Banca Generali conferma i preliminari: utile netto ricorrente a € 362,5 mln (+7%)

di FTA Online News pubblicato:
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Il Consiglio di amministrazione di Banca Generali ha approvato: (i) la Relazione Annuale Integrata al 2025 comprensiva della Relazione sulla gestione consolidata, Relazione sulla gestione individuale e Rendicontazione di Sostenibilità redatta ai sensi del Decreto Legislativo n. 125/2024, (ii) la proposta di dividendo.

Nello specifico, è stato rappresentato quanto segue:

(i.a) Progetto di Bilancio Consolidato

Il Progetto di Bilancio Consolidato del Gruppo bancario Banca Generali conferma i dati preliminari presentati al Consiglio di Amministrazione dell'11 febbraio scorso che hanno fatto registrare, per l'esercizio 2025, un utile netto consolidato pari a €445,8 milioni. Tale valore segna il livello più elevato mai raggiunto nella storia della Banca ed assume ancor più rilevanza considerando il contesto particolarmente impegnativo dell'anno, segnato prima dall'acquisizione di Intermonte e, successivamente, dall'offerta pubblica di scambio avanzata da Mediobanca tra il 28 aprile ed il 21 agosto 2025, poi decaduta.

La solidità del risultato emerge anche dalla crescita dell'utile netto ricorrente, salito a €362,5 milioni (+6,8% a/a), nuovo massimo storico ed in aumento ad un tasso doppio rispetto all'utile complessivo. La componente di utile netto variabile è stata pari a €83,4 milioni, beneficiando anche di un recupero di imposte pari a €39,0 milioni in applicazione della sentenza n. 599 del 1° agosto 2025 della Corte di Giustizia Europea.

Il margine di intermediazione è salito a €1.000,3 milioni (+2,0% a/a) trainato dall'aumento a doppia cifra delle commissioni nette ricorrenti e dal positivo contributo del margine finanziario che hanno più che compensato il calo delle commissioni variabili.

Nel dettaglio, il margine d'interesse ha raggiunto i €325,0 milioni, in aumento del +2,5% rispetto al 2024. Il dato ha beneficiato della progressiva espansione dei depositi retail pur a fronte di rendimenti in discesa rispetto all'anno precedente in linea con i tassi di mercato.

Il risultato della gestione finanziaria ha messo a segno un netto balzo a €30,5 milioni, con un incremento del +41,8% su base annua, anche grazie al contributo di Intermonte per €16,1 milioni.

Le commissioni lorde ricorrenti hanno registrato un progresso dell'8,6% a €1.130,9 milioni sostenute dalla crescita delle commissioni di investimento - con il contributo positivo sia delle commissioni di gestione che delle commissioni di consulenza evoluta - e dal forte risultato delle altre commissioni ricorrenti (bancarie, di negoziazione e d'ingresso) spinte da maggiori volumi di attività nella negoziazione e nei collocamenti di prodotti in amministrato, oltre che dall'apporto per €30,9 milioni di Intermonte.

Le commissioni variabili si sono attestate a €114,8 milioni (€166,4 milioni nel precedente esercizio), con una variazione annua legata al confronto sfavorevole con i livelli particolarmente elevati del 2024.

I costi operativi sono stati pari a €361,2 milioni, includendo €38,3 milioni legati al cambio di perimetro e €13,5 milioni (€3,6 milioni nel 2024) di spese non ricorrenti principalmente legate a costi relativi all'OPS di Mediobanca, al lancio di progetti strategici e ad iniziative di efficientamento interno.

La componente di costi operativi 'core', su basi omogenee, è stata pari a €288,6 milioni, mostrando una variazione del +7,7% rispetto al 2024 riconducibile principalmente all'accelerazione degli investimenti in ambito IT, AI & data. Gli indicatori di efficienza operativa si confermano su livelli di best-practice settoriale: l'incidenza dei costi operativi sulle masse totali si è mantenuta contenuta a 32 punti base (28 bps di fine 2024), mentre il Cost/Income ratio, rettificato per le componenti non ricorrenti, si è attestato al 39,0% o 36,8% escludendo l'impatto del consolidamento di Intermonte.

Nell'anno sono stati contabilizzati accantonamenti, contributi ai fondi bancari e rettifiche di valore nette per €105,3 milioni (-10,3% a/a), con una variazione che riflette principalmente l'effetto della riduzione degli stanziamenti destinati a fondi bancari e assicurativi e accantonamenti a fondi rischi in calo rispetto al valore record dello scorso anno.

A seguito della sentenza n. 599 del 1° agosto 2025 della Corte di Giustizia Europea, si è registrato il recupero di €39 milioni di versamenti IRAP riferiti ad esercizi precedenti al 2025 e minori imposte IRAP per €5,6 milioni riferite al presente esercizio. Il tax-rate ordinario del periodo è stato pari al 23,6%, in calo rispetto al 24,3% dell'esercizio precedente per effetto del minore carico IRAP, a seguito della nuova normativa di cui sopra, parzialmente compensato dalla minore incidenza delle componenti realizzate da giurisdizioni estere.

Sul piano dei requisiti patrimoniali, Banca Generali ha mantenuto una forte solidità dei propri parametri regolamentari, con il CET1 ratio che a fine dicembre si attestava al 17,1% e il Total Capital Ratio al 18,9%, già inclusivi della proposta di dividendo di €2,90 per azione.

