Tari 2026, come funziona e chi ha diritto al bonus sociale
pubblicato:Il bonus sociale rifiuti vale il 25% della Tari, ma ci sono dei requisiti, ecco quali

La tassa sui rifiuti TARI è un tributo comunale italiano necessario a finanziare la gestione e lo smaltimento dei rifiuti sul territorio. In quanto tributo locale presenta una scadenza spesso diverse in base al territorio comunale di riferimento.
TARI, scadenze variabili per i rifiuti
Per esempio a Milano nel 2026 l’acconto è scaduto lo scorso 10 luglio e il saldo sarà emesso tra ottobre e novembre prossimi, mentre a Roma sono previste 4 rate l’anno, anche se in genere è possibile anche il pagamento in un’unica soluzione.
A Torino sono previste 5 scadenze (30 maggio, 30 giugno, 30 luglio, 30 settembre e saldo il 16 dicembre).
A Palermo invece sono previste due rate con scadenze al 1° giugno e al 2 dicembre. In molti casi la scadenza comunale della prima rata è stata fissata al 30 giugno 2026.
In tutti i casi le piattaforme informatiche e di pagamento pagoPa e l’app IO consentono già dal 2021 di monitorare le scadenze ed effettuare i pagamenti.
Bonus sociale rifiuto: uno sconto del 25% sulla TARI, ecco a chi spetta
Per tutelare le famiglie a reddito meno elevato è stato previsto uno sconto automatico sulla tariffa della TARI.
I requisiti per ottenere questo sostegno variano in base all’ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e al numero di componenti della famiglia.
Per le famiglie con al massimo 3 figli a carico è previsto un tetto ISEE per l’ottenimento del beneficio pari a € 9.796.
Per le famiglie con almeno 4 figli a carico è previsto invece un tetto ISEE pari a € 20.000.
Il bonus sociale rifiuto è naturalmente riservato a utenze di tipo domestico (quindi non può essere applicato alle imprese) e l’utenza TARI deve essere intestata a uno dei componenti del nucleo familiare.
Bonus Tari 2026, il beneficio è automatico
Si tratta di un bonus automatico, specifica l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente). Cosa significa? Vuol dire che con la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS, necessaria per l’attestazione dell’ISEE, vengono automaticamente trasmessi alle banche dati dei nuclei familiari ‘sotto soglia’ e quindi beneficiari del bonus sociale rifiuto. In particolare, specifica ancora l’ARERA, i dati vengono trasmessi prima all’Acquirente Unico (ossia al Sistema Informativo Integrato-SII) e poi alla banca dati dell’ANCI ossia al Sistema di Gestione delle agevolazioni tariffarie SGAte). Da questi archivi passano poi al gestore dei rifiuti della zona di pertinenza della famiglia che applica alla fine automaticamente lo sconto del 25% sulla tassa sui rifiuti.
Da notare che il bonus rifiuti scatta l’anno successivo alla presentazione della DSU, quindi può servire un po’ di tempo per ottenerlo. Ad alimentare questo sostegno alle famiglie contribuisce anche una componente tariffaria perequativa, la UR3, che finanzia appunto con tutti i proventi delle tasse sui rifiuti, anche questo beneficio.