Asia-Pacific in negativo. A Tokyo Nikkei 225 perde lo 0,18%
pubblicato:Dopo una seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,29% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è fatta più contrastata, virando alla fine in negativo. Gli iniziali guadagni sono stati azzerati mentre gli investitori tornano a mettere sotto la lente il conflitto in Medio Oriente, con l'escalation degli attacchi che non accenna a fermarsi spingendo al rialzo i corsi del petrolio.
L'estrema volatilità del comparto tecnologico, dopo i guadagni registrati nella precedente sessione a New York, evidenzia ancora una volta le preoccupazioni circa la sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale. E il clima ribassista per la regione si concretizza intanto in una contrazione intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale arretramento a fronte di uno yen parimenti in lieve arretramento sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,18% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi invece dello 0,45%).
Sul fronte macroeconomico in giugno le esportazioni dal Giappone sono rimbalzate del 17,0% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 16,8% di maggio (e al 14,8% di aprile) e sopra al 18,6% del consensus. Il dato, sui massimi dal novembre 2022, è ancora trainato dall'impennata registrata dall'export di semiconduttori e dalla debolezza della valuta nipponica.
Le importazioni sono invece salite del 25,4% annuo, contro il 12,5% precedente (9,8% l'incremento di aprile) e il 21,0% atteso (anche in questo caso si tratta della crescita più netta dal novembre 2022). Il risultato è stato comunque un deficit della bilancia commerciale salito su 406,9 miliardi di yen (pari a 2,19 miliardi di euro al cambio attuale) dai 391,8 miliardi (2,11 miliardi di euro) di maggio. Il dato si confronta con il disavanzo di 120,0 miliardi (645 milioni di euro) del consensus.
Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shenzhen Composite perdono circa lo 0,10% e lo 0,60% rispettivamente, contro un declino superiore all'1% per lo Shanghai Shenzhen Csi 300. Male Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in arretramento di circa l'1,30% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un crollo superiore al 3%).
A Sydney è stata dello 0,34% la crescita dell'S&P/ASX 200, mentre a Seoul il Kospi ha guadagnato lo 0,74% in un giornata altalenante per i colossi dei chip di memoria Sk Hynix e Samsung Electronics. In giugno i prezzi alla produzione sono rimbalzati in Corea del Sud dell'8,6% annuo, in linea con la lettura finale di maggio (7,2% il progresso di aprile). Su base sequenziale l'indice è invece rimasto invariato contro la precedente crescita dell'1,0% (2,5% il rialzo di aprile).
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