Banca d'Italia: banche segnalano un peggioramento delle condizioni di accesso al finanziamento tramite depositi e titoli di debito
pubblicato:Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro.
PRINCIPALI RISULTATI PER LE BANCHE ITALIANE (1)
3° trimestre 2026 e prospettive per il 4° trimestre del 2026
Nel terzo trimestre i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono stati lievemente allentati, per effetto della maggiore concorrenza tra le banche. I criteri di concessione dei finanziamenti alle famiglie non hanno registrato variazioni nel comparto dei mutui, mentre sono stati ulteriormente irrigiditi per il credito finalizzato al consumo a seguito della minore tolleranza al rischio da parte degli intermediari. Per il trimestre in corso, le banche si attendono un lieve irrigidimento dei criteri di offerta per i prestiti alle imprese e per i mutui e un ulteriore inasprimento per il credito al consumo. La domanda di prestiti da parte delle imprese ha registrato una lieve flessione, riconducibile soprattutto alle minori esigenze di finanziamento per investimenti fissi e al maggior ricorso all’autofinanziamento. La copertura del fabbisogno di scorte e capitale circolante e le esigenze di rifinanziamento e ristrutturazione del debito hanno fornito un contributo positivo, seppure contenuto, alle richieste di finanziamento. La domanda di prestiti da parte delle famiglie è rimasta stabile per i mutui e per il credito al consumo. Nel trimestre in corso, gli intermediari si attendono una domanda sostanzialmente invariata da parte sia delle imprese sia delle famiglie. Le banche hanno segnalato un peggioramento delle condizioni di accesso al finanziamento tramite depositi e titoli di debito, riconducibile principalmente al rialzo dei tassi di interesse. Nel trimestre in corso, le condizioni di accesso migliorerebbero lievemente per i depositi, mentre peggiorerebbero ulteriormente per i titoli di debito a medio-lungo termine. Nei dodici mesi terminanti in settembre la variazione del portafoglio di attività di politica monetaria della BCE non ha avuto effetti sulla situazione finanziaria delle banche né sulle loro politiche di offerta; nei prossimi dodici mesi gli effetti sarebbero nel complesso marginali. Nel terzo trimestre la quota di crediti deteriorati (NPL) e gli altri indicatori della qualità del credito non hanno esercitato alcun effetto sulle politiche di offerta; anche per il trimestre in corso gli intermediari non si attendono variazioni. In un nuovo quesito sull’impatto delle attività digitali (cripto-attività non garantite, attività “tokenizzate” e stablecoin) sulla situazione finanziaria delle banche, sulle strategie aziendali e sui criteri di concessione del credito, la maggior parte degli intermediari ha segnalato di non avere alcuna esposizione verso tali strumenti; le altre banche hanno indicato un impatto positivo principalmente sulla propria strategia aziendale in termini di grado e velocità di digitalizzazione della banca. Non sono stati segnalati effetti sui criteri di offerta del credito.
(1) All’indagine, conclusa il 6 ottobre, hanno partecipato undici tra i principali gruppi bancari italiani. Si veda il questionario sottoposto alle banche per una descrizione dettagliata delle varie voci.
I risultati per l’area dell’euro sono disponibili alla pagina dell’indagine sul sito web della BCE (www.ecb.europa.eu).