Asia-Pacific in negativo. Il Nikkei 225 perde solo lo 0,01%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo lo stop di Wall Street venerdì 3 luglio per la celebrazione dell'Indipendence Day (per il 2026 il 4 luglio cadeva di sabato), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza è stata contrastata ma complessivamente in negativo.

Mentre le incertezze sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente non accennano ad attenuarsi, a deprimere i corsi del greggio è stato l'annuncio di domenica dell'Opec+ (allargamento dell'Organization of the Petroleum Exporting Countries che risale al 2016) che sette dei suoi membri prevedono di aumentare la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno in agosto.

Si tratta del quinto mese consecutivo in cui i membri dell'organizzazione concordano di incrementare l'output. In questo caso i Paesi coinvolti nell'aumento sono Algeria, Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Oman e Russia. Il clima alla fine ribassista per la regione si concretizza intanto in un calo intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in rialzo di circa lo 0,10% a fronte di un indebolimento intorno allo 0,40% per lo yen sul biglietto verde.

La valuta del Sol Levante rimane sotto i riflettori muovendosi vicino ai minimi degli ultimi 40 anni e la minaccia di un intervento ufficiale, nota la Cnbc, tiene gli operatori in allerta per quanto gli analisti dubitino che un'eventuale mossa da parte del governo possa fornire un supporto duraturo. "Senza un cambiamento significativo nei fondamentali macroeconomici è improbabile che avvertimenti verbali o un intervento diretto da soli modifichino la direzione generale", hanno sottolineato gli strateghi di Ocbc.

I timori sono anche che le autorità di Tokyo abbandonino la loro consuetudine di preannunciare i rischi, segnalando invece una campagna più mirata per mettere sotto pressione gli speculatori e rendere più costose le scommesse contro lo yen. A Tokyo il Nikkei 225 perde solo lo 0,01% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,92%).

La People's Bank of China (PboC) inietta 1.000 miliardi di yuan (circa 129 miliardi di euro) di liquidità nel sistema finanziario del Paese attraverso outright reverse repo. Avranno durata di tre mesi (91 giorni), con scadenza il prossimo 5 ottobre.

Complessivamente in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,10% entrambi, contro un declino di oltre l'1% per lo Shenzhen Composite.

Bene Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,90% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con un progresso intorno allo 0,40%). A Seoul è di circa lo 0,80% la perdita del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,15% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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