Petrolio sempre più caro, il governo si riunisce stasera

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

La situazione si aggrava sempre di più. Dopo l'uccisione dei vertici (e possibili negoziatori) iraniani, i primi attacchi alle infrastrutture energetiche di Teheran segnano un'ulteriore escalation. Il governo italiano valuterà stasera le prime misure

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Corrono ancora nel pomeriggio le quotazioni del petrolio greggio nei mercati internazionali.

Dal Medioriente nuove spinte al rialzo a petrolio e gas

Il future sul WTI con scadenza ad aprile 2026 passa sull’ICE di mano a 98,56 dollari al barile con un rialzo del 2,44%

Il derivato sul Brent con scadenza a maggio tocca addirittura i 108,51 dollari al barile (+4,92%).

La struttura dei future è in entrambi i casi in backwardation, ossia i prezzi tra un anno sono più bassi, segno che il mercato continua a sperare in un rallentamento delle tensioni (ma anche effetto di altri fattori tecnici): i future sul WTI a marzo 2027 trattano a ‘soli’ 75 dollari al barile, quelli sul Brent pari scadenza trattano a 90,68 dollari. Il graduale assorbimento in queste strutture di prezzo degli impatti della crisi nel Golfo Persico costituisce un pericolo strutturale per l’inflazione e l’intera economia. Sarà materia di dibattito anche delle banche centrali nelle prossime ore.

In queste ore riprende a corre anche il prezzo del gas naturale, con il TTF olandese che cresce di un altro 7,11% a 55,25 €/MWh minacciando da molto vicino le bollette italiane.

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Iran, i primi attacchi alle infrastrutture energetiche aggravano il quadro

A scaldare le quotazioni contribuisce la dura reazione iraniana all’uccisione di Ali Larijani, presidente del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e uomo forte del regime degli ayatollah, e di Abbas Ali Soleimani, leader della milizia di repressione Basij, all’attacco a South Pars, una parte del maggiore giacimento di gas del mondo e una componente essenziale dell’infrastruttura energetica iraniana.

Sono i primi attacchi a infrastrutture energetiche iraniane e Teheran ha reagito emettendo un ordine di evacuazione per alcuni dei maggiori impianti energetici del Medio Oriente: dall’impianto di liquefazione del gas di Ras Laffan in Qatar agli impianti emiratini, alla raffineria saudita Samref.

Il Financial Times ricorda che il gas copre l’85% della generazione elettrica iraniana e che quindi i primi attacchi alle sue infrastrutture costituiscono un’altra escalation nell’area. Il portavoce qatarino Majid al-Ansra ha denunciato: “Attaccare le infrastrutture energetiche costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale”.

Nel frattempo l'Amministrazione Trump appare sempre più confusa e incerta sulla strategia da seguire, dopo le dimissioni a sorpresa di Joe Kent dal vertice dell'Antiterrorismo USA: secondo il veterano l'Iran non costituiva una minaccia imminente per gli Stati Uniti, ma questo minerebbe l'intera impalcatura giuridica degli attacchi Usa all'Iran.

Caro-Energia, il governo si riunisce per valutare le prime misure

A fronte di questo scenario preoccupante anche il governo italiano torna a valutare degli interventi.

Stasera è prevista una importante riunione del consiglio dei ministri - forse intorno alle 19 - aperta anche alle proposte di petrolieri e compagnie petrolifere.

Se non si rivelassero adeguate, l’esecutivo si dice disponibile a valutare interventi sugli ‘extra-profitti’ di questi giorni.

Sul tavolo ci sarebbero anche interventi su accise mobili, price cap o bonus energia.

L’obiettivo dell’esecutivo sarebbe quello di sostenere in questa crisi le famiglie più fragili e le categorie economiche più esposti, ma compatibilmente con la tenuta del bilancio pubblico.

Delle riunioni si sono già tenute stamane e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha chiesto che si riporti il prezzo del diesel sotto gli 1,9 euro.

Rinnovate le proposte di sospensione dei diritti di emissione europei ETS (ma in Europa non sembra esserci molto spazio per questa strategia al momento), dure minacce alla speculazione.

Non è chiaro se sarà valutato anche il meccanismo delle accise mobili, che in pratica taglierebbe l’IVA ‘extra’ incassata dai rialzi di questi giorni alla pompa riversandola in un alleggerimento dei prezzi finali per gli automobilisti: sul provvedimento, sul quale il governo ha inizialmente mostrato un’apertura, pendono ancora valutazioni, il timore è che misure molto onerose si traducano in pochi centesimi di sconto alla pompa.

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