Analisi azioni Leonardo e Piaggio: breakout rialzista e test dei supporti

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana: target price in rialzo per Leonardo dopo l’upgrade di Barclays, mentre Piaggio lotta per difendere i minimi del 2020. Ecco scenari e livelli tecnici

Analisi azioni Leonardo e Piaggio: breakout rialzista e test dei supporti
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Leonardo chiude la seduta di lunedì a 62,48 euro (+6,58%), spinta dall’upgrade di Barclays a overweight da equal-weight, con revisione del target price da 53 a 68 euro.

Gli analisti indicano un potenziale upside del 13–14% sulle stime di Ebita di lungo periodo, sottolineando un momentum degli utili superiore al settore e la prospettiva di un raddoppio del cash flow nei prossimi cinque anni.

Il movimento si inserisce in un contesto geopolitico che continua a favorire il comparto difesa.
Il ministro Guido Crosetto ha infatti chiesto all’industria nazionale di accelerare la produzione per rafforzare la sicurezza del Paese, convocando un vertice straordinario con lo Stato Maggiore della Difesa e le principali aziende del settore.

Tra le priorità indicate: capacità operative disponibili, programmi in fase avanzata e soluzioni attivabili rapidamente, con particolare attenzione alla difesa aerea e alla riduzione degli ostacoli burocratici.

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Leonardo, gli obiettivi dopo la riattivazione del trend rialzista

Leonardo ha superato con decisione da qualche tempo in area 57 euro il lato alto della prolungata fase laterale che aveva contenuto i prezzi negli ultimi mesi, dal massimo di giugno 2025, inviando un chiaro segnale di forza di medio termine.

La rottura della congestione è avvenuta con buona dinamica e in presenza di volumi in aumento, elementi che rafforzano la validità del breakout.

Dal punto di vista tecnico, il movimento riattiva il trend rialzista e apre spazio a ulteriori estensioni: i prossimi obiettivi si collocano in area 64,50, primo target naturale del movimento, e successivamente verso 69, livello coerente con le proiezioni dell’ampiezza della fase laterale.

Nel medio termine target fino a 76/77 euro.

Nel breve non si esclude una pausa fisiologica o movimenti di consolidamento dopo l’allungo, ma finché le quotazioni resteranno sopra 57 euro – ex area di resistenza ora trasformata in supporto – lo scenario resterà costruttivo.

Upgrade degli analisti, prospettive sugli utili e contesto geopolitico favorevole continuano a sostenere Leonardo, che si conferma tra i titoli con maggiore forza relativa del listino italiano.

In sintesi, il breakout della congestione conferma Leonardo tra i titoli più forti del listino: solo un ritorno sotto area 57 metterebbe in discussione l’attuale impostazione rialzista.

Piaggio cerca di arginare le recenti vendite

Piaggio prova a frenare la corsa al ribasso che nell'ultima settimana ne ha provocato un calo superiore ai 10 punti percentuali. Il titolo è sceso venerdì fino a 1,5580 euro (minimi da aprile 2020) in scia alla pubblicazione dei risultati 2025, per poi rimbalzare fin sopra 1,66.

I ricavi sono scesi dell'11,7% a 1.501,9 milioni di euro (consensus 1.506), l'EBITDA del 12,5% a 250,8 milioni (consensus 251), l'utile netto del 49,4% a 34 milioni (consensus 32) mentre l'indebitamento netto è salito a 577,6 milioni da 534 a fina 2024 (consensus 562).

Il cda ha deciso di non proporre la distribuzione del saldo del dividendo, quindi la cedola 2025 resta limitata all'acconto di 0,04 per azione staccato a settembre (l'anno scorso 0,115 di acconto e 0,04 di saldo, totale 0,155).

Piaggio, pressione su un supporto di rilievo

Ieri i prezzi sono tornati a scendere mettendo nuovamente sotto pressione il supporto a 1,60 euro. Ed è proprio attorno a questo livello che si gioca la partita nel breve termine: la perdita del sostegno ribadita da una chiusura giornaliera o addirittura settimanale, rappresenterebbe un ulteriore segnale di debolezza per il titolo, preludio al proseguimento del ribasso partito dai top di ottobre a 2,11 euro e destinato a proseguire verso i bottom della primavera 2020 in area 1,40.

La tenuta di quota 1,60 potrebbe invece agevolare una reazione almeno temporanea con target ipotetico a 1,79 euro, gap down lascito aperto dall'accelerazione ribassista di inizio mese.

Per generare segnali di ripresa più credibili nel medio lungo periodo invece sarebbe necessario il ritorno in pianta stabile al di sopra di quota 1,80.

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