Adidas in corsa, ecco perché oggi è il miglior titolo dell'Euro Stoxx 50
pubblicato:Trimestrale robusta con risultati a doppia cifra e oltre le attese. Il CEO Gulden mette in campo anche una guidance in crescita, nonostante le sfide dei dazi Usa e delle valute. Ecco il quadro

Scatto bruciante di Adidas a Francoforte: l’azione balza del 7,22% a 147,75 euro, dopo un primo allungo a 149,25 su livelli che non si vedevano dallo scorso 3 marzo. Il big tedesco dello sport si pone così in testa alla classifica dei rialzi dell’Euro Stoxx 50, il paniere dei primi cinquanta titoli europei.
Adidas, risultati trimestrali e guidance oltre le attese
A incoraggiare gli acquisti contribuisce senz’altro la trimestrale di oggi che mostra risultati in forte crescita anche in un periodo già influenzato dalla crisi iraniana.
La società guidata dal CEO Bjorn Gulden ha infatti registrato una crescita dei ricavi del 7,1% a 6,592 miliardi di euro nettamente oltre il consensus raccolto da S&P Global Market Intelligence a 6,33 miliardi di euro.
L’utile lordo del gruppo è aumentato del 5,1% a 3,369 miliardi, ma l’utile operativo balza del 15,5% a 705 milioni di euro.
Anche l’utile netto attribuibile ai soci della capogruppo segna una crescita a doppia cifra: +12,6% a 482 milioni di euro.
Se si prende l’utile netto per azione delle attività continuative si registra una crescita del 10,9% da 2,44 a 2,77 euro, ancora ben oltre il consensus degli analisti fermo a 2,59 euro.
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In termini prospettici per il 2026 Adidas si attende una crescita dei ricavi a cambi costanti ‘high-single-digit’, quindi tra il 6% e il 9%. Nel 2025 con lo stesso parametro il giro d’affari era cresciuto del 10% a 24,811 miliardi, aggiungendo una performance che nel punto medio della guidance si pone al 7,5%, si può ipotizzare una stima per la chiusura d’anno a 26,671 miliardi, anche in questo caso oltre i 26,27 miliardi del consensus.
Non che manchino le difficoltà. Quest’anno Adidas si aspetta impatti dai dazi USA e dagli sviluppi sfavorevoli sul fronte valutario da ben 400 milioni di euro, ma nonostante questo le sue stime proiettano l’ebit (l’utile operativo) a 2,3 miliardi di euro: significherebbe un balzo di oltre l’11,8% sull’ebit 2025 da 2,056 miliardi che già registrava un rally del 54%. Margini decisamente robusti e in consolidamento insomma.
Adidas, crescita a doppia cifra in diversi mercati (ma non in Europa)
Già queste prime indicazioni finanziarie basterebbero a giustificare l’ottimismo degli investitori, ma è opportuno cercare di capire più da vicino l’andamento del gruppo.
A cambi costanti i ricavi di Adidas nel primo trimestre sono cresciuti del 14% sostenuti da performance a doppia cifra in importanti mercati come Nord America (+12% a € 1,2 mld) e Cina Allargata (+17% a 1,135). Vistosa l'eccezione dell’Europa, che da sola copre poco meno del 32% dei ricavi, ma che comunque è cresciuta del 6% a 2,09 miliardi di euro.
In termini di prodotto le calzature coprono il 56% circa e a cambi costanti crescono del 4% a quasi 3,7 miliardi (ma -2% a tassi correnti), segue l’abbigliamento (apparel) con 2,44 miliardi in forte sviluppo (+31%) e infine gli accessori anch’essi in crescita a doppia cifra (+13% a 451 mln).
In termini di canali giova notare che il 62% quasi delle vendite è all’ingrosso (wholesale) dove le vendite sono aumentate dell’8% a 4,084 miliardi e lasciano al canale diretto (Direct-to-consumer DTC) 2,48 miliardi di giro d’affari (+22%). Su tutti i fronti insomma Adidas sembra consolidarsi e mostrare una salutare differenziazione e vitalità del business.
Certo influisce positivamente sulle prospettive anche la Coppa del mondo di calcio, ma pesa il rafforzamento dell’euro che da solo ha portato a un impatto di 350 milioni di euro nel trimestre.
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Adidas, l'accento sull'eccellenza del prodotto e i nuovi record
Il contesto globale sfidante pone diverse incognite, ma il gruppo confida nella competitività dei suoi prodotti: lo scorso weekend Sabastian Sawe che Yomif Kejelcha hanno battuto la barriera delle due ore per la Maratona indossando entrambi delle scarpe Adizero Adios Pro Evo 3, così come Tigist Assefa, che ha aggiornato il nuovo record mondiale femminile. E Adidas ha anche altri progetti, a partire dalle scarpe da calcio o basket stampate in 3D fino alle Adizero per allenamenti ibridi.
Le voci di bilancio intanto si muovono su più fronti. Cresce del 14% il magazzino a 5,78 miliardi, aumenta del 21% a 6,58 miliardi il capitale netto operativo (con la crescita del giro d’affari è normale). La cassa si è compressa del 39% a 873 milioni sia per il working capital che per il buyback da 1 miliardo previsto quest’anno, ma il leverage è solido con un rapporto tra debito netto ed ebitda stabile 1,7x.
I risultati del trimestre in definitiva sono incoraggianti e il titolo ne approfitta per una scossa al rialzo anche oltre i massimi del 17 aprile a 148 euro.
Dopo il crollo del titolo dagli oltre 263 euro del febbraio 2025 ai recenti minimi a 129,95 euro del 23 marzo scorso (-51%) una reazione era probabilmente auspicata da un certo numero di investitori.
Gli allunghi di oggi mettono direttamente alla prova la trendline discendente dai citati massimi di oltre un anno fa, ma serviranno conferme ulteriori per ipotizzare una reazione più duratura dei prezzi. I fondamentali di oggi mettono però senza dubbio in gioco dell’altro carburante utile per la ripresa dei prezzi.