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Anticipo pensione: le nuove proposte INPS per 63 e 64 anni!

di Amanda Sarnipubblicato:

Si ritorna a parlare di uno dei temi più dibattuti nel corso degli ultimi anni, quello sull’anticipo della pensione. Questa volta, tuttavia, sembra che il Presidente dell’INPS sia intenzionato ad accettare una pensione anticipata a 63 e a 64 anni. È importante quindi capire le proposte portate avanti e quali conseguenze avranno per i lavoratori che potrebbero essere prossimi al pensionamento.

Si ritorna a parlare di uno dei temi più dibattuti nel corso degli ultimi anni, quello sull’anticipo della pensione. Questa volta, tuttavia, sembra che il Presidente dell’INPS sia intenzionato ad accettare una pensione anticipata a 63 e a 64 anni.

Si tratterebbe così di una nuova svolta per quanto riguarda le misure di flessibilità previste per i lavoratori che desiderano smettere di lavorare prima del raggiungimento dell’età di vecchiaia.

È importante quindi capire le proposte portate avanti e quali conseguenze avranno per i lavoratori che potrebbero essere prossimi al pensionamento. Per questo motivo, nel corso dell’articolo andremo ad approfondire le varie proposte portate avanti dall’INPS al fine di fronteggiare il problema della pensione anticipata.

Pensione anticipata a 63 o 64 anni: quali sono le proposte dell’INPS?

Il problema dell’imminente fine delle Quote di flessibilità per la pensione anticipata è sempre più vicino. Per questo motivo, stanno cominciando a farsi strada una serie di nuove proposte che dovranno tuttavia comunque essere coinvolte dall’iter di valutazione e di discussione all’interno dell’esecutivo, prima di poter essere eventualmente confermate.

In particolare, a seguito della pubblicazione del recente XXI Rapporto annuale dell’INPS, emergono delle importanti considerazioni che vale la pena di sottolineare, in quanto potrebbero di fatto riorganizzare l’intero sistema di accesso alla pensione anticipata.

Nello specifico, si cominciano a diffondere tre ipotesi differenti. Una prima proposta risulterebbe essere basata sul calcolo contributivo con il requisito dei 64 anni e una seconda relativa ad un calcolo con penalizzazione ed uscita a 64 anni. Infine, una terza possibilità riguarda quella dell’anticipo della sola quota contributiva della pensione con un’uscita dal mondo del lavoro all’età di 63 anni.

Anticipo pensione a 64 anni con calcolo contributivo e calcolo con penalizzazione: come funziona

Dunque, come accennato, una prima ipotesi di flessibilità previdenziale potrebbe essere quella di concedere ai lavoratori un’uscita anticipata all’età di 64 anni.

Tuttavia, in questa proposta, l’accesso alla pensione in anticipo potrebbe essere garantito esclusivamente per quei casi in cui i cittadini abbiano raggiunto almeno i 35 anni di contribuzione, per quei soggetti che rientrano nel sistema misto.

Allo stesso tempo, questa categoria di persone, con l’opzione al calcolo contributivo, dovrà anche porre particolare attenzione agli importi della pensione che potrebbero essere maturati. Infatti, saranno considerati ammessi a tale formula di pensione anticipata soltanto quei cittadini che matureranno un assegno pari ad almeno 2,2 volte l’ammontare complessivo dell’assegno sociale.

Se invece a presentare la domanda saranno lavoratori contributivi puri che svolgono un lavoro già dal 1996, in questo caso è richiesto un requisito di 64 anni di età anagrafica e di 20 anni di vita contributiva.

Una seconda ipotesi invece è quella del calcolo con penalizzazione. In questo caso sarà possibile accedere alla pensione anticipata con 64 anni e 35 di contributi. Tuttavia, si verificherebbe un taglio del 3% rispetto alla quota retributiva che sarà applicato verosimilmente per ciascun anno precedente all’età di vecchiaia.

Pensione a 63 anni: a chi viene concessa? L’ipotesi dell’INPS

L’ultima ipotesi è quella di accedere alla pensione anticipata soltanto con la quota di pensione contributiva. Questa proposta potrebbe quindi essere beneficiata esclusivamente da quelle persone che presenteranno richiesta e dimostreranno di essere in possesso delle seguenti condizioni: 63 anni di età anagrafica e al contempo 20 anni di età contributiva.

Inoltre, l’importo maturato della quota della pensione dovrà risultare essere almeno maggiore a 1,2 volte l’ammontare complessivo del cosiddetto assegno sociale.

Bisogna chiarire che si tratta ancora di ipotesi avanzate da parte dell’Istituto INPS che dovranno essere attentamente valutate da parte del Governo. Dunque, bisognerà attendere la discussione tra esecutivo e sindacati prima di avere notizie certe in merito al destino della pensione anticipata.

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