Omicidio-suicidio a Bologna, Roberto Rizzioli e Gianna Galletti stavano per partire per le vacanze
pubblicato:Mesi prima, Rizzioli aveva mostrato scherzosamente la pistola a un vicino

Sono emerse nuove verità, sull'omicidio-suicidio di Bologna. Nell'appartamento di via Shakespeare, nel quartiere di Corticella, Roberto Rizzioli (82 anni) e la moglie Gianna Galletti (86) a quanto pare erano pronti per partire per le vacanze estive, sulla costa estense. La partenza sarebbe stata prevista proprio per la mattina di sabato 11 luglio. Alle 6:30, però, Rizzioli ha premuto il grilletto sulla moglie per poi rivolgere l'arma contro di sé in un'altra stanza.
La partenza prevista per la stessa mattina
Questo dettaglio arriva da Repubblica. Una vicina di casa dei coniugi, Patrizia Longhi, ha raccontato che Rizzioli e Galletti "avevano fatto tutto nel dettaglio, si erano perfino preoccupati di svuotare il freezer affinché la carne non andasse a male, trasferendo ogni cosa nell’altra casa". Longhi li aveva incontrati la sera di venerdì 10, poche prima della tragedia.
Poi uno sfogo dell'anziano: "Ho perso tutto l’entusiasmo, non so se voglio più andare al mare". Come ormai tristemente noto, alle 6:30 del mattino di sabato 11 luglio i vicini hanno sentito tre colpi di pistola. Due hanno raggiunto Gianna Galletti, probabilmente uccisa mentre dormiva. Il terzo, l'ultimo, è quello che l'82enne ha rivolto contro di sé in un'altra stanza, dopo aver lasciato socchiusa la porta dell'abitazione e un biglietto per i posteri.
La pistola usata per l'omicidio-suicidio
Sempre la vicina Patrizia Longhi rivela a Repubblica: "Qualche tempo fa, ero a casa loro e Roberto, con aria giocosa, aveva mostrato la pistola che aveva nel comodino". Come mai avesse quell'arma non è dato saperlo.
Rizzioli aveva lavorato come operaio per la Sasib di via Corticella, poi una volta andato in pensione faceva il volontario come guardia ecologica e consulente di condominio. Aveva conosciuto la moglie proprio alla Sasib e da quel momento erano diventati inseparabili. "Trattava sua moglie come un fiore, come un cristallo", rivela al quotidiano un altro vicino, Loris.
Le indagini
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo e ha disposto che sui corpi di Roberto Rizzioli e Gianna Galletti vengano effettuate le autopsie.
Non si escludono teorie collaterali: la donna potrebbe essere stata cosciente, mentre il marito le puntava la pistola e Rizzioli, inoltre, potrebbe aver pianificato il gesto. Secondo Repubblica, il movente della tragedia potrebbe essere dovuto alla frattura al femore della donna, anche se - riferiscono i vicini - si dimostrava sempre lucida e vigile, e soprattutto stava attraversando una fase di recupero.
L'uomo avrebbe abbandonato il volontariato per occuparsi interamente di lei.