Fincantieri e STM, l'analisi tra record di ordini e rally dell’intelligenza artificiale
pubblicato:Fincantieri scivola nonostante il backlog record a 63 miliardi, mentre STM corre grazie al boom AI e ai conti dei big tech. Analisi tecnica, livelli chiave e previsioni 2026

Fincantieri debole martedì: il titolo è sceso del 2,9% a 13,055 euro. I prezzi si sono mossi tra 13,035 e 13,66 euro. Il calo del 2,9% del titolo Fincantieri dopo la pubblicazione del bilancio 2025 appare, almeno in prima lettura, coerente con una dinamica di prese di profitto dopo la forte performance degli ultimi mesi, più che con un cambiamento del quadro fondamentale.
Fincantieri ha pubblicato il 20 aprile il bilancio 2025 mostrando un quadro complessivamente molto solido, caratterizzato da un miglioramento significativo della redditività e da una visibilità sui ricavi che non si vedeva da anni.
I risultati evidenziano come le misure di efficientamento operativo e una migliore esecuzione nei cantieri abbiano contribuito a sostenere i margini, confermando che il gruppo sta progressivamente rafforzando la qualità della propria crescita.
Il dato probabilmente più rilevante riguarda la forte accelerazione della raccolta ordini: nel 2025 l’order intake ha raggiunto i 20,3 miliardi di euro, portando il backlog complessivo a 63,2 miliardi. Si tratta di un livello particolarmente elevato, che consente al gruppo di avere una visibilità sulle consegne fino al 2036.
Un portafoglio ordini di queste dimensioni rappresenta un elemento importante non solo in termini di stabilità dei ricavi futuri, ma anche perché permette una pianificazione industriale più efficiente, riducendo l’incertezza tipica dei settori ciclici. Un elemento di svolta nel profilo strategico di Fincantieri è rappresentato dal crescente contributo del segmento underwater, che dopo l’integrazione di WASS sta emergendo come uno dei principali motori di crescita.
L’aumento della domanda globale nel settore difesa e l’espansione delle tecnologie dual-use stanno permettendo al gruppo di diversificare ulteriormente il proprio business, riducendo la dipendenza dal comparto crocieristico che in passato aveva mostrato una maggiore volatilità.
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Parallelamente, il piano industriale 2026–2030 prevede un rafforzamento della capacità produttiva nel settore della cantieristica militare in Italia, con l’obiettivo di ridurre i tempi di costruzione e migliorare la flessibilità operativa. Il gruppo punta anche a riequilibrare la produzione tra cruise e offshore attraverso la propria rete internazionale di cantieri, ottimizzando l’allocazione delle risorse e migliorando l’efficienza complessiva.
Un altro aspetto strategico riguarda la transizione energetica. Fincantieri ha delineato una roadmap tecnologica che prevede la consegna della prima nave da crociera dotata di fuel cell a idrogeno nel 2026 e della prima nave predisposta per l’utilizzo di metanolo nel 2027.
Si tratta di un posizionamento importante in un settore che dovrà affrontare normative ambientali sempre più stringenti e una crescente attenzione alla riduzione delle emissioni. Nel complesso, il quadro che emerge dal bilancio 2025 è quello di un gruppo che sta evolvendo verso un modello industriale più bilanciato, con una crescente esposizione a settori strategici come difesa, tecnologie avanzate e innovazione energetica. La combinazione tra backlog record, maggiore efficienza operativa e diversificazione delle attività contribuisce a rafforzare la visibilità sui risultati futuri e a ridurre la sensibilità del business alle oscillazioni del ciclo economico.
Fincantieri, prezzi inseriti in una fase di consolidamento ancora fragile
Dal punto di vista tecnico il movimento delle ultime sedute appare coerente con una fase di consolidamento ancora fragile.
Il titolo era riuscito a reagire dal minimo di marzo in area 12,15, un livello particolarmente significativo perché coincideva con una zona di supporto molto importante: da un lato il 61,8% di ritracciamento del rialzo partito dal minimo di giugno 2024, dall’altro il lato inferiore del gap rialzista del 20 maggio 2024.
La presenza di questi elementi tecnici ha favorito un rimbalzo che inizialmente sembrava poter avviare una fase di recupero più consistente. Il movimento rialzista si è però arrestato prima del ritorno sopra la media mobile esponenziale a 50 giorni, che transita in area 14,30. Il mancato superamento di questa resistenza dinamica ha evidenziato come la pressione in vendita non sia ancora completamente esaurita.
