Omicidio di Gilda Di Giuseppe ad Altino, Alessandro Carminucci "malato da tempo" secondo il suo avvocato
pubblicato:Alessandro Carminucci soffrirebbe di problemi psichiatrici e poco tempo prima di uccidere la nonna avrebbe tentato il suicidio

L'omicidio di Gilda Mafalda Di Giuseppe, uccisa nella sua casa di Altino (Chieti), sarebbe maturato nel contesto di "una malattia che Alessandro Carminucci si porta dietro da un po'". Lo riferisce al quotidiano locale Il Centro l'avvocato Luigi Toppeta, legale di fiducia dell'indagato. Il 25enne, ricordiamo, è accusato di aver ucciso la nonna a colpi di martello e piccone sull'uscio di casa. Per il momento è ancora ignoto il movente.
La malattia di Alessandro Carminucci e il tentato suicidio prima del delitto
Non si sbilancia Luigi Toppeta, l'avvocato che assiste Alessandro Carminucci, arrestato con l'accusa di aver ucciso la nonna ad Altino (Chieti). Secondo il legale, il feroce delitto consumatosi il 5 agosto presso l'abitazione della donna sarebbe "frutto di una malattia che Alessandro si porta dietro da un po’".
Sempre Il Centro riporta che Carminucci, il 5 agosto, mentre si trovava nella sua stanza all'interno dell'abitazione estiva della nonna avrebbe tentato di togliersi la vita. In quel momento - si legge - il 25enne avrebbe avvertito un incontrollabile senso di ansia e oppressione. In seguito, tuttavia, sarebbe sceso al piano di sotto e avrebbe ucciso la nonna. Risulta, a tal proposito, che Alessandro sia affetto da disturbi psichiatrici per i quali sarebbe in cura da diverso tempo. Per questo motivo l'avvocato Toppeta ha chiesto la custodia in una struttura protetta.
L'omicidio di Altino
Come anticipato, i fatti risalgono al 5 agosto. Alessandro Carminucci e sua nonna Gilda Di Giuseppe, originari di Roma, si trovavano nell'abitazione di Altino per trascorrere le vacanze estive. Improvvisamente il 25enne ha composto il numero della zia Mariella Carpineto, che vive a Londra, e le avrebbe confessato l'omicidio. La zia, quindi, avrebbe immediatamente contattato un altro nipote, Emanuele Di Giuseppe, per chiedergli di avvertire le forze dell'ordine.
All'arrivo dei carabinieri in contrada Briccioli 12, Alessandro si trovava seduto in stato confusionale su una sedia in plastica bianca nel cortiletto dell'abitazione. Una volta arrestato, il 25enne non avrebbe proferito parola. Dell'omicidio, infatti, ha detto di non ricordare nulla. Gilda De Giuseppe, 89 anni, si prendeva cura di lui da almeno 7 anni, ovvero da quando era morta la madre. Il 31 luglio, infatti, Alessandro aveva raggiunto la nonna ad Altino.
L'indagato: "Scopro ora che nonna è morta"
La mattina di sabato 8 agosto, presso il carcere di Lanciano, si è tenuto l'interrogatorio di convalida di Alessandro Carminucci davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa e alla procuratrice Patrizia Foiera, che ha chiesto e ottenuto l'arresto del 25enne ora indagato per omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa della vittima.
Davanti al gip avrebbe detto: "Me lo state dicendo voi oggi che nonna è morta". Il suo racconto è stato confuso: in alcuni istanti Carminucci ha detto di ricordare qualcosa, in altri istanti ha negato di avere memoria sull'accaduto. Agli inquirenti, ad esempio, durante il primo interrogatorio ha riferito il proprio nome ma non il proprio cognome. Oggi l'indagato "comincia a prendere contezza di dov’è e di quanto accaduto", ma "non ricorda bene i fatti".
L'autopsia sul corpo di Gilda Di Giuseppe
L'autopsia è stata condotta dal medico legale di Pescara Sara Sabione, e ha richiesto cinque ore di lavoro durante le quali l'attenzione si è concentrata principalmente sulla testa della vittima, la parte del corpo sul quale si è consumato un "accanimento inspiegabile", secondo gli inquirenti.
Secondo l'esame autoptico, il cui referto verrà depositato entro 60 giorni, il delitto potrebbe essersi consumato in un'epoca tra le 20:30 e le 21 del 5 agosto, con l'utilizzo di un martello, un piccone di piccole dimensioni e armi da taglio.