Per l'omicidio di Nicola Musiani a Pinarella Di Cervia si cerca anche un minorenne, avrebbe 16 anni
pubblicato:Sarebbe stato proprio il 16enne a innescare l'escalation di violenza. Alle 23:30 del 18 luglio avrebbe apostrofato Musiani come "tossico", per poi tornare qualche ora dopo insieme al branco e partecipare al pestaggio mortale

Quattro fermi, un quinto ricercato ma sotto la lente degli investigatori ci sarebbe anche un minorenne. Un 16enne, per la precisione. Sono le ultime indiscrezioni emerse dalle indagini sull'omicidio di Nicola Musiani, pestato a morte dal branco a Pinarella Di Cervia (Ravenna) nella notte tra il 18 e il 19 luglio. I carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna e i colleghi di Cervia hanno trasmesso le carte alla Procura dei Minorenni di Bologna. Sarebbe stato proprio il 16enne, secondo gli investigatori, a innescare l'aggressione mortale con le prime provocazioni.
Un minorenne ricercato per l'omicidio di Pinarella Di Cervia
La notizia arriva da Repubblica. Dopo il fermo di quattro ragazzi di età compresa tra i 19 e i 23 anni, i carabinieri stanno cercando un quinto giovane che potrebbe aver avuto un ruolo nel pestaggio costato la vita a Nicola Musiani nella notte tra il 18 e il 19 luglio. Ma sul tavolo dei militari del nucleo investigativo di Ravenna e dei colleghi della stazione di Cervia ci sarebbe anche il nome di un sesto soggetto.
Si tratterebbe, secondo le indiscrezioni, di un ragazzo minorenne di 16 anni. Probabilmente è stato lui, alle 23:30, a inaugurare l'escalation che ha portato alla morte del 54enne. Repubblica scrive che proprio il minorenne, transitando nei pressi del camper della vittima, parcheggiato in viale Tritone, sul lungomare, avrebbe iniziato a insultare Musiani apostrofandolo come "tossico". I carabinieri hanno trasmesso le carte alla Procura dei Minorenni di Bologna.
L'aggressione a Nicola Musiani
Come anticipato, i fatti risalgono alla notte tra il 18 e il 19 luglio. L'escalation avrebbe avuto inizio alle 23:30 del giorno 18, quando un gruppo di giovani diretti presso la discoteca King passa accanto al camper di Nicola Musiani. L'uomo - come ricorda a Repubblica anche lo scrittore Enrico Brizzi, autore di Jack Frusciante è uscito dal gruppo - da tempo viveva in un camper in viale Tritone, sul lungomare, di fronte a una roulotte nella quale viveva il padre.
Musiani era noto, nella zona. Era solito circolare in bicicletta con una cassa audio dalla quale faceva risuonare della musica. Molto magro, con un passato turbolento, proprio per il suo aspetto fisico e per il suo tenore di vita sarebbe stato preso di mira dal branco. Qualcuno - forse il 16enne - gli avrebbe urlato "tossico" e tra Musiani e il gruppo sarebbe scattato un primo diverbio. Poi i giovani avrebbero proseguito verso la discoteca, ma alle 4 del mattino l'aggressione è esplosa nella sua forma più violenta.
La morte, le indagini e gli arresti
Il minorenne sarebbe arrivato nei pressi del camper di Musiani accompagnato dal brano, a bordo di una Fiat Punto. Lo riporta Il Resto del Carlino. Dall'esterno avrebbe ripreso a insultare il 54enne, che a questo giro non avrebbe avuto scampo. Gli altri giovani sarebbero scesi dall'auto e avrebbero iniziato a lanciare sassi contro l'uomo, arrivando addirittura a scaraventargli addosso una bicicletta.
Musiani avrebbe tentato la fuga verso la rotatoria di via Caduti della Libertà, ma senza esito: il branco lo avrebbe raggiunto e lo avrebbe schiacciato sotto un brutale pestaggio. Il corpo, in sede autoptica, ha rivelato la mappa della violenza: la vittima è stata colpita al costato con un calcio, poi sulla schiena e sulla testa, una sequenza di colpi che gli hanno provocato uno choc emorragico cerebrale. Fatale, infine, sarebbe stato un colpo inferto con una bottiglia di vodka sulla testa.
Nicola Musiani si è accasciato privo di sensi sullo pneumatico di un camion, dove poco dopo è stato rinvenuto dal Nucleo Radiomobile. Pochi giorni dopo è morto durante il ricovero presso l'ospedale Bufalini di Cesena. Il 7 agosto i carabinieri, dopo aver vagliato le immagini delle videocamere di sorveglianza, i tabulati telefonici e altri dati, hanno arrestato quattro giovani residenti nella provincia di Forlì-Cesena. La vittima e gli indagati non si conoscevano.