Poste punta su TIM: parte l'Opas da 13,4 miliardi

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

Dal 20 luglio gli azionisti chiamati a scegliere: adesione fino all'11 settembre e obiettivo delisting

Poste punta su TIM: parte l'Opas da 13,4 miliardi

Poste Italiane-TIM: conviene aderire all'Opas? Ecco cosa devono valutare gli azionisti.

Parte il 20 luglio l'offerta da oltre 13 miliardi: nasce un campione nazionale delle infrastrutture digitali.

Sinergie, dividendi e delisting: perché il mercato guarda con favore all'operazione

Prenderà il via lunedì 20 luglio l'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) lanciata da Poste Italiane su TIM, una delle operazioni più importanti degli ultimi anni nel panorama industriale italiano.

Dopo il via libera di Consob e delle autorità competenti, gli oltre 240 mila azionisti di Telecom Italia saranno chiamati a decidere se consegnare le proprie azioni e diventare soci del gruppo guidato da Matteo Del Fante.

L'offerta resterà aperta fino all'11 settembre, con pagamento previsto il 18 settembre.

Per ogni azione TIM verranno riconosciuti 1,67 euro in contanti più 0,218 azioni di nuova emissione di Poste Italiane. Eventuali frazioni di azioni saranno aggregate e vendute sul mercato, con il ricavato distribuito proporzionalmente agli aderenti.

Nasce un colosso da quasi 27 miliardi di ricavi

L'obiettivo di Poste è raggiungere almeno il 66,67% del capitale, soglia minima per il controllo dell'operazione, ma l'ambizione dichiarata è arrivare progressivamente al 100% di TIM, procedendo successivamente al delisting del titolo da Piazza Affari.

L'integrazione darebbe vita a un gruppo dalle dimensioni imponenti:

  • circa 26,8 miliardi di euro di ricavi;

  • 4,8 miliardi di EBIT pro-forma;

  • 150 mila dipendenti;

  • 17 mila punti di contatto sul territorio;

  • una capitalizzazione potenziale vicina ai 40 miliardi di euro, considerando anche le sinergie attese.

Poste punta così a completare la propria trasformazione in una piattaforma integrata che unisce servizi finanziari, assicurativi, pagamenti digitali, energia, telecomunicazioni e cloud, rafforzando la propria presenza nell'economia digitale italiana.

Il mercato ha già scontato buona parte dell'offerta

Ai prezzi di mercato di metà luglio il valore dell'Opas risulta sostanzialmente allineato alle quotazioni di TIM, segno che gli investitori ritengono elevata la probabilità di successo dell'operazione.

Da quando Poste è entrata nel capitale di Telecom, nel febbraio 2025, il titolo TIM ha registrato un rialzo superiore al 180%, sostenuto sia dal piano di rilancio avviato dall'amministratore delegato Pietro Labriola, sia dalle aspettative legate all'integrazione con Poste.

Oggi Poste controlla circa il 19,6% del capitale, quota costruita attraverso gli acquisti delle partecipazioni detenute da CDP, Vivendi e successivi acquisti sul mercato.

Gli analisti vedono ulteriore creazione di valore

Il giudizio della comunità finanziaria rimane generalmente positivo.

Secondo UBS, il controllo completo di TIM potrebbe generare un valore superiore ai 700 milioni di euro di sinergie già stimati dal management.

La banca svizzera ha recentemente aumentato il target price di Poste da 25,6 a 31,9 euro, ipotizzando un ulteriore potenziale di crescita e dividendi più elevati nel medio periodo.

Ulteriori indicazioni arriveranno già il 24 luglio, quando Poste presenterà i risultati del secondo trimestre e fornirà un aggiornamento sugli obiettivi strategici dell'operazione.

Anche il consiglio di amministrazione di TIM ha espresso un giudizio favorevole, approvando all'unanimità l'operazione e definendo il corrispettivo congruo dal punto di vista finanziario, oltre a valutare positivamente la logica industriale e le prospettive di sviluppo del nuovo gruppo.

Conviene aderire all'Opas?

Per molti investitori la scelta dipenderà soprattutto dall'orizzonte temporale.

Chi desidera partecipare al progetto industriale potrà trasformare il proprio investimento in TIM in una partecipazione in Poste Italiane, società decisamente più diversificata, con ricavi distribuiti tra logistica, servizi finanziari, assicurazioni, pagamenti, energia e ora anche telecomunicazioni e cloud.

Chi invece ritiene che il mercato possa riconoscere un valore ancora superiore a TIM o ipotizza eventuali rilanci potrebbe scegliere di attendere l'evoluzione dell'operazione.

Nel complesso, il consenso del mercato appare orientato verso il successo dell'Opas.

Se Poste riuscirà ad arrivare al controllo totale di TIM, nascerà uno dei principali gruppi infrastrutturali italiani, con una presenza capillare sul territorio e un ruolo strategico nella digitalizzazione del Paese.

Per gli azionisti, l'operazione rappresenta non solo un'uscita da TIM, ma anche l'ingresso in un gruppo con un profilo più stabile, maggiormente diversificato e con prospettive di crescita sostenute dalle sinergie industriali attese.

Analisi tecnica: correzione fisiologica o semplice pausa prima di nuovi massimi?

Dal punto di vista grafico Poste Italiane mantiene un'impostazione di fondo decisamente rialzista. Dopo il forte rally sviluppato tra aprile e metà giugno, che ha portato il titolo fino in area 29,3-29,5 euro, i prezzi stanno attraversando una fase di consolidamento all'interno di un canale leggermente inclinato verso il basso, configurazione che ricorda una flag di continuazione rialzista.

Poste punta su TIM: parte l'Opas da 13,4 miliardi

Si tratta di una figura tipicamente positiva: dopo un movimento molto impulsivo, il mercato tende infatti a scaricare parte degli eccessi con una correzione ordinata, senza compromettere il trend principale.

Un elemento rassicurante è rappresentato dalla media mobile esponenziale a 50 giorni, che continua a salire e si trova poco sotto le quotazioni attuali. Finché il titolo resterà al di sopra di questo riferimento dinamico, il quadro tecnico rimarrà favorevole.

La rottura della parte superiore della flag, attualmente in area 29,3-29,5 euro, rappresenterebbe un nuovo segnale di forza e potrebbe aprire la strada verso nuovi massimi storici.

Al contrario, una violazione al ribasso della media mobile a 50 giorni e del lato inferiore del canale, in area 27,3-27,5 euro, indebolirebbe lo scenario positivo e aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda prima della ripresa del trend.

Nel complesso, il comportamento del titolo appare coerente con il contesto fondamentale: il mercato sta prendendo fiato dopo il forte rialzo dei mesi scorsi, ma per il momento non sono ancora comparsi segnali tecnici che mettano in discussione la tendenza rialzista di medio periodo.

La possibile integrazione con TIM rappresenta inoltre un catalizzatore che potrebbe favorire un ritorno degli acquisti qualora il quadro grafico tornasse a rafforzarsi.

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