Asia-Pacific in rialzo. A Tokyo Nikkei 225 guadagna lo 0,83%
pubblicato:Dopo un'altra seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,60% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza vira di fatto in positivo.
Mentre i timori sul perdurare del conflitto in Medio Oriente si fanno sentire ancora sul prezzo del petrolio, i riflettori si spostano sul dato di luglio dell'inflazione Usa (in pubblicazione nel pomeriggio). Il consensus di Dow Jones Newswires e Wall Street Journal è per un ulteriore rallentamento della crescita dei prezzi sul 3,4% annuo dal 3,5% di giugno (4,2% in maggio).
Torna a correre l'indice sudcoreano grazie a rally intorno al 6% per il colosso delle memorie Sk Hynix ma anche per Samsung Sdi, che ha annunciato il buyout della partner General Motors (Gm) dalla joint venture che lavorava alla costruzione di un impianto in Indiana. Le due aziende continueranno però a collaborare nello sviluppo di batterie prismatiche per auto elettriche.
Il clima positivo per la regione si concretizza intanto in un rialzo intorno all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in marginale rialzo contro un indebolimento intorno allo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,83% (fa anche meglio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,94%).
Sul fronte macroeconomico, il Reuters Tankan, che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è salito in agosto su 18 punti dai 13 punti registrati in giugno e luglio (8 punti in maggio). L'indice, che misura la fiducia delle aziende manifatturiere in Sol Levante, si conferma in positivo per il diciassettesimo mese consecutivo.
In luglio la massa monetaria M2 è cresciuta in Giappone del 2,2% annuo come in giugno, attestandosi a 1.297.000 miliardi di yen (7.052 miliardi di euro al cambio attuale). La massa monetaria M3 è invece salita dell'1,4% annuo contro l'1,5% precedente.
La produzione di Nev (new energy vehicle, ovvero veicoli elettrici a batteria, a celle di combustibile e ibridi) è rimbalzata in Cina del 25,6% annuo in luglio, a 1,45 milioni di unità, a fronte tuttavia di un calo delle immatricolazioni del 7,9% a 951.000 unità. I Nev sono cresciuti fino a rappresentare il 65,1% del totale del mercato dell'auto in Cina, contro il 53,5% del luglio 2025.
Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,20% e lo 0,40% rispettivamente, contro un progresso intorno allo 0,90% per lo Shenzhen Composite.
Male invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in declino di oltre l'1% (e l'andamento è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è di quasi il 4% il rally del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,45% la perdita dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione.
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