Anticipazioni Le Iene del 1° febbraio 2026, chi è Natalino Mele e cosa c'entra col Mostro di Firenze
pubblicato:Perché quasi 50 anni dopo parliamo ancora di Barbara Locci? Cosa vide Natalino Mele? C'entra col Mostro di Firenze? Le anticipazioni de Le Iene del 1° febbraio 2026

Natalino Mele oggi ha 64 anni. Dal 1982 il suo nome è indelebilmente collegato ai delitti del Mostro di Firenze, quando gli investigatori rinvennero quel fascicolo relativo a un duplice omicidio del 1968. Le vittime furono Barbara Locci e l'amante Antonio Lo Bianco, uccisi all'interno dell'Alfa Romeo Giulietta dell'uomo nelle campagne di Signa (Firenze). Sul sedile posteriore dormiva un bambino di appena 6 anni. Natalino Mele, appunto.
La corrispondenza dei proiettili portarono gli inquirenti a tracciare una linea di collegamento tra quel delitto e gli altri che sconvolsero l'Italia dal 1974 al 1985. Locci e Lo Bianco sarebbero state le prime vittime del Mostro di Firenze, ma cosa vide Natalino? Roberta Rei lo ha intervistato e sta raccogliendo altri contributi sul serial killer ancora oggi senza nome.
Chi è Natalino Mele
Il 21 agosto 1968 nelle campagne di Signa, non molto distanti dal cimitero, c'è un'Alfa Romeo bianca parcheggiata con i fari spenti. All'interno una coppia, Barbara Locci e il suo amante Antonio Lo Bianco, sta vivendo un momento di intimità. Improvvisamente una mano esplode diversi colpi di arma da fuoco che raggiungono Barbara e Antonio, uccidendoli.
Sul sedile posteriore c'è un bambino, Natalino, figlio di Barbara, che fino a quel momento stava dormendo. Poco dopo il piccolo si ritroverà di fronte all'abitazione di Antonio De Felice e riceverà soccorso. Si ritroverà anche all'interno di una storia più grande di lui, qualche anno più tardi, quando nel 1982 gli inquirenti che stanno indagando sui delitti del Mostro di Firenze riaprono il fascicolo del duplice omicidio di Signa e ipotizzano che quello sia stato il primo massacro del serial killer della campagna fiorentina.
Cosa c'entra col Mostro di Firenze
Di quella notte Natalino Mele ricorda ben poco. La sua vicenda ha aperto la cosiddetta pista sarda che ha portato Stefano Mele, Salvatore Vinci e Francesco Vinci a essere indagati come presunti autori e del duplice omicidio e di tutti gli altri delitti del Mostro.
Fino al 2025 era noto che Stefano Mele fosse il padre naturale di Natalino, ma gli accertamenti del Dna hanno ribaltato questa verità: suo padre è Giovanni Vinci, fratello di Salvatore e Francesco e mai entrato nelle indagini. Il 23 luglio 2025 La Nazione lo ha intervistato e gli ha chiesto cosa ricorda di quel 21 agosto 1968: "Nulla, nulla. Altrimenti lo avrei già detto", ha risposto. "Mi hanno svegliato gli spari, forse", ha raccontato a Le Iene il 25 gennaio.
Ricorda anche "di avere camminato", quindi avrebbe percorso almeno 5 km a piedi per raggiungere da solo e di notte l'abitazione di De Felice. Con i piedi protetti soltanto dai calzini, che al suo arrivo non riportavano strappi nonostante la strada puntellata di sassi e terra. Secondo gli inquirenti, invece, qualcuno potrebbe aver trasportato il bambino fino a quella casa, un dettaglio che Natalino nega anche oggi. Non è in grado di rivelare, inoltre, chi abbia sparato alla madre e all'amante.
Le altre anticipazioni de Le Iene del 1° febbaio 2026
Il 1° febbraio 2026 Roberta Rei porterà a Le Iene un altro contributo sul Mostro di Firenze. Restando sull'attualità l'inviato Andrea Agresti, invece, riepilogherà i fatti legati all'ICE e proverà a immaginare l'esistenza in Italia di un corpo di polizia analogo.
Poi si parlerà del caso di Belluno, dove un bambino di 11 anni è stato costretto a percorrere 6 km a piedi per raggiungere casa da scuola in quanto sprovvisto del biglietto dell'autobus. Il servizio sarà a cura di Alice Martinelli
Comments
Loading comments...