Asia-Pacific è in recupero e il Nikkei 225 guadagna lo 0,60%
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava in deciso recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dell'1,79% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata confermata anche se la fiducia degli investitori risente dell'andamento ondivago delle dichiarazioni di Donald Trump, che passa nel giro di ore da annunci trionfalistici a nuove minacce. Il conflitto in Medio Oriente continua a essere tutt'altro che risolto con il sequestro di navi da parte degli Usa e nuovi attacchi alle imbarcazioni dal fronte iraniano che allontanano i negoziati. Intanto per l'undicesimo meeting consecutivo la People's Bank of China (PboC) ha lasciato invariato il loan prime rate annuale sul 3,00% raggiunto nel maggio 2025. La decisione è in linea con il consensus di Reuters. Il clima positivo per la regione si concretizza in un progresso intorno allo 0,60% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di quasi lo 0,20% a fronte di una contrazione di pari entità per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,60% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,43%). Sul fronte macroeconomico, in Giappone l'indice di attività del settore terziario è salito in febbraio dell'1,9% annuo, rettificato stagionalmente, in accelerazione rispetto all'1,5% di gennaio (2,5% in dicembre). Su base sequenziale l'indice è invece sceso dello 0,4% contro il precedente progresso dell'1,7% (0,5% la flessione di dicembre).
Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,60% e lo 0,40% rispettivamente, contro un progresso intorno allo 0,50% per lo Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un rialzo di circa lo 0,60% (e l'andamento è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è di circa lo 0,60% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney si è limitato allo 0,07% il guadagno dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione. National Australia Bank Group (Nab) ha registrato un crollo di oltre il 3% dopo avere comunicato di attendersi complessivamente per il primo semestre aggravi per 706 milioni di dollari australiani, pari a circa 430 milioni di euro, a causa delle ripercussioni della guerra all'Iran sull'economia globale e sui mercati finanziari.
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