Azioni bancarie deboli, Trump irrompe sulla scena
pubblicato:Il presidente USA minaccia il settore carte di credito e attacca la Fed, MPS e BPM positive in controtendenza

Mattinata movimentata per i titoli del settore bancario: l'indice EURO STOXX Banks perde terreno e cede lo 0,6%. A destabilizzare il comparto è l'ennesima intemerata di Donald Trump. Il funambolico presidente americano alla fine della scorsa settimana ha prospettato l'ipotesi di porre un tetto massimo agli interessi debitori sulle carte di credito.
Tetto agli interessi carte di credito penalizzerebbe il settore
Si tratterebbe una mossa clamorosa dato che Secondo la fintech SoFi, questi tassi variano negli USA da un minimo del 17,69% per chi ha un profilo di credito eccellente a un massimo del 35,99% per chi lo ha scarso.
Nel post sul suo social media Truth, Trump ha aggiunto che il tetto entrerà in vigore il 20 gennaio prossimo, senza però offrire dettagli sulle modalità con cui la misura verrà adottata.
Sui mercati la reazione è stata penalizzante per i titoli bancari, dato che molti di essi hanno interessi nelle attività delle carte di credito. In forte calo troviamo infatti Barclays -3%: la banca inglese è nona al mondo nel settore, con utili che rappresentano ben l'11% del totale.
Trump contro Powell
Altro elemento destabilizzatore è rappresentato dall'attacco portato a Jerome Powell. Il presidente della Fed, che peraltro concluderà il proprio mandato a maggio, ieri ha detto che il Dipartimento di Giustizia degli USA ha inviato una citazione riguardante i commenti di Powell nell'intervento alla commissione bancaria del Senato in giugno relativi alle spese superiori al previsto per la ristrutturazione della sede della Fed. In sostanza l'amministrazione Trump ha minacciato una incriminazione a carico di Powell, proseguendo nel suo tentativo di assoggettare la banca centrale americana ai suoi voleri.
Bancari Italia sovraperformano
In questo contesto i titoli italiani sovraperformano il comparto europeo: l'indice FTSE Italia Banche sale dello 0,3%, grazie ai progressi di Banca MPS +1,5% e Banco BPM +2%. Sulla prima si segnalano i recenti commenti dalla premiere Meloni sulla possibilità di vendita (ma non c'è fretta) della quota residua del 4,9% in mano al Tesoro.
BPM, Credit Agricole pronta a salire
Su BPM invece influiscono positivamente le indiscrezioni di stampa secondo cui a breve la BCE potrebbe dare l'ok a Credit Agricole per l'incremento della partecipazione, attualmente al 20% circa. Secondo il Corriere della Sera la banca francese potrebbe salire al 29,9% entro l'assemblea di aprile che nominerà il nuovo cda.
Sembra quindi destinata a crescere l'influenza della banca francese su BPM con la possibilità di arrivare in futuro a una integrazione. Sarà interessante in tal caso capire come l'operazione verrà gestita a livello istituzionale, dopo i paletti importi con il golden power all'offerta di Unicredit.
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