Asia-Pacific ancora in recupero. Nikkei 225 guadagna l'1,49%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dello 0,90% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza è complessivamente in positivo. Nonostante il conflitto in Medio Oriente appaia lontano da una risoluzione, i riflettori si spostano sui dati macroeconomici, dopo che martedì l'inflazione Usa ha sorpreso in positivo (in giugno è calata sul 3,5% annuo dal 4,2% di maggio e sotto al 3,8% del consensus).

Nel secondo trimestre la crescita del Pil della Cina ha frenato sul 4,3% annuo dal 5,0% precedente, contro il 4,5% atteso. Si tratta della venticinquesima espansione consecutiva ma anche della più debole dal 4,0% del quarto trimestre 2022. La lettura è anche sotto al target di crescita del 4,5%-5,0% stabilito quest'anno da Pechino (il più debole in decenni). Il clima comunque ampiamente positivo per la regione si concretizza nel rialzo di circa il 2,60% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, segna un arretramento intorno allo 0,10% a fronte di uno yen comunque poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,49% (fa poco peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dell'1,22%).

Sul fronte macroeconomico, in Giappone l’indice di attività del settore terziario è salito in maggio dell'1,5% annuo, rettificato stagionalmente, in frenata rispetto all'1,6% di aprile. Su base sequenziale l'indice è invece cresciuto dell'1,1% contro lo 0,8% precedente. In maggio gli ordinativi di macchinari industriali core sono diminuiti a sorpresa in Sol Levante dell'1,9% annuo, dopo il rimbalzo del 15,6% di aprile e contro il progresso del 12,9% del consensus. Su base sequenziale rettificata stagionalmente gli ordini sono invece crollati del 12,4% contro il precedente incremento dell'8,7% e il calo del 4,2% stimato dagli economisti.

In giugno la produzione industriale è cresciuta in Cina del 5,3% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 4,5% di maggio (e al 4,1% di aprile) e sopra al progresso del 4,7% del consensus di Reuters. Da inizio 2026 allo scorso 30 giugno la produzione industriale è invece aumentata del 5,4% annuo come nel periodo precedente (5,6% in gennaio-aprile).

Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa circa lo 0,30% e lo 0,20% rispettivamente contro un ribasso intorno allo 0,80% per lo Shenzhen Composite.

Molto bene invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in espansione di circa l'1,40% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno all'1,80%). A Seoul è superiore al 6% il rally del Kospi (ancora in scia a rimbalzi del 9% e del 6% per Sk Hynix e Samsung Electronics), mentre a Sydney è stata dello 0,37% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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