Pirelli & C: Sinochem verso l'addio

di Simone Ferradini pubblicato:
2 min

Pirelli & C continua a perdere terreno. Ieri ha ceduto lo 0,93% a 6,4250 euro, terza seduta consecutiva in rosso. Alla flessione del titolo probabilmente contribuiscono le indiscrezioni riguardanti le intenzioni del socio cinese Sinochem

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Pirelli & C continua a perdere terreno. Ieri ha ceduto lo 0,93% a 6,4250 euro, terza seduta consecutiva in rosso. Alla flessione del titolo probabilmente contribuiscono le indiscrezioni riguardanti le intenzioni del socio cinese Sinochem: dopo essere sceso recentemente dal 34 al 20 per cento del capitale del gruppo degli pneumatici, potrebbe ulteriormente ridurre la propria quota.

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Ipotesi uscita definitiva di Sinochem dall'azionariato

Il Sole 24 Ore scrive infatti che Sinochem sta lavorando per cedere almeno un altro 10%, non escludendo però la vendita dell'intera partecipazione e quindi la totale uscita di scena. Ricordiamo che la presenza dei cinesi nell'azionariato, tra l'altro come socio principale, aveva creato grandi problemi a Pirelli in relazione al mercato USA.

Il gruppo italiano produce gomme "connesse" grazie alla sua tecnologia Cyber Tyre. Il sistema permette, tramite i sensori incorporati negli pneumatici e ad algoritmi proprietari, di dialogare con il sistema elettronico del veicolo e quindi con la connessione di quest'ultimo in rete. Gli USA non vogliono veicoli americani connessi con a bordo tecnologia cinese e hanno minacciato limitazioni alle vendite: Pirelli realizza oltre il 20% dei ricavi in Nord America.

L'analisi tecnica di Pirelli & C

Il titolo è in fase correttiva dopo aver toccato a inizio luglio a 7,1650 il massimo dal 2018. Le quotazioni si stanno lentamente avvicinando al minimo del 30/7 a 6,2350.

Discese confermate in chiusura di seduta sotto detto livello andrebbero a riattivare il movimento correttivo con primo obiettivo in area 5,95 e successivo sul supporto dinamico rappresentato dalla linea che sale dal minimo di settembre 2022, attualmente in transito per 5,45. Si tratta di un riferimento determinante in ottica di medio termine dato che in caso di violazione verrebbe messa alla prova l'intera struttura rialzista vista negli ultimi quattro anni circa.

Segnali di forza al superamento del recente massimo a 6,73 per 6,9850 e quindi per l'attacco ai 7,1650. In caso di successo il movimento ascendente riceverebbe nuova linfa in vista di estensioni verso il top di inizio 2018 a 7,9880.