Enel, dividendi e buyback innanzitutto
pubblicato:La trimestrale di oggi mostra dati misti, male il giro d'affari, bene la marginalità. Cresce ancora il debito, ma è sotto controllo. Ecco il quadro

Il titolo Enel ha accolto i numeri del primo trimestre senza entusiasmo. A metà seduta l'azione segna un rialzo dello 0,39% a 9,688 euro che mantiene i corsi al 3,6% circa dal target medio degli analisti posto poco sopra i 10 euro.
Se si considera la guidance dell’eps 2026 confermata oggi nel punto medio a 0,73 euro, i prezzi attuali mostrano un P/E forward di 13,27x decisamente interessante per il settore che in Europa tratta in media a 16,5 volte gli utili attesi ordinari (Euro Stoxx Utilities P/E Projected).
Enel è un altro titolo da cassettisti, buono per i dividendi innanzitutto. Vedremo però che non è solo questo. La teoria dice che le utility come Enel sono fortemente indebitate (quindi esposte alle oscillazioni di rendimenti e tassi d’interesse), ma ricche di flussi di cassa che consentono la distribuzione di generosi dividendi.
Enel è la regina di questo settore assai rappresentato a Piazza Affari: aveva un peso sul FTSE MIB del 10,83% a fine 2025: solo Intesa e Unicredit pesavano di più a quella data sul listino principale di Milano.
Enel, la nuova cedola di luglio porterà il dividend yield al 5,07%
La nuova cedola di Enel sarà approvata (verosimilmente) soltanto all’assemblea del prossimo 12 maggio 2026, ma si sa già tutto dalla relazione al secondo punto all’ordine del giorno di quel consesso.
Dopo lo stacco di € 0,23 in acconto lo scorso 19 gennaio 2026, per il prossimo 20 luglio 2026 è proposto un saldo del dividendo da € 0,26.
Se approvato, questo saldo varrà da solo il 2,69% dei corsi di oggi; se aggiunto all’acconto già versato, varrà un dividendo 2025 totale di € 0,49 con un dividend yield sui corsi di oggi pari al 5,07%.
In soldoni significa che Enel ha pagato a gennaio 2,3 miliardi di euro ai soci (con l’esclusione dei 133 mln circa di titoli propri) e ne pagherà altri 2,6 miliardi di euro e più a luglio, se l’assemblea straordinaria di martedì prossimo darà il via libera.
Vuol dire che il dividendo 2025 è cresciuto del 4,26% sul dividendo 2024 e ci sarà probabilmente un aumento negli anni a venire, visto che il piano industriale al 2028 prevede un aumento medio anno del dividendo per azione (DPS) del 6% in termini di CAGR tra il 2025 e il 2028.
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Enel, il buyback può valere quanto il dividendo
Qui interviene un’altra novità che integra il quadro della remunerazione di questa utility: da tempo ormai il piano di riacquisto di azioni proprie (buyback) arricchisce infatti la restituzione di valore agli azionisti di Enel.
Lo scorso febbraio, all’approvazione del nuovo piano, è stata decisa una nuova tranche da 1 miliardo di euro nell’ambito della delibera assembleare che già un anno fa (il 22-05-2025) autorizzava il gruppo a investire nel capitale proprio fino a € 3,5 mld ossia fino a 500 milioni di azioni ossia il 4,92% del capitale. Un altro dividendo implicito, insomma, e ricco quasi quanto la cedola in contanti.
Riassumendo: tra buyback effettuati e piani di incentivazione, la società ha oggi in portafoglio circa 243 milioni di azioni proprie, il 2,39% del capitale che può essere considerato già una forma di remunerazione restituita ai soci. Alla prossima assemblea di martedì 12 maggio propone una nuova autorizzazione fino a € 1,5 mld ossia l’1,97% del capitale della società.
Questo conferma che la remunerazione dei soci di Enel passa in modo quasi paritetico dal dividendo in contanti e dal buyback.
Enel, i dati trimestrali 'misti' di oggi
Oggi i dati trimestrali sono stati misti:
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Ricavi: € 20,59 mld, -6,7% a causa soprattutto di minori volumi e prezzi in Italia
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Ebitda ordinario: € 6,0 mld, +3,6% perché Spagna e America Latina hanno più che compensato la riduzione dei margini in Italia
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Utile ordinario: € 1,94 mld, +3,9% grazie all’ebitda, alle stewardship delle rinnovabili (Grecia, Sudafrica e Australia) e al contenimento del costo del debito, parzialmente compensato dalle maggiori imposte. L’eps trimestrale balza da 0,18 a 0,20 euro per azione.
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Indebitamento finanziario: € 57,83 miliardi, cresce ancora rispetto ai 57,18 mld di fine 2025 (investimenti, pagamenti di dividendi, buyback e operazioni straordinarie). Pesa soprattutto l’andamento dei tassi di cambio: ben 676 milioni di euro sul debito nel periodo. Il debt/equity flette però a 1,15x
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Guidance 2026: Ebitda tra 23,1 e 23,6 miliardi di euro; Utile netto a 7,1-7,3 miliardi di euro, quindi eps a € 0,72-0,74
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Guidance 2028: eps compreso tra 0,80 e 0,82 euro (CAGR sugli € 0,69 del 2025 al 6% circa).
Barclays, che ha un generoso target di 11 euro sul titolo Enel (overweight) ha definito in linea con le attese l’ebitda ordinario da 6 mld (consensus Bloomberg a 5,987 mld) e superiore al consensus l’utile netto da € 1,941 mld (cons. 1,932 mld). Anche il debito netto sarebbe in linea con il consensus da 57,839 miliardi.
Enel, serve qualche spunto in più sul grafico
A metà seduta l’azione di Enel segna un rialzo dello 0,39% a 9,688 euro. I massimi registrati in avvio a 9,727 mantengono i prezzi incollati alla media mobile esponenziale a 50 sedute (in rosso nel grafico sotto). Lontane dunque le resistenze in area 9,955 euro praticamente a ridosso del target medio di prezzo rilevato tra gli analisti dai dati compilati dalla società. Quell’ostacolo statico formidabile ritestato ieri prima di una seduta chiusa con un ribasso di 2 punti percentuali sbarra il passo al ritorno dei prezzi sui recenti nuovi massimi storici di quota 10,31 euro (27 febbraio, appena prima della crisi iraniana).
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I rischi al ribasso sono dunque consistenti, nonostante i frazionali rialzi di queste ore in controtendenza all’andamento dell’Euro Stoxx Utilities (-0,33%) forse appesantito da un leggero rialzo odierno dei rendimenti. È fondamentale quindi nel breve la tenuta dei 9,58 euro, supporto rilevante posto 10 centesimi la citata media mobile esponenziale che il titolo lavora anche oggi. I deboli volumi (7,3 milioni di pezzi a fronte di una media giornaliera dell'ultimo mese di 26,6 milioni di azioni) non suggeriscono rivoluzioni dei prezzi in questa ultima seduta di ottava.
Solo sotto i 9,08 euro, livello che ospita oggi la trendline ascendente dai minimi del 9 aprile 2025, verrebbe davvero messo in discussione un uptrend annuale che è valso al titolo un rialzo di oltre 40 punti percentuali.