Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna lo 0,62%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dell'1,61% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza vira invece in positivo. Torna sotto i riflettori la guerra commerciale di Donald Trump dopo che le procure di 24 Stati Usa hanno avviato un nuovo procedimento legale per bloccare i dazi. La U.S. Court of International Trade sempre giovedì aveva stabilito che le aziende avevano diritto al rimborso delle tariffe commerciali imposte da Trump e annullate dalla Corte Suprema. La crisi in Medio Oriente continua a farsi sentire sui corsi del greggio, in lieve recupero dopo avere superato gli 80 dollari il barile giovedì (il Wti aveva registrato il più netto guadagno giornaliero dal maggio 2020). Il clima complessivamente in positivo per la regione si concretizza comunque in un rialzo intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in declino di circa lo 0,10% a fronte di uno yen in lieve frenata sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,62% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,39%). A Seoul il Kospi dopo le montagne russe dei giorni scorsi ha invece limitato allo 0,02% il suo progresso. Sul fronte macroeconomico, in febbraio il tasso d'inflazione è rimasto stabile in Corea del Sud sul 2,0% annuo già registrato in gennaio (2,3% in dicembre), contro il rialzo sul 2,1% del consensus di Bloomberg. In precedenza il dato era stato per quattro mesi consecutivi sopra al 2,0% del target della Bank of Korea. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% contro lo 0,4% precedente (0,3% anche la crescita di dicembre) e la lettura invariata sullo 0,4% prevista dagli economisti.

Nel 2025 gli investimenti in ricerca e sviluppo (R&D) hanno superato in Cina i 3.920 miliardi di yuan (pari a circa 490 miliardi di euro al cambio attuale), in crescita dell'8,9% sul 2024. Come sottolineato da Yin Hejun, ministro di Scienza e Tecnologia, lo scorso anno la spesa in R&D è salita al 2,80% del Pil (2,68% nell'anno precedente). Tutte in positivo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,38% e lo 0,27% rispettivamente, contro un progresso dello 0,95% per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in espansione di circa l'1,60% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rialzo di quasi il 2%). A Sydney è stato invece dell'1,00% il declino di un S&P/ASX 200 in controtendenza al termine della sessione.

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