Dopo il tentativo di recupero delle scorse settimane, i prezzi hanno infatti ripreso a indebolirsi, segnalando che il mercato non è ancora pronto per una vera inversione del trend ribassista partito dai massimi dello scorso autunno.
In questo contesto diventa particolarmente importante la tenuta dell’area 12,50.
Un ritorno sotto questo livello rappresenterebbe un segnale negativo, perché indicherebbe il fallimento del tentativo di stabilizzazione avviato a marzo e potrebbe anticipare una nuova fase di debolezza con possibili estensioni verso area 10 euro, che rappresenta il prossimo supporto di rilievo sul grafico di medio periodo.
Al contrario, un recupero sopra 13,70 costituirebbe un primo segnale di rafforzamento del quadro tecnico, aprendo la strada a un nuovo test della media mobile esponenziale a 50 giorni in area 14,30. Solo il superamento di questa soglia permetterebbe di ipotizzare un recupero più strutturato, con successivi obiettivi in area 15,13, dove passa il minimo del 5 febbraio, e successivamente verso 16,16, livello corrispondente al lato superiore del gap ribassista del 19 febbraio.
Nel complesso il titolo si trova quindi in una fase di equilibrio delicato: il rimbalzo dai minimi di marzo ha evitato un deterioramento più marcato del quadro tecnico, ma l’incapacità di riportarsi rapidamente sopra la media mobile a 50 giorni indica che il trend di fondo resta ancora incerto e necessita di ulteriori conferme prima di poter tornare costruttivo anche nel medio periodo.
STMicroelectornics, il boom dell'AI incoraggia il recupero
STMicroelectornics in rialzo dello 0,87% al termine della seduta di ieri. Il titolo prosegue dunque il cammino di crescita sfruttando la forza del settore AI dopo che Amazon ha dichiarato che investirà 25 miliardi di euro in Anthropic.
Inoltre BlackRock Investment Institute in un report scrive che l'AI sta spostando verso l'alto le prospettive economiche.
Nei giorni scorsi Deutsche Bank aveva confermato la raccomandazione Buy sul titolo e incrementato il prezzo obiettivo da 32 a 42 euro, sottolineando l'effetto traino del settore AI.
Da segnalare anche che ASML (gruppo olandese attivo nella produzione di macchinari per la manifattura dei microchip) ha alzato la guidance sui ricavi 2026 proprio grazie ala domanda AI.
E buone notizie arrivano anche dai risultati dei Big del settore dei microchips come nel caso di TSMC, il colosso taiwanese che nel primo trimestre 2026 ha visto crescere i ricavi del 35,1% su base annuale (sopra il consensus), con un'accelerazione a +45,2% nel mese di marzo.
Anche la coreana Samsung stima di chiudere il primo trimestre (dati attesi il 30 aprile) con ricavi a +68% e utile netto a +755%, raggiungendo l'iperbolica cifra di 33 miliardi di euro (quasi il 50% in più rispetto al consensus).
STM comunicherà i dati del primo trimestre 2026 domani, 23 aprile: la guidance fornita a fine gennaio era per ricavi netti trimestrali a 3,04 miliardi di dollari e margine lordo al 33,7% (sopra le attese degli analisti).
STM, vistosa impennata dei prezzi
Graficamente la vistosa impennata dell'ultimo mese ha permesso al titolo di coprire il gap ribassista di luglio 2024 a 27,88 euro e di ritracciare il 61,8% della discesa dai top dell'estate 2023, ma il rilzo ha anche spinto i principali oscillatori in zona di ipercomprato.
Contemporaneamente le quotazioni si sono allontanate dalla media esponenziale a 50 sedute, attualmente in area 30,00, ulteriore motivo che nel breve potrebbe agevolare il temporaneo consolidamento del trend rialzista, con conseguente riavvicinamento del titolo ad area 33,00/33,50.
Oltre 40,00 euro invece verrebbe generato un ulteriore segnale di forza che nel medio lungo periodo creerebbe i presupposti per il riavvicinamento ai record del 2023 in area 50,50, con obiettivi intermedi a 44,50 e 47,00 euro.