Asia Pacifico, prevalgono le vendite. A Tokyo Nikkei 225 -0,23%
pubblicato:Borse asiatiche in rosso dopo i nuovi attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran nel Golfo, che rimandano in forte rialzo le quotazioni del petrolio greggio, e dopo la pubblicazione di importanti dati macroeconomici in Oriente.
In Giappone la produzione industriale preliminare di luglio mostra un incremento mensile dello 0,1% in forte calo sul +1,9% della rilevazione precedente, ma oltre le attese degli analisti (-0,7%). Nel Sol Levante le vendite al dettaglio di luglio hanno mostrato un incremento del 4% a/a a fronte dello 0,6% precedente e di un consensus fermo su un +3,2%).
A Tokyo il Nikkei 225 segna un ribasso dello 0,23% mentre il Topix registra un rialzo dello 0,23 per cento. Il quotidiano Nikkei evidenzia che i rendimenti dei titoli decennali del debito pubblico giapponese sono cresciuti fino al 2,95% dopo gli incontri dei banchieri centrali a Jackson Hole, mentre lo yen si è indebolito sul dollaro. In rialzo il big dell’automobile giapponese Toyota (+1,28%) nonostante i rincari del petrolio greggio che pesano sui listini e il timore che la nuova guerra dei dazi Washington e Toronto pesi anche sulle produzioni di Toyota e Honda che coprono da sole circa tre quarti della manifattura automotive del Canada, secondo quanto riportato da Reuters stamane. Il rischio è che le due case siano costrette a chiudere alcune linee di produzione. Sul tema è tornato alcune ore fa lo stesso presidente USA Donald Trump affermando sul suo social network Truth: “Per molti anni gli Stati Uniti hanno perso più di 60 miliardi di dollari l’anno con il Canada…”. Adesso, secondo il tycoon, molte imprese starebbero tornano negli States per evitare i dazi.
In rialzo invece a Seoul l’indice Kospi che chiude con un +0,46% la seduta. Anche The Korea Herald torna indirettamente sulla questione dei dazi Usa e del settore automobilistico affermando che quest’ultimo, già sottoposto a pressione dalle politiche commerciali Usa, si appresta a importanti confronti sindacali sul tema salariale. Le trattative coinvolgeranno le 5 maggiori case automobilistiche nazionali, da Hyundai a Kia a Renault Korea.
In Cina i dati del National Bureau of Statistics (NBS) hanno indicato ad agosto una crescita dell’indice PMI manifatturiero da 49,2 a 49,8 punti (consensus 49,5) e un indice PMI non manifatturiero stabile a 49 punti contro un consensus fisso a 49,5 punti. Le maggiori piazze finanziare della Repubblica Popolare sono positive: lo Shanghai Composite segna +0,76% Positivo anche lo Shenzhen (+0,36%), mentre l'Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,21% Reuters ha evidenziato che le tre maggiori compagnie aeree cinesi - Air China, China Eastern Airlines e China Southern Airlines – hanno registrato nel primo semestre perdite combinate per circa 1,22 miliardi di dollari a causa dei pesanti rincari del carburante.
A Sydney è negativo anche l'S&P/ASX 200 (-0,18%). Alcuni analisti hanno affermato che le quotazioni dei mercati azionari australiani rischiano di apparire elevate e scollegate da un contesto economico sempre più sfidante sul quale potrebbero pesare previste contrazioni dei consumi e dell’immobiliare.
GD - www.ftaonline.com