Piazza Affari, trimestrali e incognite geopolitiche: i casi Tenaris e Brembo
pubblicato:Da un lato la brusca frenata del gruppo energetico condizionato dalle tensioni in Medio Oriente, dall'altro il balzo del leader dei sistemi frenanti che alza le stime e punta sull'evoluzione tecnologica

Pesante ribasso nella seduta di ieri per Tenaris che ha ceduto il 6,74% scendendo in chiusura a 24,75 euro, nonostante la buona trimestrale.
Tenaris, crescita dei risultati nel trimestre
I primi tre mesi del 2026 sono infatti andati in archivio con ricavi in crescita del 6% su base annuale a 3,1 miliardi di dollari, dato superiore alle attese degli analisti. L'EBITDA è cresciuto del 6% a 735 milioni con margine a 23,7% (23,8% un anno fa). L'utile netto degli azionisti segna +7% a 541 milioni.
Il mercato ha però reagito in maniera scomposta al fatto che il management del gruppo abbia previsto che sia i ricavi che i margini saranno penalizzati dal conflitto in Medio Oriente nel secondo trimestre, a causa dell'incremento dei costi logistici, mentre un recupero è atteso nel secondo semestre dell'anno ma solo a patto che lo Stretto di Hormuz venga riaperto a breve.
Una situazione di grande incertezza per il gruppo, dunque, che si intreccia con quella dei delicati equilibri geopolitici, minando le solide basi sulle quali il titolo aveva costruito il rialzo degli ultimi mesi.
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Tenaris, fisiologica una pausa di consolidamento
Graficamente va però detto che dopo 7 mesi di crescita continua appare fisiologica una pausa di consolidamento per il titolo Tenaris, anche perché i prezzi sono passati dai 14,7 euro di ottobre ai 27,3 di fine aprile senza particolari soste nella crescita se non l'intermezzo tra novembre e dicembre. Quindi per quanto l'entità del calo delle ultime due sedute appaia importante, resta comunque sostenibile rispetto alla solida struttura rialzista che si è venuta a creare nei mesi.
Basti pensare che sul fronte dei supporti di medio periodo un primo riferimento importante, ovvero la media esponenziale a 50 sedute, è stato testato dall'alto proprio ieri con i minimi a 24,52 euro. Più in basso sarebbe la violazione di quota 23,66 , picco di inizio marzo, ad apportare un peggioramento dello scenario tecnico, ma in realtà i prezzi potrebbero poi scendere fino a 22,50 per poi andare a coprire il gap up di febbraio a 21,24 senza compromettere le possibilità di una ripresa nel lungo periodo.
Per il momento dunque la cautela è d'obbligo in attesa di valutare fin dove possa spingersi il consolidamento, mentre un nuovo segnale di forza verrebbe generato solo con il superamento dei record in area 27,40, preludio al proseguimento della corsa verso il target dei 30,00 euro.
Brembo convince il mercato: guidance alzata, debito in calo e titolo in rally
Seduta decisamente positiva per Brembo a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026 e soprattutto dopo il miglioramento della guidance annuale.
Il titolo ha chiuso con un balzo del 10,79% a 9,86 euro, dopo avere sfiorato nel corso della seduta i 10 euro con un massimo a 9,95.
Una reazione molto forte che riflette soprattutto il sollievo del mercato nel vedere un gruppo capace non solo di difendere margini e redditività in un contesto ancora difficile per l’automotive globale, ma addirittura di alzare le stime sul 2026.
Ed è proprio questo il messaggio che gli investitori sembrano avere premiato maggiormente. Solo a marzo Brembo aveva adottato un approccio estremamente prudente, frenato dalle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran, dall’aumento dei costi energetici e dalle difficoltà sulla catena di approvvigionamento.
Oggi invece il management racconta uno scenario molto diverso: il gruppo è riuscito a reagire rapidamente, trovando fornitori alternativi soprattutto per materie prime strategiche come l’alluminio e limitando molto più del previsto gli impatti sulla produzione.
Non a caso il presidente esecutivo Matteo Tiraboschi ha ammesso che le precedenti stime erano state “forse un po’ troppo prudenti”.
Il miglioramento della guidance è quindi diventato il vero catalizzatore della giornata. Brembo ora prevede ricavi in crescita del 3% a cambi costanti nel 2026, mentre fino a poche settimane fa si attendeva un andamento sostanzialmente stabile.
Anche la redditività continua a sorprendere positivamente: il gruppo conferma un EBITDA margin attorno al 16,5%, livello molto elevato considerando il contesto del settore.
Molto apprezzato dal mercato anche il miglioramento della struttura finanziaria. L’indebitamento netto è sceso dell’11% a circa 693 milioni di euro, mentre gli investimenti netti si sono ridotti di oltre un terzo.
