Fed al debutto con Kevin Warsh: Wall Street cerca indizi sul futuro dei tassi
pubblicato:La pace con l'Iran cambia lo scenario: meno inflazione e più spazio per futuri tagli delle Fed

La Fed di Kevin Warsh debutta sotto i riflettori: i mercati cercano indicazioni sul futuro dei tassi
Oltre agli sviluppi geopolitici e all'accordo tra Stati Uniti e Iran, l'evento più importante della settimana per gli investitori sarà probabilmente la prima riunione della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh.
Il mercato non si aspetta particolari sorprese sul fronte immediato. Secondo il FedWatch Tool del CME, la probabilità che la Fed mantenga invariato il tasso sui Fed Funds nell'attuale intervallo 3,50%-3,75% è pari a circa il 99% nella riunione del 17 giugno.
Anche per luglio le aspettative continuano a favorire una pausa, con una probabilità superiore al 90% di tassi invariati.
La vera attenzione degli operatori sarà quindi rivolta non tanto alla decisione sui tassi quanto alle parole del nuovo presidente della banca centrale.
Il mercato vuole capire chi è davvero Kevin Warsh
Dopo anni in cui gli investitori hanno imparato a interpretare ogni sfumatura della comunicazione di Jerome Powell, il debutto di Kevin Warsh rappresenta un importante cambio di scenario.
I mercati cercheranno di capire soprattutto tre aspetti:
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quanto Warsh sia preoccupato per l'inflazione;
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quanto peso attribuisca al rallentamento della crescita economica;
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quanto sia disposto a intervenire per sostenere l'economia in caso di deterioramento del mercato del lavoro.
La questione è particolarmente delicata perché la Fed si trova oggi davanti a un equilibrio difficile. Da una parte l'economia americana mostra segnali di rallentamento, dall'altra l'inflazione resta vulnerabile agli shock energetici e geopolitici.
FedWatch: i mercati vedono pochi tagli e nessun ritorno ai tassi zero
Osservando la curva delle probabilità emerge un messaggio molto chiaro: gli investitori non si aspettano una Fed particolarmente aggressiva nel tagliare i tassi.
A dicembre 2026 il mercato assegna ancora oltre l'80% di probabilità a tassi compresi tra 3,50%-4,25%, mentre nel corso del 2027 lo scenario più probabile continua a essere quello di Fed Funds collocati tra 3,75% e 4,25%.
In altre parole, gli operatori stanno progressivamente abbandonando l'idea di un ritorno ai livelli ultra-accomodanti che hanno caratterizzato il decennio successivo alla crisi finanziaria del 2008.
La pace con l'Iran potrebbe cambiare il quadro
L'accordo annunciato tra Washington e Teheran potrebbe tuttavia introdurre un elemento nuovo.
Se la riapertura dello Stretto di Hormuz dovesse tradursi in una significativa riduzione dei prezzi energetici, le pressioni inflazionistiche potrebbero attenuarsi più rapidamente del previsto. In questo scenario la Fed avrebbe maggior margine per adottare un atteggiamento meno restrittivo nei prossimi trimestri.
Per questo motivo il mercato guarderà con estrema attenzione non solo alle decisioni della Fed, ma soprattutto al linguaggio utilizzato da Warsh durante la conferenza stampa.
Più importante della decisione sarà il tono
La probabilità di una sorpresa sui tassi è molto bassa. La vera notizia potrebbe arrivare dalle sfumature della comunicazione.
Se Warsh dovesse mostrarsi più fiducioso sul percorso dell'inflazione e meno preoccupato dei rischi di una sua riaccelerazione, i mercati potrebbero interpretare il messaggio come l'inizio di una Fed gradualmente più accomodante.
Al contrario, un atteggiamento particolarmente prudente o aggressivo sul fronte inflazionistico potrebbe riportare al centro dell'attenzione il tema dei tassi elevati più a lungo.
Per questo motivo, più che il comunicato finale, sarà probabilmente la prima vera "impronta" lasciata da Kevin Warsh sulla Federal Reserve a determinare la reazione di Wall Street nelle prossime settimane.