Buzzi in sofferenza con il balzo del petrolio

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

Comparto dei materiali per l'edilizia sotto pressione, Jefferies assegna hold a Buzzi individuando vantaggi e debolezze

Buzzi in sofferenza con il balzo del petrolio

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Settore cemento penalizzato dal balzo del petrolio

Mattinata all'insegna della debolezza per Buzzi che cede lo 0,8% a 43,88 euro in sintonia con il comparto: l'indice EURO STOXX Construction & Materials segna circa -1%. Le azioni dei gruppi del settore risentono negativamente del balzo del prezzo del petrolio partito dopo che Trump ha annunciato la fine del cessate il fuoco con l'Iran, acuitosi nelle ultime ore con l'escalation militare e la decisione del funambolico presidente USA di bloccare i porti iraniani e imporre una sorta di dazio del 20% su ogni nave che attraverserà lo Stretto di Hormuz. Il Brent ha toccato oggi un massimo a 87,38 dollari/barile, livello più alto dal 12 giugno.

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Jefferies avvia copertura con hold, individua punti di forza e di debolezza

Su Buzzi segnaliamo nello specifico il report di Jefferies. Gli analisti della banca americana hanno avviato la copertura sul titolo con raccomandazione hold e prezzo obiettivo a 49,50 euro. Jefferies sottolinea alcuni elementi positivi come la buona esposizione geografica (soprattutto su Germania, Est Europa e USA) e l'attuale prezzo di mercato. Altro elemento di forza è rappresentato dalla rilevante disponibilità di liquidità netta da utilizzare per acquisizioni e con esse incrementare del 10% ricavi e profitti. Gli analisti individuano nella tempistica incerta dell'M&A il punto debole attuale di Buzzi.

L'analisi del grafico di Buzzi

Dal punto di vista tecnico possiamo osservare che il titolo si muove da inizio 2025 per vie laterali al di sotto del record a 54,75 euro toccato a inizio anno. Questa oscillazione potrebbe rappresentare una pausa di consolidamento all'interno di una tendenza rialzista di lungo periodo, soprattutto alla luce dell'accelerazione vista a partire da settembre 2022 (+285% in corrispondenza del record).

Questo scenario verrebbe avvalorato dal superamento della resistenza dinamica attualmente in transito per 48,40, seguita poi dalla vittoria sul picco di metà aprile a 50,86. A quel punto le quotazioni potrebbero attaccare i 54,75 e, in caso di successo, riattivare il trend verso area 70.

É però doveroso sottolineare che c'è un potenziale testa e spalle in formazione dall'estate 2025. La figura verrebbe completata in caso di discese sotto la neckline attualmente in transito per 41,40: in tal caso seguirebbero approfondimenti verso 35-36 almeno.

Buzzi in sofferenza con il balzo del petrolio