Gens Aurea, un debutto d’’oro’ a Piazza Affari
pubblicato:La società di OroCash debutta su Euronext Milan con un flottante del 10% e una capitalizzazione di un miliardo

Il primo debutto di rango sul listino principale di Piazza Affari, l’Euronext Milan, da molti mesi a questa parte è quello di Gens Aurea, società che spunta al collocamento una valutazione di oltre 1 miliardo di euro e stamane fa il suo ingresso con decisione nel listino di Borsa Italiana in una giornata difficile.
Nonostante un sentiment negativo degli operatori a causa della recrudescenza della crisi in Medioriente il titolo di Gens Aurea, che aveva ottenuto al collocamento un prezzo di 10 euro per azione, segna in un avvio scoppiettante un primo, nuovo massimo a € 10,45. In tarda mattina le quotazioni si ridimensionano e in queste ore l’azione perde l'1,52% ponendosi a 9,848 euro dopo lo scambio di oltre 490 mila pezzi, ma il debutto ha comunque dimostrato attenzione da parte del mercato.
Chi è Gens Aurea, le attività della nuova matricola di Piazza Affari
A questo punto però occorre fare un passo indietro e cercare di spiegare chi è Gens Aurea. Si tratta di un gruppo consolidato su scala europea che si occupa di compravendita di oro al dettaglio e gioielleria in 5 Paesi: Italia, Spagna, Portogallo, Svizzera e Austria. A fine 2025 il gruppo contava 533 punti vendita al dettaglio, dei “one-stop-shop” che hanno raggiunto circa 336 mila clienti l’anno scorso.
In particolare le linee di business di Gens Aurea sono essenzialmente quattro
1) L’acquisto di oro dai clienti al dettaglio e la vendita ad alcune fonderie dedicate. In misura minore la società si occupa anche di argento e orologi di seconda mano. Gens Aurea opera con brand noti e consolidati: OroCash, OroCaja, OuroCaixa e SuperEfectivo.
2) Un’altra linea di business, lanciata nel 2022, riguarda l’oro da investimento, quindi la commercializzazione di barre o monete d’oro con il brand OroCash Invest.
3) Un’ulteriore attività si concentra sulla produzione e la vendita al dettaglio di gioielleria a brand, soprattutto con i marchi LuxuryZone e GioiaPura.
4) Il quarto ramo di attività è quello del buyback (riacquisto) realizzato soprattutto in Spagna e Portogallo.
Va però precisato che alla fine del 2025 il primo ramo di business, il buy-sell soprattutto di oro, copriva il 92,9% dei ricavi del gruppo, contro il 3,1% dell’investment gold e il 3% della gioielleria al dettaglio.
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Gens Aurea, i numeri del bilancio
Una rapida occhiata al bilancio del gruppo Gens Aurea sottolinea una crescita effervescente negli ultimi anni, che la società non trascura di segnalare nel prospetto informativo di quotazione al quale si rimanda per ogni dettaglio.
Nel 2023 il gruppo registrava un fatturato di 246,2 milioni che è balzato del 73,9% nel 2024 e ha raggiunto gli 836,32 milioni di euro nel 2025 (+95,3%). Il 64,1% del giro d’affari veniva dall’Italia; seguivano la Spagna (20,5%) e la Svizzera (12,9%).
Nello stesso arco di tempo il risultato operativo di Gens Aurea ha raggiunto i 93,7 milioni di euro (+11,2%) e l’utile netto per i soci della capogruppo è balzato da 34 a oltre 67,9 milioni di euro.
A fine 2025 il gruppo contava un patrimonio netto da 84 milioni di euro e una posizione finanziaria netta negativa per 19,44 milioni, quindi aveva un rapporto di indebitamento invidiabile a fronte di attività per 231,7 milioni di euro. Nel 2025 flusso di cassa dalle attività operative è cresciuto da 41,6 a 46,45 milioni di euro e il gruppo a fine anno registrava una cassa da 54,23 milioni in netto aumento sui 24,95 milioni dell’anno precedente.
Ha contribuito a queste performance davvero brillanti l’apprezzamento dell’oro del 67% nel solo 2025: da circa 2.620 dollari l’oncia fino a circa 4.370, con la coda poi di nuovi record storici (ma effimeri) quest’anno a quasi 5.600 dollari a fine gennaio.
Da allora le quotazioni dell’oro nei mercati internazionali si sono contratte (oggi siamo a $ 4.020 per oncia) e il gruppo Gens Aurea segnala che questo potrebbe minacciare la sostenibilità della crescita registrata finora.
Nel frattempo però la società ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi balzati a oltre 445 milioni, un utile operativo da 66,3 milioni di euro e un utile netto per i soci della capogruppo da 48,43 milioni di euro.
Va detto che lo scorso 21 maggio 2026 il consiglio di amministrazione di Gens Aurea (presidente Inigo Jaime Barcalztegui, amministratore delegato Fabio Godano, board a 5 membri di cui 2 indipendenti) ha approvato la policy dei dividendi che prevede di distribuire in cedole più del 60% dell’utile netto consolidato della società compatibilmente con i piani d’investimento e finanziari del gruppo (pay-out ratio).
Gens Aurea, il debutto in Borsa e l’offerta
L’offerta in Borsa esclusivamente rivolta a investitori qualificati non è stata promossa in aumento di capitale, ma esclusivamente con la vendita di titoli in possesso degli azionisti del gruppo. Ai nastri di partenza il 99% del capitale, esattamente 99.990.000 azioni di classe A di Gens Aurea faceva riferimento a Mattina Holding SA, una società anonima lussemburghese riferibile al presidente Inigo Jaime Barcalztegui. Il rimanente 1% del capitale, 1,01 milioni di azioni di classe B faceva riferimento a My Braves Srl, società italiana riferibile per il 59,4% al CEO Fabio Godano, per il 19,8% al CFO Lorenzo Bottigelli, per un altro 19,8% al CCO Mirko Grasso e infine per l’1% residuo alla stessa Mattina Holding.
Il primo collocamento di titoli di Gens Aurea da parte di Mattina Holding – non è stata prevista al collocamento nessuna offerta pubblica – è stato rivolto ai investitori privati in Italia e ad investitori istituzionali e qualificati esteri.
L’offerta, come anticipato, ha riguardato 10,1 milioni di azioni ordinarie, il 10% del capitale della società (flottante), valorizzato quindi 101 milioni di euro per una capitalizzazione complessiva di Gens Aurea ai nastri di partenza di 1,01 miliardi di euro.
A BNP Paribas è stata inoltre concessa una opzione di over-allotment (greenshoe) su un altro 10% delle azioni inizialmente offerte, quindi su un altro 1% di flottante che potrebbe nei prossimi giorni finire sul mercato portando il flottante complessivo all’11% del capitale.