Saipem, movimenti nell’azionariato, ma vi sono posizioni diverse
pubblicato:Diverse grandi banche d'affari muovono porzioni del capitale in questi giorni, ma anche le posizioni nette corte non mancano. L'azione intanto, nonostante il balzo del greggio, ha perso il 7,5% dall'inizio della crisi in Iran

Saipem sull’altalena con il prezzo del petrolio greggio nel corso delle ultime sedute.
Saipem, passo indietro del titolo con la crisi in Iran
In queste ore il titolo della società dei servizi alle industrie petrolifera e delle fonti rinnovabili segna un calo dell’1,1% a 3,366 euro.
Dal 27 febbraio, il giorno prima degli attacchi all’Iran, a oggi il saldo per il titolo d Piazza Affari è negativo del 7,5% e sembrano prevalere sulle opportunità derivanti dall’ascesa dei prezzi del petrolio greggio, che potrebbero portare a una nuova domanda dei servizi dell’italiana, le preoccupazioni per l’execution dei contratti nel Medioriente.
Il 2025 della società si è chiuso tra luci e ombre ta ricavi in crescita nel quarto trimestre del 2,2% a 5,51 miliardi e un risultato netto adjusted in calo nel periodo dell’11% a 89 milioni (positivo, con un +1,3% a 310 mln, l’utile dell’intero 2025).
Procede intanto il processo di fusione con Subsea7 per la quale il golden power italiano avrebbe posto delle condizioni sulla difesa delle priorità ai droni subacquei da sviluppare a Trieste con Fincantieri e sugli interventi per le infrastrutture energetiche italiane.
Ma chissà che ora delle opportunità di business non si presentino nella messa in sicurezza delle acque del Golfo Persico?
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Saipem, banche d'affari in movimento sul capitale
Assai più di recente nelle ultime sedute si notano, dalle comunicazioni obbligatorie alla Consob sulle partecipazioni rilevanti, dei movimenti nella compagine azionaria.
Barclays al 9% di diritti di voto in posizione aggregata e strumenti finanziari appena lo scorso 27 febbraio, dopo una serie di interventi sul suo posizionamento complesso nel capitale del gruppo risulta 6,089% del capitale (partecipazione indiretta).
Bank of America al 3 marzo risulta all’4,187% dall’8,021% tra quote aggregate e strumenti finanziari del 2 marzo.
BNP Paribas ha costruito da zero una partecipazione indiretta del 5,111% del capitale di Saipem alla data del 3 marzo.
Anche JP Morgan ha costruito da zero una quota del 5,664% alla stessa data.
Al 4 marzo BlackRock che non risultava prima titolare di quote rilevanti ha il 5,074% del capitale di Saipem (anch’essa tra partecipazioni dirette e indirette).
Opportuno ricordare che dalle tabelle Consob attualmente (al netto dei movimenti indicati sopra) risultano tra i grandi azionisti: Eni al 21,19% dei diritti di voto, CDP al 12,82% dei diritti di voto e Norges Bank al 12,82% dei diritti di voto.
Saipem, non mancano però neanche le posizioni ribassiste
In questa ricognizione necessariamente parziale (ma riteniamo rilevante) dei movimenti nel capitale di Saipem nelle ultime sedute non può mancare uno sguardo alle posizioni nette corte, cioè ai posizionamenti che, al contrario di quelle testé indicati, sono ribassisti sul titolo.
Sulla base delle tabelle di Consob, che ha sempre rilevato numerosi posizionamenti ‘short’ sul titolo di Saipem, notiamo diverse operazioni ribassiste sul titolo lo scorso 10 marzo.
Si tratta delle posizioni nette corte di Verition Advisors (0,49% del capitale complessivo di Saipem), di D.E. Shaw & Co. (0,52%) e di BG Master Fund (0,69%).
Uno short complessivo dell’1,7% dunque emerso il 10 marzo, che si aggiunge a un altro 2,06% del capitale della compagnia messo in short il 3 marzo da parte di soggetti più noti come Elliott e Capital Ventures International (0,69% e 0,78%).
Tornando ancora più indietro a prima della crisi iraniana si rileva un altro short del 3,11% circa del capitale di Saipem da parte di altri tre investitori a febbraio (Citadel Advisors Europe Limited, Alpine Associates Management Inc., SAND GROVE CAPITAL MANAGEMENT LLP, Hudson Bay Capital Management LP) che a sua volta si aggiunge a short sul 3,44% del capitale di Saipem costruiti tra il luglio 2025 e il 29 gennaio 2026 da vari soggetti.
In definitiva è innegabile che view del mercato sul titolo Saipem, come è giusto e come è sano che sia, non sono omogenee.
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