Poste, risultati in crescita e oltre le attese nel trimestre
pubblicato:Il gruppo annuncia una nuova organizzazione più integrata e conferma la guidance 2026, la politica dei dividendi, i piani per la grande infrastruttura connessa con TIM. Ecco il quadro

Nel secondo trimestre del 2026 il gruppo Poste Italiane ha registrato una crescita dei ricavi del 3,9% a 3,387 miliardi di euro oltre il consensus compilato dalla stessa società a 3,337 miliardi.
Poste Italiane, dati oltre il consensus e riorganizzazione in vista
In particolare il core business dei servizi finanziari del gruppo guidato dal CEO Matteo Del Fante ha mostrato un calo dell’1,6% a € 1,409 miliardi (vs. cons. 1,421 mld), ma i servizi di corrispondenza, pacchi e distribuzione sono cresciuti del 7% a € 1,028 mld (vs. cons. 999 mln). Cresciute anche le altre due aree di business dei servizi assicurativi (€ 514 mln, +10,9%, cons. 485 mln) e di Postepay (€ 435 mln, cons. 432 mln).
Poste chiude il periodo con un utile operativo (ebit) adjusted in leggera crescita dello 0,5% a 868 mln, ma oltre le attese (vs. cons. 841 mln).
Anche l’utile netto del gruppo, esclusa la partecipazione in TIM, cresce del 3,8% a 594 milioni di euro e supera il consensus degli analisti (€ 570 mln).
I risultati semestrali hanno registrato dei record e alla fine di giugno le masse gestite e amministrate hanno raggiunto quota 613 miliardi di euro, mentre il gruppo difendeva la leadership nei pacchi e il comparto dell’energia raggiungeva una base clienti di ben 1,2 milioni di utenze.
Poste Italiane ha ribadito la politica di distribuzione di oltre il 70% degli utili (payout ratio) e ha rivendicato un solido Total Shareholder Return (TSR, nell’ultimo anno il titolo si è apprezzato di oltre il 46%): due pilastri della proposta di valore del gruppo.
Poste Italiane integrerà nella seconda metà dell’anno i pagamenti e i servizi finanziari con l’obiettivo di integrare l’offerta del polo finanziario in ottica ‘cliente-centrica’: le business unit del gruppo quindi diventeranno tre.
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Poste, il programma di conquista e integrazione di TIM, l'AI e altro ancora
In questa prospettiva si inserisce l’offerta di acquisto e scambio (OPAS) lanciata su TIM a partire dal 20 luglio. Durerà fino all’11 settembre e punta a creare “la più grande piattaforma di infrastruttura connessa” con posizioni di primo piano nella finanza, nelle assicurazioni, nella logistica, nella connettività digitale e l’intelligenza digitale al centro con l’obiettivo di individuare e soddisfare le esigenze dei clienti.
Con l’impiego estensivo dell’AI, Poste ipotizza risparmi da 150 milioni di euro l’anno in termini di opex e capex nei prossimi 4 anni, 50 milioni di risparmi dalle operazioni dei clienti e fino a un quinto delle risorse umane reimpiegate nei prossimi 5 anni.
L’obiettivo è la creazione di un colosso con oltre 140 mila dipendenti, con ricavi aggregati da 26,9 miliardi e un ebit aggregato di circa 4,8 miliardi di euro del quale il 64% proveniente dal business finanziario e assicurativo. Sinergie di costo e di ricavo attese a 0,7 miliardi di euro e intanto risultati in costante crescita che hanno permesso al gruppo già a maggio di alzare di nuovo la guidance 2026 a un ebit adjusted da 3,4 miliardi di euro (consensus 3,44 mld).
Sull’offerta per TIM oggi Poste sottolinea un forte appoggio del mercato, visto che al 22 luglio il valore dell’offerta è cresciuto del 21% a 13,1 miliardi di euro, così come il prezzo implicito che ora si pone a 7,66 euro. La capitalizzazione pro-forma potrebbe porsi a 46 miliardi con una metà di questo valore in flottante.
Entro la fine del terzo trimestre Poste confida di terminare la transazione con TIM con l’obiettivo di presentare un business plan combinato pluriennale nel primo trimestre del 2027.
Un’attenzione specifica va riservata al nuovo term sheet concordato con CDP per l’accordo per la distribuzione del risparmio postale per il periodo 2027-2030: la media delle commissioni annuali per Poste sale dagli 1,8 miliardi di euro del periodo 2024-2026 a 1,9 miliardi nel periodo 2027-2030. A giugno Poste ha acquisito il 20% del Polo Strategico Nazionale da CDP Equity e ha segnato così un passo importante nell’ambito della strategia coordinata italiana sul cloud.
In queste ore Telecom Italia passa di mano a 7,542 euro (+0,16%) e Poste Italiane a 27,02 euro (-0,44%): considerando gli 0,167 euro in contanti e gli 0,0218 titoli di Poste messi sul piatto per TIM, l’OPAS valuta le azioni della telco circa 7,56 euro con un premio dello 0,24%.
Ma i piani di Del Fante e del gruppo Poste guardano senz’altro molto più lontano delle contrattazioni di oggi.