Trimestrali tech e AI: in arrivo i conti di Alphabet, IBM e Texas Instruments
pubblicato:Settore tecnologico ancora sotto i riflettori a Wall Street: tra record di investimenti per l'intelligenza artificiale e attese sempre più sfidanti. Ecco cosa aspettarsi dalle trimestrali

Sedute roventi per il settore tecnologico e i titoli delle infrastrutture dell’intelligenza artificiale: sono in arrivo a breve importanti trimestrali che potranno fornire indicazioni decisive agli operatori. Inevitabilmente il responso di Wall Street peserà sulle performance di indici e benchmark collegati all'industria più seguita del mondo.
In arrivo Alphabet/Google, sotto la lente utili, investimenti e cloud
Oggi dopo la chiusura del mercato sarà diffusa la trimestrale di Alphabet, holding di Google e grande investitore nell’AI, tanto che ad aprile si è impegnata a destinare 40 miliardi di dollari ad Anthropic e al suo modello Claude.
Il consensus raccolto tra gli analisti da S&P Global Market Intelligence indica l’attesa di ricavi trimestrali da 116,91 miliardi di dollari e di un utile per azione da 2,89 dollari (eps adjusted). Nel primo trimestre i ricavi sono balzati del 22% a 109,9 miliardi di dollari e l’eps è cresciuto dell’82% a 5,11 dollari.
Sotto osservazione i ricavi di Google Cloud, che ospita l’intelligenza artificiale: sono cresciuti del 63% nel primo quarto a 20 miliardi di dollari e secondo Bank of America, banca particolarmente ottimista su Alphabet con un target price di 8,38 dollari per l’eps che è un multiplo del consensus, potrebbero accelerare a un +70% nel secondo trimestre.
Altro sorvegliato speciale saranno i capex, soprattutto investimenti in server e infrastrutture per l’AI: hanno raggiunto i 35,67 miliardi di dollari nel primo trimestre e il gruppo li proietta a 180-190 miliardi nel 2026, circa il doppio dello scorso anno.
Nei 12 mesi al 31 marzo scorso Alphabet ha registrato un cash flow dalle attività operative di 174 miliardi e un capex da quasi 110 miliardi di dollari; a inizio giugno il gruppo ha annunciato una raccolta da 80 miliardi di dollari destinata proprio a finanziare questo genere di investimenti. Sono queste le metriche che gli operatori guarderanno oggi.
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AI, in arrivo anche le indicazioni di Texas Instruments e IBM
Ma a Wall Street l’attenzione sarà alta anche su altri protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale e della infrastruttura su semiconduttore: Texas Instruments e IBM diffonderanno a mercato chiuso le indicazioni sul trimestre.
Messe insieme non raggiungono una capitalizzazione da mezzo trilione di dollari, contro i 4,24 trilioni della sola Alphabet, ma sono comunque degli attori di primo piano del settore.
Il consensus raccolto da S&P GMI su Texas Instruments indica ricavi trimestrali attesi a 5,24 miliardi di dollari e un utile netto per azione rettificato da 1,94 dollari, anch’esso in forte crescita sul primo trimestre ($ 1,68) e sul dato di un anno fa ($ 1,41).
Ad aprile la casa dei chip di Dallas, in occasione di una trimestrale in forte crescita su tutti i fronti, aveva alzato la guidance sui ricavi del secondo quarto al range tra 5,00 e 5,40 miliardi di dollari, con un eps adjusted previsto nel range $ 1,77-2,05.
In dodici mesi Texas Instruments ha investito 4,1 miliardi di dollari (capex) e restituito agli azionisti 6 miliardi (ultimo dividendo trimestrale a 1,42 dollari per azione).
Sarà senz’altro molto seguita anche International Business Machines Corporation, per tutti IBM. ‘Big Blue’ è reduce da un crollo azionario del 25%, lo scorso 14 luglio, che qualcuno ha definito mitologico. Il titolo è precipitato a 217 dollari proprio dopo l’anticipazione dei risultati del secondo trimestre che saranno dettagliati oggi.
Quel giorno il gruppo guidato dal CEO Arvind Krishna ha lanciato un profit warning dichiarando of ricavi trimestrali da 17,2 miliardi (+1%, consensus LSEG a $ 17,86 mld) e un eps adjusted da $ 2,93 (-1%, consensus LSEG $ 3,02).
La società che ha aiutato gli Stati Uniti a mandare l’uomo sulla Luna e a gestire lo stato sociale ha vissuto a Wall Street la sua peggiore giornata dal 1961 ed è parsa confusa sulle strategie, sia sul software (che copre poco meno della metà del suo business dopo l’acquisizione dell’open source di Red Hat), che sull’hardware, di fronte alla pressante domanda di AI.
Nonostante grandi investimenti in tecnologie di frontiera come il quantum computing (che le ha garantito anche finanziamenti pubblici da 1 miliardo di dollari), Big Blue ha bisogno di convincere il mercato sul fronte strategico.
Fornisce ai clienti sistemi software a hardware installati in autonomia nei server e non prestati dal cloud della Google o della Oracle di turno o flessibili come le soluzioni di Nvidia.
Se questo approccio non porterà presto dei risultati, IBM potrebbe non resistere a qualche trimestre deludente e già c’è chi ipotizza l’intervento di un investitore attivista e uno spezzatino della storica corporation. Quella di oggi potrebbe essere per Krishna un’occasione decisiva per difendere il suo modello di business.
AI, le cifre attese su Intel
Bisognerà invece aspettare la chiusura di Wall Street di domani per i risultati di Intel, la combattutissima casa del chip USA da circa 530 miliardi di capitalizzazione al centro degli investimenti incrociati nella filiera del semiconduttore da parte di Washington, Softbank e persino Nvidia.
Gli analisti consultati da S&P GMI si aspettano ricavi da 14,45 miliardi di dollari e un eps adjusted da 0,22 dollari per azione, in calo sugli 0,29 del primo quarto, ma molto al di sopra della perdita di un centesimo del secondo trimestre 2026.
Sotto osservazione l’evoluzione del delicato business delle fonderie di semiconduttori e dei data center per l’AI.
Il titolo di Intel in 6 mesi ha più che raddoppiato il proprio valore, ma è anche arrivato a perdere il 37% tra i massimi di fine giugno e i recenti minimi di venerdì 17 luglio: anche per questo il dati trimestrali saranno un banco di prova importante.
AI e semiconduttori, tanti strumenti, ma multipli elevati
Tutto il settore reagirà a questi numeri. L’indice SOX di Philadelphia, uno dei più seguiti benchmark sul mondo dei semiconduttori, è balzato dai 7.100 punti del 30 marzo scorso a oltre 12.300 punti.
Il mondo dei semiconduttori è uno dei più seguiti dagli investitori globali da mesi e permette un’esposizione con un ampio numero di ETF.
Citiamo il SOXX Equity iShares Semiconductor ETF (US4642875235); il VanEck Semiconductor UCITS ETF (IE00BMC38736) e l’iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF USD (Acc) (IE000I8KRLL9).
Il primo ha un P/E ratio di 42,39x, il secondo un P/E di 50,92x e il terzo uno da 67,42x.
Numeri che i dati in uscita potrebbero modificare, ma che confermano ancora una volta che è il caso di fare molta attenzione.