Emanuela Orlandi, gli ultimi aggiornamenti sul flauto trovato dal Ris già presentato da Marco Accetti nel 2013
pubblicato:Sul flauto trovato dal Ris verranno effettuati accertamenti irripetibili: era lo strumento di Emanuela Orlandi?

Dopo la notizia lanciata da Gianluigi Nuzzi giovedì 10 settembre, uno dei dubbi è stato sciolto: quel flauto trovato negli archivi del Ris e ora sottoposto ad accertamenti unici irripetibili è lo stesso che Marco Fassoni Accetti fece trovare all'inviato di Chi L'Ha Visto? Fiore De Rienzo nel 2013. Questa novità ha riacceso l'interesse - in realtà mai spento - sul giallo della scomparsa di Emanuela Orlandi: 13 anni fa la famiglia sosteneva che potesse essere lo strumento appartenuto alla 15enne scomparsa, ma gli esami non portarono conferme. Oggi lo stesso oggetto è sotto l'attenzione degli inquirenti, coordinati dal procuratore Giovanni Malerba.
Gli ultimi aggiornamenti sul flauto trovato dal Ris
La mattina di giovedì 10 settembre il giornalista Gianluigi Nuzzi, attraverso i canali social ufficiali del suo programma Dentro la Notizia, ha annunciato che i carabinieri del Ris hanno trovato un flauto in alcuni pacchi, e che sono in corso accertamenti. In un primo momento le informazioni, essendo appena arrivate, non erano chiare.
Con il passare delle ore è venuto fuori ciò che si sospettava: quel flauto è lo stesso che nel 2013 Marco Fassoni Accetti, uno dei personaggi più controversi del giallo di Emanuela Orlandi, fece ritrovare all'inviato di Chi l'ha Visto? Fiore De Rienzo in un deposito cinematografico, avvolto in un foglio del giornale Paese Sera datato 1985.
A confermare questo dato è l'avvocata Laura Sgrò, che assiste la famiglia Orlandi, ma la stessa conferma arriva dal giornalista investigativo Fabrizio Peronaci in un suo articolo pubblicato sul Corriere della Sera. L'avvocata Sgrò, intervistata da Giuseppe Rinaldi a Ignoto X il 10 settembre, ha riferito che sullo strumento verranno effettuati accertamenti unici irripetibili.
Il ritrovamento nel 2013 su segnalazione di Marco Fassoni Accetti
Come anticipato, la vicenda del flauto ha inizio nel 2013, quando con una telefonata a Chi l'ha Visto? Marco Fassoni Accetti segnalò la presenza di un flauto traverso avvolto in un foglio di Paese Sera del 1985. Sul luogo indicato, un vecchio deposito di materiale cinematografico, era in effetti presente una custodia con all'interno un flauto traverso smontato e riposto.
Secondo la famiglia Orlandi quello strumento era del tutto simile a quello usato da Emanuela. Il fratello Pietro Orlandi, ad esempio, ricordava che sua sorella non disponeva dell'asticella per la pulizia interna dello strumento, un accessorio che, in effetti, in quel ritrovamento mancava. Ieri, 10 settembre, Laura Sgrò ha ricordato che gli inquirenti fecero analisi approfondite su quel flauto, arrivando addirittura a sezionarlo alla ricerca di tracce di saliva compatibili con il Dna di Emanuela Orlandi. Dai risultati, tuttavia, non emerse alcun elemento che collegasse quell'oggetto alla 15enne scomparsa il 22 giugno 1983.
Era il flauto di Emanuela Orlandi?
Quel flauto, un Rampone & Cazzani fabbricato a Milano presumibilmente prima del 1983, e con un numero di matricola parzialmente visibile che iniziava con la cifra 36, secondo la famiglia di Emanuela Orlandi era verosimilmente lo stesso usato dalla ragazzina prima di scomparire.
Un parere diverso, tuttavia, arrivò nel 2025 da Loriano Berti, ex professore di musica di Emanuela, ascoltato dalla Commissione Bicamerale d'Inchiesta Orlandi-Gregori. Riportiamo quanto si legge a pagina 25 del resoconto stenografico della sua audizione tenutasi il 25 settembre. Alla domanda del deputato Roberto Morassut, rispondeva Berti:
MORASSUT: Se ha seguito la vicenda, forse saprà che, a un certo punto, sbucò fuori un flauto di Emanuela, ad opera di Accetti. Vi è stato un lungo lavoro per capire se questo flauto potesse essere il flauto di Emanuela. Lei disse che ben difficilmente Emanuela poteva avere acquistato e usato un flauto di marca Rampone e Cazzani: questa era la marca del flauto, comprato in un negozio di Roma, Musicarte. Lei ha detto che questi flauti erano di una qualità scadente e che quasi tutte le allieve del corso utilizzavano flauti di marca Yamaha del tipo nichelato, cioè un argento dorato. Questo spiega perché nelle foto il suo strumento appare nerastro. Questa valutazione, che qui è riportata, la conferma? Pensa, cioè, che la storia del flauto sia una possibile «bufala»?
BERTI: La confermo e ricordo anche a chi l’ho fatta questa valutazione. Io ricordo solo che il flauto di sicuro era nichelato. Lo Yamaha lo fanno argentato e nichelato, non d’argento. È argentato oppure nichelato. È più scuro e quello lì si sporcava molto. Diventava nero. Il nichelato costava un po' meno. Secondo me, lei aveva uno Yamaha nichelato.
Ancora, Berti aveva aggiunto:
Io non le avrei mai fatto comprare quella marca, perché erano flauti che non chiudevano bene, si smuoveva la meccanica. È difficile suonare un flauto che non è preciso. E lo Yamaha era un flauto preciso.