Asia-Pacific contrastata. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,44%
pubblicato:Dopo una partenza d'ottava contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,32% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è stata confermata, anche se si è consolidata complessivamente in negativo. Donald Trump ha dichiarato che un previsto nuovo attacco contro l'Iran (minacciato con una serie di surreali post pubblicati nel weekend sull'account di Truth Social dello stesso Trump) è stato messo in stand-by su richiesta di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, secondo cui i negoziati con Teheran sarebbero vicini a produrre un accordo. Primo effetto è stato un declino superiore al 2% per il Brent (più moderato ma comunque superiore all'1% il ribasso del Wti). La reazione dei listini non è invece alla fine stata positiva, come evidenziato dalla contrazione di oltre l'1% registrata dall'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in progresso di quasi lo 0,20% a fronte di un indebolimento superiore allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,44% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,63%). Sul fronte macroeconomico, nel primo trimestre 2026 il Pil del Giappone è salito su base preliminare del 2,1% annuo, contro lo 0,8% precedente e l'1,7% del consensus. Su base sequenziale l'economia nipponica segna un'espansione dello 0,5% contro lo 0,2% del quarto trimestre 2025 e lo 0,4% atteso. In marzo la produzione industriale è cresciuta in Giappone del 2,4% annuo, contro lo 0,4% di febbraio e sopra al 2,3% preliminare. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è tuttavia calata dello 0,4% contro il 2,0% precedente e la flessione dello 0,5% del dato flash.
Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnao circa lo 0,70% e lo 0,20% rispettivamente, contro una crescita intorno allo 0,30% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,40% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso intorno allo 0,50%). A Seoul è superiore al 3% il crollo del Kospi, mentre a Sydney è stato dell'1,17% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione. Recupero per la fiducia dei consumatori in Australia. In maggio il Westpac-Melbourne Institute Index of Consumer Sentiment è infatti salito del 3,5% mensile, dopo il crollo del 12,5% di aprile, attestandosi a 83,0 punti, contro gli 80,1 punti di aprile. L'indice è però diminuito del 9,9% dai 92,1 punti registrati nel maggio 2025.
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