Alphabet/Google in calo in after hours dopo i dati

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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I risultati battono nettamente le attese, ma gli utili si avvantaggiano di plusvalenze potenziali e non da 98 miliardi di dollari e le stime sui capex 2026 balzano a $ 195-205 mld mentre il free cash flow scivola in territorio negativo

Alphabet/Google in calo in after hours dopo i dati

Ieri nell’after hours di Wall Street il titolo di Alphabet, la holding che controlla Google, ha registrato un calo del 2,58% dopo la pubblicazione degli attesi dati sul secondo trimestre del 2026.

Alphabet, i risultati sono nettamente oltre le attese...

La società di Mountain View ha chiuso i tre mesi al 30 giugno con una crescita dei ricavi del 24% a/a a 119,796 miliardi di dollari, il dato si pone leggermente sopra il consensus raccolto tra gli analisti da S&P Global Market Intelligence a 116,91 miliardi di dollari.

L’utile per azione trimestrale è balzato dai 2,31 dollari del secondo quarto del 2025 a ben 9,11 dollari, ben oltre il consensus di S&P GMI fermo a 2,89 dollari solamente.

I ricavi del cloud, particolarmente osservati per via del loro legame con lo sviluppo dei servizi di intelligenza artificiale, non solo hanno superato le più rosee attese di Bank of America che tra gli analisti più ottimisti indicava un’accelerazione dal +63% del primo trimestre a un +70%, ma sono balzati dell’82% a 24,8 miliardi di dollari con il contributo sulla Google Cloud Platform (GCP) dei servizi enterprise AI Solutions ed enterprise AI Infrastructure, oltreché dei servizi core GCP.

...ma spuntano proventi da ben 98 miliardi che non c'entrano col core business

Nel trimestre l’utile operativo è cresciuto del 34% a 40,77 miliardi di dollari e l’utile netto trimestrale in un anno è passato da 28,19 a 112,19 miliardi di dollari. Come si vede tra l’utile operativo e l’utile netto si inseriscono delle voci straordinarie e segnatamente rivalutazioni realizzate e non realizzate di titoli in portafoglio, ossia poste monetarie e non monetarie, per ben 98,0 miliardi di dollari collegate essenzialmente agli investimenti in SpaceX o in Anthropic secondo quanto ricostruito da Fortune.

Una posta straordinaria dunque estranea formalmente al core business del gruppo che ha fatto storcere il naso a qualche osservatore.

Alphabet/Google, il pericolo di un 'circular financing' dell'AI

Il timore è non solo che questi proventi eccezionali vengano meno per la loro stessa natura estranea alle attività tradizionali del gruppo, ma anche che questo intrecci di partecipazioni del big tech USA si trasformi in un’incestuosa commistione di investimenti do ut des che alteri le valutazioni di Wall Street e dei titoli dell’AI gonfiando artificiosamente i bilanci di questi colossi californiani.

C’è già un termine per questo: “circular financing”, finanziamento circolare, ossia in circuito malsano di investimenti incrociati per gonfiare le valutazioni, con il rischio ovviamente che si crei una bolla e che il cerino resti alla fine in mano agli investitori che si erano fidati dei numeri dei gruppi dell’AI. Non è una novità assoluta, se n’è già parlato per le partnership tra Nvidia e OpenAI, tra OpenAI e Advanced Micro Devices (AMD) e in diversi altri casi.

Ma torniamo agli altri numeri di Alphabet che contengono altre novità.

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Alphabet/Google: nel trimestre il free cash flow passa in negativo per oltre 5,8 miliardi

Il rendiconto finanziario rende un po’ più solidi i conti del gruppo in quanto sottrae i 98 miliardi dall’utile netto con gli altri aggiustamenti del caso (tasse, CCN etc.): si arriva così a un cash flow delle attività operative da 39 miliardi di dollari in calo notevole rispetto alla media degli ultimi tre trimestri pari a 48,86 mld.

Al contrario i capex da oltre 44,9 miliardi di dollari del periodo balzano rispetto alla media degli ultimi tre trimestri pari a 29,16 miliardi di dollari circa.

Con il risultato che il free cash flow passa in negativo per ben 5,85 miliardi di dollari. Sì nel saldo dei 12 mesi siamo ancora a un +53 miliardi di dollari e ci sono gli asset, come visto, liquidabili, ma una tensione finanziaria comunque in qualche maniera emerge e viene confermata anche altri numeri di peso.

Alphabet/Google: le stime sugli investimenti crescono ancora

Proprio in chiave prospettica il gruppo guidato dal CEO Sundar Pichai ha alzato le stime sui capex (gli investimenti in conto capitale, ossia le immobilizzazioni chiave come i chip per i server o tutte le attrezzature connesse) dalla forchetta precedente tra 180 e 190 miliardi di dollari in questo anno 2026 a un più sfidante range 195-205 miliardi di dollari, che sposta il punto medio previsionale oltre la parte alta della forchetta precedente.

Certo dentro c’è anche l’acquisizione da 4,75 miliardi di dollari in contanti della società dei server e delle infrastrutture energetiche Intersect annunciata lo scorso dicembre, ma di certo il rischio di una tensione finanziaria anche per un colosso dalla crescita a doppia o tripla cifra come Alphabet sta aumentando.