Nuova escalation USA-Iran: petroliferi in rally, arretrano chip e turismo

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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Lo scambio di attacchi rimette in crisi il transito da Hormuz, i mercati reagiscono nervosamente, ma ridimensionano l’allarme.
In rally i titoli del greggio, mentre ripiegano semiconduttori e compagnie aeree

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La nuova escalation tra Stati Uniti e Iran sul Golfo ha riattivato temporaneamente il clima di avversione al rischio nei mercati globali.
Gli attacchi incrociati tra Washington e Teheran nell’area hanno scatenato riposizionamenti settoriali nei listini asiatici prima e in quelli europei dopo.

Domenica 12 luglio il Comando centrale militare USA (US CENTCOM) ha risposto a degli attacchi a navi commerciali in transito sul Golfo con una nuova ondata di attacchi offensivi contro l’Iran colpendo dozzine di obiettivi militari in diverse località con munizioni di precisione per degradare la capacità iraniana di attaccare il flusso navale sullo Stretto di Hormuz.
Teheran ha risposto con colpi a infrastrutture militari statunitensi nell’area, senza risparmiare bersagli in Qatar o negli Emirati Arabi Uniti, dove non colpiva da diverse settimane.

L’Iran ha dichiarato nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz; gli Stati Uniti non ci stanno e bombardano di nuovo.

Crisi USA-Iran, petrolio e petroliferi in rialzo

Mercati e operatori si spaventano e le quotazioni del petrolio greggio lievitano di nuovo nei mercati internazionali.

In queste ore il future sul Brent segna un rialzo del 4,12% a 79,14 dollari al barile e il derivato sul WTI passa di mano a 74,44 dollari al barile (+4,24%).

Ne approfittano i titoli delle compagnie petrolifere che avviano una prima seduta di ottava in deciso rialzo mentre il resto del mercato ripiega in un clima risk-off.
Gli acquisti premiano l’italiana Eni (+1,9%), la francese TotalEnergies (+1,62%), la tedesca Basf (+1,31%).
A Madrid Repsol guadagna l’1,25%, mentre Shell segna un rialzo dello 0,67% e BP uno più corposo del 2,02%
L’indice di settore Euro Stoxx Oil & Gas segna +1,05%; il rialzo dei titoli petroliferi è una della chiavi di lettura principali di questa seduta borsistica.

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Crisi USA-Iran, vendite sui semiconduttori a partire dalla Corea

Ma non tutti festeggiano, anzi. In tarda mattinata i mercati del Vecchio Continente ridimensionano l’impatto della nuova crisi e nella maggior parte dei casi ritornano in territorio positivo, ma qualcuno resta indietro.

La seduta era aperta pericolosamente in Asia, con un Kospi di Seul in crollo dell’8,95% sulla scorta di violente vendite sui suoi due maggiori titoli: Samsung (-10,7%) ed SK Hynix (-15,37%), colosso coreano dei chip di memoria reduce da un fortunato collocamento di ADR a Wall Street e oggi ferito da profondi ribassi.

Non è servito neanche il dato delle vendite di giugno del protagonista di settore TSMC: la casa taiwanese del chip ha registrato una crescita dei ricavi del 67,9% a giugno sul giugno 2025, toccando quota 442,68 miliardi di nuovi dollari di Taiwan, pari a circa 12,07 miliardi di euro.

Questo non ha scongiurato la diffusione di forti vendite oggi nel settore anche in Europa.
In rosso la tedesca Infineon (-1,68%), l’olandese ASML Holding (-1,35%), la franco-italiana STM (-0,85%).

A Piazza Affari soffrono anche altri titoli più indirettamente coinvolti con il settore dei semiconduttori e delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, da Prysmian (-0,89%) a Technoprobe (-0,25%), a LU-VE (-1,13%).

Crisi USA-Iran, la nuova escalation colpisce turismo e compagnie aeree

Ma c’è un altro comparto che oggi sembra soffrire particolarmente della nuova escalation in Medioriente ed è quello del turismo e delle compagnie aeree.

A Madrid International Consolidated Airlines Group (IAG), colosso dei cieli con in portafoglio British Airways, Iberia, Vueling e altre compagnie ancora, segna un pesante ribasso dell’1,92%
Nello stesso listino Amadeus, gruppo software attivo proprio nel settore turistico, cede lo 0,59%

A Parigi il gruppo franco tedesco Airbus perde lo 0,65% ed Air France-KLM segna un calo del 2,18%
In rosso anche Deutsche Lufthansa a Francoforte (-2,08%). A Londra easyJet resta schermata dalla nuova offerta giunta dal fondo Apollo a 7,15 sterline (+0,3% a 674 GBp).

Sono invece sottotono Ryanair (-0,30%), il gruppo alberghiero francese Accor (-0,43%) e il gruppo turistico integrato tedesco TUI (-0,76%). L'Euro Stoxx Travel & Leisure cede l'1,07%

Crisi USA-Iran, il debito sovrano europeo resta poco mosso

Lo scoppio delle nuove ostilità per il momento non ha impatti particolari sul sovereign UE: il rendimento del BTP decennale italiano segna un rialzo di 1 punto base al 3,83% e lo spread sul Bund si mantiene a 74 punti base.

Movimenti moderati anche sul Treasury decennale il cui yield aumenta di 1 punto base al 4,57%
L’euro si apprezza frazionalmente sul dollaro (EUR/USD +0,28%) e in maniera più consistente sullo yen (EUR/JPY +0,65%).

Ripiega però l’oro a 4.065 dollari l’oncia (-0,55%).
Ripiega oggi anche il Bitcoin e torna a 63.021 dollari (-1,3%).

Complessivamente i malumori sul mercato non mancano, ma l’allarme scattato stamane è in parte rientrato.

Domani i mercati guarderanno con ancora maggiore attenzione i dati sull’inflazione USA CPI di giugno nel contesto di un mercato che (sulla base delle proiezioni dei future sui Fed Fund elaborate dal CME) adesso si aspetta almeno un rialzo dei tassi della FED il 16 settembre. E’ ancora presto per misurare eventuali fiammate inflattive, ma senz’altro quello del weekend non è stato un segnale positivo né per i mercati, né per l’economia reale.