Tesmec e Wiit in calo in Borsa, perché il mercato punisce i conti 2025?
pubblicato:Analisi del sell-off sui titoli: Tesmec cede l'11% tra geopolitica e utile ritrovato; Wiit scivola del 4% dopo i risultati. I livelli tecnici chiave e le prospettive per il 2026

Tesmec scivola in Borsa: sell-off violento nonostante conti in miglioramento Crollo a doppia cifra tra geopolitica e prese di profitto Giornata decisamente negativa per Tesmec, che mercoledì ha chiuso con un tonfo dell’11,17% a 0,1734 euro, dopo avere oscillato tra 0,1722 e 0,199 euro. Il ribasso si inserisce in un contesto di forte volatilità generale e riflette soprattutto il peggioramento del sentiment legato alle tensioni in Medio Oriente, area da cui nel 2025 è arrivato circa il 14% dei ricavi del gruppo.
Il mercato ha quindi reagito in modo prudenziale, penalizzando il titolo nonostante i progressi mostrati sul fronte operativo. Conti 2025 solidi: ritorno all’utile e backlog in crescita Dal punto di vista fondamentale, il quadro resta in miglioramento.
Nel 2025 Tesmec è tornata all’utile con un risultato netto di 2,1 milioni di euro, contro la perdita di 4,8 milioni del 2024. Determinante il contributo positivo derivante dal definitivo deconsolidamento di Groupe Marais, che ha inciso per circa 4,5 milioni.
I ricavi sono saliti a 257,6 milioni (+7,5%), sostenuti dal rafforzamento del segmento Energy e dal progresso della divisione ferroviaria.
L’Ebitda si è attestato a 40,5 milioni, leggermente inferiore ai 41,1 milioni del 2024, con margine al 15,7% (17,2% l’anno precedente), penalizzato soprattutto dalla minore redditività della divisione Trencher.
L’Ebit è sceso a 19,5 milioni, mentre l’indebitamento finanziario netto si è ridotto a 130,4 milioni (dai 147 milioni del 2024), segnale di miglioramento della struttura finanziaria.
Positivo anche il dato sul portafoglio ordini, che raggiunge 416,2 milioni (350,7 milioni nel 2024), trainato dalla forte espansione del comparto Energy.
Outlook 2026 e incognita geopolitica
Il management mantiene un tono costruttivo: per il 2026 Tesmec prevede crescita dei principali indicatori economici e ulteriore riduzione dell’indebitamento.
La visibilità resta sostenuta da un backlog solido e ben diversificato tra le business unit.
Tuttavia, il gruppo sottolinea apertamente l’incertezza legata all’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente, che potrebbe incidere su domanda, costi e tempi di esecuzione dei progetti.
In sintesi Il crollo di mercoledì sembra riflettere più fattori esogeni e dinamiche di mercato che un deterioramento dei fondamentali. Il titolo resta però esposto al sentiment globale e, nel breve, la direzione dipenderà soprattutto dall’evoluzione dello scenario geopolitico oltre che dalla capacità del gruppo di confermare il miglioramento operativo già avviato.
Tesmec, il momentum si è deteriorato, ma non tutto è perduto
Il punto di vista grafico Come detto la seduta di mercoledì ha segnato una battuta d’arresto significativa per Tesmec dopo una giornata molto volatile, nella quale i prezzi si sono mossi tra 0,1722 e 0,199 euro.
Al di là del fattore emotivo legato al contesto geopolitico e alla pressione generale sui titoli industriali, ciò che conta davvero è il segnale tecnico lasciato dal movimento.
Dal punto di vista grafico, il ribasso ha indebolito in modo evidente la struttura di breve periodo.
I prezzi sono scesi marginalmente sotto la media mobile esponenziale a 50 giorni e hanno rotto la base del canale crescente che accompagna il movimento rialzista dal minimo di agosto 2025.
Non solo: è stato violato anche il massimo della candela dragonfly doji del 15 dicembre in area 0,1776, livello che finora aveva funzionato come riferimento di equilibrio del trend.
Questa combinazione di fattori non significa necessariamente inversione di tendenza, ma indica che il momentum si è deteriorato e che ora il titolo si trova in una fase delicata.
Lo snodo più importante resta l’area di 0,17 euro: finché i prezzi restano sopra questo livello si può parlare di semplice correzione all’interno del trend rialzista avviato lo scorso anno. Una rottura netta di questa soglia, invece, rappresenterebbe un segnale di debolezza più serio e aprirebbe spazio a una discesa verso 0,135 euro almeno.
Sul lato opposto, per ristabilire un quadro più costruttivo servirebbe un recupero sopra 0,19 euro. Solo oltre questa soglia il titolo potrebbe provare a riavvicinare area 0,2090 e, in estensione, il lato alto del canale in zona 0,2270. In sintesi, dopo il sell-off di mercoledì Tesmec resta tecnicamente sospesa tra due scenari: uno correttivo ma ancora gestibile sopra 0,17 e uno decisamente più fragile sotto quel livello. In questa fase, più che anticipare il movimento, diventa fondamentale osservare la reazione del mercato sui supporti: sarà quella a dirci se si è trattato solo di una scossa temporanea o dell’inizio di qualcosa di più profondo.
Wiit, risultati in crescita, ma le vendite non risparmiano il titolo
Ribasso attorno al 4% nella seduta di ieri per Wiit dopo che il gruppo ha presentato i dati relativi al 2025. I Ricavi adjusted sono cresciuti del 5,9%, l'EBITDA adjusted ha fatto registrare una crescita del 15,2%, mentre l'utile netto adjusted si è attestato a 16,5 milioni +11,5%.
Invariato il dividendo fermo a 0,30 euro per azione, il management, inoltre, non ha offerto una guidance per il 2026 e ha sottolineato che la marginale esposizione ai "mercati russo, ucraino e israeliano" non dovrebbe generare "rischi rilevanti per l'andamento della gestione".
Sono state avviate analisi preliminari per la "valorizzazione dei propri data center in Germania, anche mediante operazioni di sale-and-lease-back", per poi utilizzare le risorse per effettuare acquisizioni.
Wiit, rischio di doppio massimo sul grafico
Graficamente nella seduta di martedì i prezzi erano risaliti fino sui massimi di febbraio in area 28,45, resistenza che ha tenuto ancora una volta ricacciando il titolo al di sotto di quota 27,00.
Salgono le possibilità che su tale livello possa prendere forma un doppio massimo che vada ad interrompere il trend rialzista in atto da novembre, ma conferme in tal senso giungeranno solo al di sotto di 24,85, minimo del 4 marzo e base della potenziale configurazione ribassista.
Il cedimento di tale livello, ribadito dalla violazione della media mobile a 50 sedute, attualmente a 28,00 euro, aprirebbero ad un calo più ampio, proiettando obiettivi a 22,60 e 21,50 circa.
Il superamento dei massimi a 28,50 euro, invece, restituirebbe vigore al trend rialzista di fondo creando i presupposti per un allungo con primo target a 29,50 euro e successivo a 31,30, livello toccato per l'ultima volta nel marzo 2022.
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