Azimut, l'azione poco mossa dopo i dati e i nuovi target

di FTA Online News pubblicato:
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Il progetto TNB continua, intanto il quadro grafico dell'asset manager è tecnicamente maturo, ma non esaurito

Azimut, l'azione poco mossa dopo i dati e i nuovi target
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Poco mossa Azimut in avvio di ottava. Il titolo ha ceduto lo 0,11% a 36,59 euro dopo avere oscillato tra 36,44 e 36,73 euro.

Il 2025 si chiude come un anno spartiacque nella storia di Azimut, sia in termini di dimensione operativa sia di qualità dei risultati. Dai primi dati preliminari, il gruppo stima un utile netto superiore a 515 milioni di euro, oltre il target aggiornato a novembre (oltre 500 milioni), confermando una traiettoria di crescita solida e superiore alle attese.

Questo risultato si accompagna a una raccolta netta record di 32,1 miliardi di euro, la più elevata mai realizzata dal gruppo, ben oltre la guidance compresa tra 28 e 31 miliardi. Il dato è particolarmente rilevante perché rappresenta 1,8 volte la raccolta del 2024 e quasi cinque volte quella del 2023, certificando un deciso cambio di passo strutturale.

Dividendi, redditività e visibilità sul 2026

Forte di questi numeri e di una posizione patrimoniale robusta, il consiglio di amministrazione ha annunciato l’intenzione di proporre all’assemblea una politica di dividendo ordinario per il 2025 superiore a quella del 2024, quando la cedola era pari a 1,75 euro per azione con un payout del 61% sull’utile netto ricorrente. È un segnale chiaro di fiducia nella sostenibilità della redditività e nella capacità di generare cassa.

Guardando avanti, Azimut fissa obiettivi ambiziosi ma coerenti: per il 2026 stima un utile netto di 550 milioni di euro (al netto delle componenti straordinarie) e una raccolta netta complessiva di 10 miliardi, ipotizzando condizioni di mercato normali. Dopo il “salto” dimensionale del 2025, il 2026 viene quindi impostato come un anno di consolidamento ad alta qualità, più che di crescita straordinaria.

Il progetto TNB e la strategia di lungo periodo

Sul piano strategico prosegue il percorso del progetto TNB – The Next Bank, con l’estensione dell’accordo di esclusiva con FSI e l’obiettivo di completare l’operazione nel corso del 2026, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari. Il progetto, annunciato nel 2024, prevede lo scorporo di parte della rete italiana di consulenti in una nuova fintech bank destinata alla quotazione, e rappresenta uno dei principali catalizzatori di medio periodo.

Il management sottolinea che la crescita è stata alimentata da più leve: 

  • sinergia tra gestione e distribuzione,

  • diversificazione geografica unica tra gli operatori italiani (Italia, USA, Brasile),

  • acquisizioni mirate che hanno rafforzato la presenza internazionale.

Dal 2019, la performance media ponderata netta cumulata per i clienti è pari al 27,8%, un dato che rafforza la credibilità industriale del modello.

Parallelamente, il gruppo continua a investire sull’innovazione di prodotto e di servizio: nuove strategie nei private markets, come HIPstr II (early stage USA) e Secure Europe Technologies (difesa e tecnologie dual-use), e lo sviluppo del modello di consulenza evoluta Azimut Next Generation Advisory, basato su un approccio multiprodotto supportato dall’intelligenza artificiale, anche in vista dell’implementazione della direttiva Retail Investment Strategy.

Il giudizio degli analisti: consenso ampiamente favorevole

Il mercato ha accolto positivamente i numeri.

Intermonte conferma la raccomandazione outperform con target price a 43 euro, definendo il 2025 un “chiaro punto di svolta” in termini di dimensione, profittabilità e generazione di cassa, supportato anche da una politica di dividendo rafforzata e dal buyback da 500 milioni già avviato. Il progetto TNB viene visto come un catalizzatore credibile, con rischi di execution giudicati gestibili.

Banca Akros ribadisce il buy con target a 40 euro, evidenziando come la raccolta sia stata in linea o leggermente migliore delle attese. Più prudente Equita SIM, che mantiene hold con tp a 36 euro, pur riconoscendo che, al netto di fattori temporanei negativi (Svizzera e Turchia), il ritmo commerciale resta coerente con quello dell’intero anno.

In sintesi, Azimut entra nel 2026 con un forte momentum strategico, una piattaforma globale più ampia, una redditività strutturale rafforzata e una visibilità sugli utili superiore alla media del settore. Il 2025 appare sempre più come l’anno della svolta, mentre il prossimo esercizio sarà il banco di prova della capacità di trasformare l’eccezionale crescita recente in valore sostenibile e ricorrente per azionisti e clienti.

