Assogestioni: i fondi aperti raccolgono € 2,1 mld nel trimestre, impatto di mercato da 18,7 mld sul patrimonio

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
3 min

Complessivamente la raccolta dei tre mesi scivola a 288 milioni di euro. Sul patrimonio gestito l’effetto della crisi iraniana. Movimenti nelle gestioni di portafoglio, anche i cambiamenti di perimetro influiscono sui numeri dell’associazione. Ecco il quadro

Assogestioni: i fondi aperti raccolgono € 2,1 mld nel trimestre, impatto di mercato da 18,7 mld sul patrimonio

Assogestioni, la principale associazione italiana dell’industria del risparmio gestito, ha pubblicato oggi la sua mappa trimestrale, aggiornando in parte in meglio le indicazioni giunte in precedenza dalle rilevazioni mensili; ma ha anche dovuto registrare i primi impatti sul fronte patrimoniale della nuova guerra del Golfo e della conseguente reazione negativa di diverse asset class.

Risparmio: con la guerra sul patrimonio un impatto di 18,7 miliardi, la raccolta però è positiva

Complessivamente il patrimonio dei fondi aperti, calcolato dal direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni Alessandro Rota, registra una flessione da 1.344 miliardi di euro a fine dicembre 2025 a 1.325 miliardi di euro a fine marzo 2026.
Rota spiega che questo saldo in calo è il risultato di tre effetti:

1)      una raccolta netta positiva per +2,1 mld euro (e questo è il segnale positivo che giunge dall’industria)

2)      una variazione di perimetro di -2,2 mld euro (l’associazione non fornisce il dettaglio di quali deleghe o gestioni siano uscite dal conteggio, rispetto a dicembre si notano però un gruppo e tre società in meno)

3)      un effetto mercato di -18,7 miliardi di euro, da solo pari un impatto dell’1,4% del patrimonio in gestione.

Ca va sans dire, l’ultima voce è quella più rilevante ed è facilmente collegabile alla crisi iraniana, al blocco dello Stretto di Hormuz e alla conseguente reazione non solo dei mercati azionari, ma anche dei mercati obbligazionari alla nuova guerra.

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Assogestioni, le componenti e le dinamiche della raccolta nel trimestre

Merita comunque attenzione anche l’analisi più in dettaglio delle varie componenti dei flussi monitorati da Assogestioni.

Nel primo trimestre 2026 l’associazione registra complessivamente una raccolta di appena 288 milioni di euro, frutto complesso di dinamiche eterogenee e dato nettamente inferiore ai 7,96 miliardi di tre mesi prima.

Il risultato finale si compone infatti da un lato della crescita delle gestioni collettive da 1,09 a 3,88 miliardi di euro, grazie soprattutto ai fondi aperti, dall’altro lato di un’emorragia delle gestioni di portafoglio, dove la situazione si ribalta in tre mesi e appesantisce il saldo finale. C’era una raccolta delle gestioni positiva per 6,87 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2025 e ce n’è una negativa per 3,59 miliardi nel primo quarto del 2026.
Su questo dato influisce poi soprattutto il calo da 7,39 miliardi di euro delle gestioni di prodotti assicurativi, che potrebbe ubbidire a logiche specifiche dell’industria italiana degli ultimi due anni almeno. Fatto sta che se si restasse alle gestioni di portafoglio retail (balzo della raccolta da 2,56 mld) e alle gestioni di patrimoni previdenziali (balzo a 2,28 mld) il saldo complessivo sarebbe positivo. Così non è però e il trimestre va in archivio con una raccolta inferiore ai 300 milioni. Poi si aggiungono gli impatti di cui sopra sul patrimonio dei fondi aperti da variazioni di perimetro ed effetto mercato. Complessivamente Assogestioni conta un patrimonio (compresi quindi anche fondi chiusi e gestioni) di 2.582 miliardi, in calo dello 0,02% sugli oltre 2,635 trilioni gestiti nel quarto trimestre 2025. Ma, come detto, dietro questi saldi ci sono dinamiche anche molto complesse.

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