Asia-Pacific in positivo. Nikkei 225 guadagna solo lo 0,01%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una partenza d'ottava in recupero per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,23% martedì), chiusa lunedì per il Memorial Day, alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è proseguita consolidandosi comunque al rialzo. Gli investitori guardano alla fragile tregua nel conflitto in Medio Oriente, violata dagli Usa con attacchi contro obiettivi nel Sud dell'Iran, mentre Donald Trump continua a parlare di un accordo vicino minacciando al tempo stesso un'escalation. Kazuo Ueda, governatore della Bank of Japan (BoJ), ha ammonito circa i rischi per l'intero regime inflazionistico derivanti dall'impatto dello choc petrolifero legato alla guerra contro l'Iran e al blocco del traffico nello Stretto di Hormuz. "L'esperienza del Giappone dimostra che gli choc petroliferi non sono mai solo choc petroliferi. Sono prove per l'intero regime inflazionistico", ha dichiarato Ueda. Il clima in positivo per la regione si concretizza intanto in un progresso di oltre l'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è sostanzialmente invariato a fronte di un marginale indebolimento per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna solo lo 0,01% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,52%). Sul fronte macroeconomico, in aprile il Services Producer Price Index (Sppi, l'indice dei prezzi dei servizi alle imprese) è salito in Giappone del 3,0% annuo contro il 3,3% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a marzo. Su base sequenziale l'indice è invece cresciuto dello 0,5% contro l'1,3% precedente.

Da inizio 2026 allo scorso 30 aprile i profitti del settore industriale sono rimbalzati in Cina del 18,2% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 15,5% del primo trimestre (e al rialzo del 15,2% di gennaio-febbraio), attestandosi a 2.440 miliardi di yuan (pari a 308,85 miliardi di euro). Tutte in negativo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,90% e lo 0,40% rispettivamente, contro un declino intorno allo 0,90% anche per lo Shenzhen Composite. Male Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di oltre l'1% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione intorno all'1,20%). A Seoul è superiore al 2% l'espansione di un Kospi che aggiorna ulteriormente i suoi massimi storici, mentre a Sydney è stato dello 0,69% il progresso dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.

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