Azimut, struttura grafica rialzista con trend primario ancora intatto  

Dal punto di vista tecnico Azimut Holding si muove all’interno di una struttura rialzista solida e ben definita, che affonda le radici nel minimo del 2020 e che nel tempo si è sviluppata attraverso canali ascendenti di grado crescente. 

Il grafico mostra chiaramente un canale rialzista di lungo periodo (dai minimi di marzo 2020), che ha contenuto i prezzi per diversi anni. All’interno di questa struttura, dal minimo dell'ottobre 2022, Azimut ha costruito un secondo canale rialzista più inclinato, che rappresenta l’accelerazione del trend in atto.

La recente fase di forza ha riportato le quotazioni oltre la parte alta dei due canali rialzisti di lungo–medio periodo, segnalando un momentum positivo ma anche l’avvicinamento a una prima area di verifica.

Nel breve termine, la prima area di resistenza rilevante si colloca in area 38,5–39,5 euro, livello che ha già iniziato a frenare l’avanzata dei prezzi. Si tratta di una resistenza statica e dinamica al tempo stesso, perché coincide con proiezioni tecniche e con precedenti aree di scambio.

Un superamento deciso di quest’area, accompagnato da volumi e tenuta sopra i supporti dinamici, aprirebbe la strada a proiezioni più ambiziose: 42,8 euro, primo target ottenuto dalla proiezione dell’ampiezza del canale rialzista dal punto di rottura; 47,3 euro, obiettivo più esteso, coerente con la proiezione completa dell’ampiezza del canale di grado superiore.

Questi livelli sono coerenti anche con i target fondamentali più ottimistici espressi dagli analisti, creando una convergenza interessante tra analisi tecnica e valutazioni fondamentali.

Sul lato inferiore, il trend resta costruttivo finché i prezzi rimangono al di sopra del lato alto del canale rialzista di medio termine, a 34 circa. Più in basso, la trendline superiore del canale di lungo periodo funge da supporto strutturale a 32,50 circa, oltre il quale lo scenario rialzista verrebbe messo seriamente in discussione.

Solo una violazione netta e duratura di questi livelli trasformerebbe l’attuale fase in una semplice accelerazione conclusa, aprendo spazio a una correzione più ampia.

In sintesi, il grafico giornaliero di Azimut racconta una storia di forza e continuità del trend, con prezzi ben impostati sopra le direttrici di medio e lungo periodo. Nel breve, la presenza di resistenze ravvicinate suggerisce possibili pause o consolidamenti, ma finché questi movimenti restano correttivi e non distruttivi, il quadro resta coerente con una prosecuzione del movimento rialzista.

Azimut si trova quindi in una fase tecnicamente matura ma non esaurita: la rottura delle resistenze aprirebbe scenari di estensione del trend, mentre eventuali ritracciamenti verso i supporti andrebbero letti, allo stato attuale, più come occasioni di riequilibrio che come segnali di inversione.

Lottomatica, brutto lunedì dopo i dati sulle scommesse online

Lottomatica peggior titolo del FTSE Mib ieri con un ribasso del 4,4% a 21,40 euro nonostante Equita abbia confermato la raccomandazione "Buy" e il prezzo obiettivo a 26 euro. Il broker ha però citato i dati sulla spesa per le scommesse online a dicembre, in calo del 18,5% a/a contro il -10% previsto dagli analisti.

Il titolo Lottomatica, che la scorsa settimana aveva toccato i massimi da inizio settembre a 23,32 euro, è dunque arretrato in area 21,50, andando a ritracciare il 38,2% del rialzo partito dai bottom del 7 novembre a quota 18,66.

Il superamento della resistenza a 22,70 circa sembrava poter dare fiducia al rimbalzo e creare i presupposti per il ritorno sui top estivi a 25,24 euro. I prezzi si sono però scontrati con uno degli ultimi ostacoli che sulla carta sembravano poter ostacolare il tentativo di rialzo, ovvero il picco del 22 settembre a 23,22 euro, che per il momento si è opposto con fermezza al rialzo.

Il quadro grafico si è indebolito ma non è per il momento del tutto deteriorato, per quanto i margini per una reazione convincente si siano sicuramente ridotti. Il prossimo supporto è posizionato nei dintorni di 21,10 ed i corsi dovranno rispettarlo per scongiurare il rischio di un ritorno concreto da parte dei venditori, che potrebbe preludere ad un nuovo affondo fin sotto 19,00 euro.

Sul fronte opposto eventuali reazioni dai livelli attuali dovranno comunque spingersi fin sopra 22,70 per acquisire spessore e restituire fiducia ai corsi, prospettandone il proseguimento del cammino verso area 25,00.

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