena evidenzia come i mega progetti infrastrutturali possano essere soggetti a revisioni anche in fasi avanzate di sviluppo, soprattutto quando inseriti all’interno di programmi di investimento molto ambiziosi come NEOM.

Dal punto di vista strategico, il fattore determinante per Webuild resta la capacità di:

  • mantenere un backlog elevato

  • diversificare il portafoglio geografico

  • acquisire nuovi progetti ad elevata marginalità

  • preservare la visibilità sugli utili futuri

Il backlog superiore a 50 miliardi di euro continua a rappresentare un elemento di stabilità, ma l’evoluzione dei progetti in Medio Oriente sarà un elemento da monitorare attentamente nei prossimi trimestri.

Nel complesso, l’uscita dal progetto Trojena sembra avere un impatto limitato sui fondamentali nel breve periodo, ma contribuisce ad aumentare la percezione del rischio legato ai grandi progetti infrastrutturali in aree caratterizzate da forte intervento pubblico e da strategie di sviluppo molto ambiziose.


Webuild – test di supporti chiave dopo il sell-off, rischio di deterioramento del trend di medio periodo

Il quadro tecnico di Webuild mostra un deciso peggioramento nel breve periodo, con una correzione molto rapida che ha riportato i prezzi verso livelli tecnicamente cruciali dopo il forte rialzo sviluppato tra il 2022 e il 2025.

Dal grafico di lungo periodo emerge come il titolo avesse costruito un trend rialzista solido, sostenuto anche dal miglioramento dei fondamentali e dalla crescita del backlog, che ha superato 58 miliardi di euro, garantendo visibilità sui ricavi per diversi anni . I ricavi 2025 hanno raggiunto 13,6 miliardi (+15%) con EBITDA pari a circa 1,2 miliardi (+18%), confermando una dinamica di crescita significativa negli ultimi esercizi .

Tuttavia, la fase più recente evidenzia una perdita di momentum legata sia alla guidance prudente sul 2026 sia all’aumento dell’incertezza su alcuni progetti internazionali, fattori che hanno portato a un calo significativo del titolo dopo la pubblicazione dei risultati .

Webuild testa un supporto chiave dopo il sell-off: area 2,30 decisiva per il trend di medio periodo


Struttura tecnica di lungo periodo

Sul grafico settimanale il movimento ribassista ha riportato i prezzi in prossimità del 50%-61,8% di ritracciamento di Fibonacci dell’intero rialzo avviato nel 2020, area compresa tra circa 2,40 e 2,10 euro.

Questa zona rappresenta un supporto tecnico molto importante perché:

  • coincide con livelli di congestione precedenti

  • intercetta la trendline rialzista di lungo periodo

  • rappresenta un classico livello di pullback all’interno di un trend primario rialzista

  • potrebbe configurare un “return move” verso la trendline violata

Il mercato sta quindi testando una zona tecnica decisiva per capire se il trend pluriennale possa restare intatto oppure se si stia aprendo una fase di debolezza più strutturale.


Struttura tecnica di medio periodo

Sul grafico giornaliero la discesa è stata particolarmente rapida e ha portato alla violazione di diversi supporti intermedi, tra cui l’area 2,90 euro, che aveva sostenuto i prezzi per diversi mesi.

La rottura di tale livello ha accelerato la pressione ribassista fino alla zona di supporto chiave in area 2,35–2,40 euro, livello che coincide con:

  • supporto statico di medio periodo

  • base della struttura rialzista partita nel 2023

  • area di possibile stabilizzazione di breve periodo

  • punto di contatto con la trendline ascendente

La presenza di una reazione tecnica proprio su questi livelli suggerisce che il mercato stia cercando di costruire una prima base dopo l’eccesso ribassista.


Livelli tecnici chiave

Supporti

  • 2,35 – 2,40 euro
    supporto principale di medio periodo

  • 2,10 euro
    livello corrispondente al 61,8% di ritracciamento del rialzo 2020-2025

  • 1,90 – 2,00 euro
    supporto strategico di lungo periodo

Resistenze

  • 2,60 euro
    prima resistenza tecnica dopo il sell-off

  • 2,90 euro
    ex supporto violato, ora resistenza chiave

  • 3,30 – 3,50 euro
    area di congestione di medio periodo


Implicazioni tecniche

Il titolo si trova in una fase molto delicata dal punto di vista tecnico.

La tenuta della fascia 2,30–2,40 euro potrebbe consentire una fase di consolidamento e un successivo tentativo di recupero verso area 2,60–2,90 euro, dove passano le prime resistenze significative.

Al contrario, una violazione decisa del supporto a 2,30 euro aumenterebbe il rischio di estensioni ribassiste verso 2,10 euro e successivamente verso la fascia 2,00 euro, con deterioramento del quadro tecnico di medio periodo.

Va comunque sottolineato che il trend di fondo resta supportato da fondamentali solidi, con crescita dei ricavi e backlog elevato che garantisce visibilità pluriennale sugli utili .

Il comportamento dei prezzi nelle prossime settimane sarà quindi particolarmente importante per capire se la correzione recente rappresenti una semplice fase di normalizzazione dopo il forte rialzo degli ultimi anni oppure l’inizio di una fase laterale più ampia legata all’aumento del rischio percepito sui progetti internazionali.

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