In pratica Brembo sta riuscendo contemporaneamente a investire nella crescita, migliorare la redditività e rafforzare il bilancio, tre elementi che insieme stanno contribuendo a cambiare la percezione del titolo.
Anche i numeri del trimestre, pur con ricavi in lieve flessione, mostrano un quadro migliore di quanto possa sembrare a prima vista. Il fatturato è sceso del 2,1% a 937,4 milioni soprattutto per effetto dei cambi, ma a cambi costanti sarebbe stato in crescita. Ancora più interessante è l’andamento della redditività: EBITDA in aumento a 154,7 milioni, EBIT in crescita del 3% e utile netto salito dell’11,2% a 56,9 milioni. Segnali che confermano la capacità del gruppo di difendere margini e profittabilità anche in una fase complicata per l’industria automobilistica globale.
Dal punto di vista geografico continuano però a emergere differenze molto marcate. La Cina resta il mercato più debole, con un calo delle vendite vicino al 15%, mentre Europa e Nord America mostrano un andamento più contrastato.
Molto positiva invece la dinamica in Francia, Sud America e soprattutto India, dove i ricavi crescono di oltre il 25% a cambi costanti.
Bene anche il comparto motocicli, che continua a espandersi e rappresenta una componente sempre più importante nella diversificazione del business.
Brembo la nuova tecnologia di Sensify
Ma probabilmente il tema più interessante per il mercato resta quello legato all’evoluzione tecnologica del gruppo. Brembo non vuole più essere vista soltanto come un produttore tradizionale di impianti frenanti.
La piattaforma di frenata intelligente Sensify, che sta entrando nella fase di produzione su larga scala presso un importante produttore globale, rappresenta in questo senso un progetto chiave.
Secondo Tiraboschi, gli effetti economici inizieranno a diventare realmente visibili dal 2027, quando i volumi cresceranno in modo significativo. E qui il mercato potrebbe iniziare a cambiare radicalmente il modo in cui valuta Brembo.
Perché il gruppo sta progressivamente cercando di posizionarsi non solo come fornitore automotive tradizionale, ma come player tecnologico legato ai grandi trend della mobilità intelligente, dell’elettrificazione, dei software automotive avanzati e della guida evoluta.
In pratica Brembo sta cercando di spostarsi verso segmenti a maggiore contenuto tecnologico e potenzialmente a margini più elevati, trasformando gradualmente il proprio profilo industriale.
Anche il fronte M&A conferma questa strategia. Dopo l’acquisizione di Ohlins Racing nel 2024, il management continua a monitorare opportunità soprattutto nel settore delle sospensioni, considerato complementare ai sistemi frenanti. Le indiscrezioni sull’interesse per Monroe, divisione sospensioni di Tenneco, vanno esattamente in questa direzione.
Il forte rialzo del titolo sembra quindi riflettere qualcosa di più di semplici conti trimestrali migliori delle attese. Il mercato sembra iniziare a credere che Brembo possa evolvere progressivamente da gruppo industriale ciclico legato all’automotive a società tecnologica globale della mobilità avanzata.
Brembo, segnale chiaro dal rally delle ultime sedute
Dal punto di vista tecnico Brembo ha mandato un segnale molto forte con il rally delle ultime tre sedute, culminato giovedì con un balzo del 10,79% e con un massimo intraday a 9,95 euro. Il movimento ha riportato i prezzi a ridosso di una resistenza particolarmente importante: il lato alto del gap ribassista aperto il 2 marzo in area 10,04 euro.
Si tratta di un livello tecnico chiave perché rappresenta uno spartiacque tra il recupero in atto e la possibilità di una vera accelerazione rialzista. Il fatto che il titolo sia riuscito ad avvicinarsi così rapidamente a questa soglia conferma il deciso miglioramento del sentiment sul titolo dopo i risultati trimestrali e il rialzo della guidance.
L’area compresa tra 10,05 e 10,20 euro sarà quindi molto importante nelle prossime sedute. Un superamento confermato di questa fascia darebbe continuità al forte momentum positivo delle ultime settimane e potrebbe aprire spazio verso la resistenza critica in area 11 euro, corrispondente ai massimi di febbraio.
Dal punto di vista grafico sarebbe un segnale molto significativo, perché implicherebbe il completo riassorbimento della violenta fase ribassista avviata a marzo durante le tensioni geopolitiche e il ritorno del titolo nella parte alta del range laterale costruito negli ultimi mesi.
Nel brevissimo termine eventuali prese di beneficio dopo il forte rally restano comunque fisiologiche. Finché le discese resteranno contenute sopra area 9,44-9,45 euro — circa la metà della grande candela rialzista di giovedì — il quadro tecnico continuerà a favorire lo scenario rialzista.
Sotto quei livelli invece il titolo rischierebbe di perdere parte del momentum accumulato nelle ultime sedute, con possibile ritorno verso il supporto psicologico dei 9 euro, che rappresenta il primo vero livello di difesa del recupero in corso.