Asia-Pacific in ribasso. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,04%

di FTA Online News pubblicato:
3 min
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi ancora il solo Nasdaq Composite, apprezzatosi di appena lo 0,08% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata al ribasso. Come previsto l'International Energy Agency (Iea) ha approvato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve d'emergenze. Si tratta di un record assoluto. Il precedente da 183 milioni di barili risaliva al 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. La decisione non ha impedito la ripresa della corsa del greggio che è ritornato sopra la soglia psicologica di 100 dollari al barile. Nonostante le promesse iniziali la U.S. Navy non scorterà le petroliere nello Stretto di Hormuz e i continui attacchi alle navi da parte delle forze iraniane fanno temere per un prolungato blocco al passaggio da cui transita circa il 20% della produzione globale di greggio. E il clima negativo per la regione si concretizza intanto in una flessione ampiamente superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è in crescita di circa lo 0,20% a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,04% (fa anche peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,32%). Sul fronte macroeconomico, nel primo trimestre 2026 il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze del Giappone che misura la fiducia delle grandi imprese nel Paese) relativo al settore manifatturiero è diminuito a sorpresa su 3,8 punti dai 4,7 punti precedenti (3,8 punti era stata anche la lettura relativa al terzo trimestre 2025). Il dato si confronta con il progresso su 5,3 punti atteso dagli economisti. L'outlook è invece per una conferma ancora in positivo ma in ulteriore deterioramento su 0,7 punti nel secondo trimestre (e un successivo recupero a 6,3 punti nel terzo).

Cathay Pacific Airways perde oltre l'1% a Hong Kong, dopo avere comunicato per il 2025 un incremento dei profitti netti del 9,5% a 10,8 miliardi di dollari di Hong Kong (pari a 1,20 miliardi di euro), a fronte di ricavi saliti dell'11,9% annuo a 116,8 miliardi (12,93 miliardi di euro). Cathay Pacific e la low-cost Hk Express hanno trasportato in totale 36 milioni di passeggeri, in aumento del 27,0% rispetto al 2024, dopo che a inizio anno la capacità era ritornata ai livelli pre-pandemici. Tutte in negativo le piazze cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,10% e lo 0,36% rispettivamente, contro un declino dello 0,68% per lo Shenzhen Composite. Arretra anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in calo circa lo 0,80% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con una flessione superiore allo 0,10%). A Seoul è stata dello 0,48% la contrazione del Kospi, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha perso l'1,31% in chiusura della sessione.

RR - www.ftaonline.com