(i.b) Progetto di Bilancio Individuale

Banca Generali ha chiuso l'esercizio 2025 con un utile netto di €455,6 milioni, in aumento del +10,3% rispetto all'esercizio precedente. Il margine di intermediazione riclassificato, al netto dei dividendi da partecipazioni del Gruppo bancario, ha evidenziato un progresso di €19,7 milioni riconducibile principalmente alla crescita del margine commissionale a €310,3 milioni (+6,0% a/a) e, in misura più contenuta, del margine di interesse a €323,6 milioni (+2,9% a/a) che hanno più che compensato il calo del risultato della gestione finanziaria a €13,1 milioni (€20,2 milioni del 2024).

I dividendi distribuiti, sia in acconto che a saldo, dalla controllata lussemburghese BG Fund Management Luxembourg SA, sono stati pari a €249,6 milioni rispetto ai €256,5 milioni del 2024. L'aggregato dei costi operativi è ammontato a €287,4 milioni, che si confrontano con i €257,9 milioni del 2024.

L'incremento è riconducibile ai maggiori costi sostenuti per l'acquisizione del Gruppo Intermonte e alle spese non ricorrenti principalmente legate a costi relativi all'OPS di Mediobanca, al lancio di progetti strategici e ad iniziative di efficientamento interno. Il cost/income ratio su basi reported si è attestato al 32,0% rispetto al 29,1% registrato nel 2024.

Le voci relative ad accantonamenti, contributi ai fondi bancari e rettifiche di valore nette sono ammontate a €105,0 milioni contro i €116,8 milioni del 2024, con un calo legato principalmente alla riduzione degli stanziamenti destinati a fondi bancari e assicurativi e minori accantonamenti legati all'impatto una tantum nel precedente esercizio della riattivazione del fondo ringiovanimento del personale.

A seguito della sentenza n. 599 del 1° agosto 2025 della Corte di Giustizia Europea, si è registrato il recupero di €39 milioni di versamenti IRAP riferiti ad esercizi precedenti al 2025 e minori imposte IRAP per €5,6 milioni riferite al presente esercizio. Il tax-rate ordinario del periodo è stato pari al 17,6%, in calo rispetto al 19,1% dell'esercizio precedente per effetto del minore carico IRAP, a seguito della nuova normativa di cui sopra, parzialmente compensato dalla minore incidenza dell'ammontare complessivo dei dividendi corrisposti da società del gruppo.

(i.c) La Rendicontazione di Sostenibilità (Sustainability Statement)

La rendicontazione di sostenibilità del Gruppo Banca Generali per l'esercizio 2025 è stata redatta in ottemperanza alla Direttiva (UE) 2022/2464, Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ed in conformità agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). La rendicontazione segue inoltre i requisiti informativi previsti dall'articolo 8 del Regolamento (UE) 2020/852 sulla Tassonomia europea, nonché dei relativi atti delegati.

L'analisi di doppia rilevanza, aggiornata ed approvata dal Consiglio di Amministrazione lo scorso novembre, ha confermato le nove tematiche materiali già individuate l'anno precedente - 2 di carattere ambientale, 4 sociale e 3 di governance - con un ulteriore rafforzamento delle tematiche sociali.

Con riferimento al cambiamento climatico, nel febbraio 2025 Banca Generali ha compiuto un passo decisivo con l'approvazione del Piano di Transizione Climatica, che ha rafforzato l'integrazione dei fattori ambientali nella strategia e nei processi di gestione del rischio e ha definito obiettivi di decarbonizzazione di medio e lungo periodo volti al raggiungimento del Net Zero al 2040 sia per le attività di investimento che per le attività operative.

Nel 2025, per quanto riguarda il perimetro degli investimenti è stato evidenziato un calo del 46% dell'impronta carbonica degli emittenti societari rispetto al 2019, mentre per le attività operative è stata registrata una riduzione del 31% delle emissioni assolute riferite a Scope 1 e 2 grazie alle azioni di efficientamento energetico degli edifici e al progressivo ammodernamento del parco auto aziendale.

Tali risultati confermano un progresso importante verso i target fissati nel Piano di Transizione Climatica. Sul fronte del capitale umano, la valorizzazione delle persone si conferma un pilastro della strategia di sostenibilità del Gruppo.

Attraverso l'analisi di doppia rilevanza, Banca Generali ha individuato nel 2025 due nuove tematiche da sviluppare: il miglioramento del work-life balance come strumento per migliorare il benessere e la produttività delle persone ed il rafforzamento della fidelizzazione e della reputazione tramite iniziative strutturate in ambito DEI capaci di attrarre talenti e posizionare la Banca come datore di lavoro solido, responsabile e orientato al benessere dei propri dipendenti.

Ciò si inserisce in un percorso di rafforzamento già avviato con l'implementazione delle Linee Guida DEI – Diversity, Equity & Inclusion, che definiscono un framework chiaro per la gestione dei principi di inclusione, equità e valorizzazione delle persone al fine di creare un ambiente in cui sia riconosciuto il valore delle caratteristiche individuali e delle prospettive uniche di ciascun dipendente, così come il contributo significativo del singolo alla crescita dell'azienda.

A testimonianza dell'impegno profuso, nel 2025 Banca Generali ha confermato il mantenimento della Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022 ricevuta nel 2024. Nel corso dell'anno, sono stati inoltre avviati programmi mirati all'empowerment femminile grazie a numerose iniziative dedicate (Mentorship program interni ed esterni, Leadership Program) ed è stata ulteriormente rafforzata la presenza di giovani under 35 che hanno rappresentato infatti il 72% delle nuove assunzioni.

Tutti i dipendenti hanno accesso a modalità di lavoro ibrido. Particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo delle competenze, con un significativo investimento in formazione che ha visto in particolare il 98% dei dipendenti coinvolti in iniziative relative ai temi digital, su tutti il training dedicato a Copilot M365 in partnership con Microsoft. Complessivamente, sono state erogate 75.308 ore di formazione, in crescita del 6% rispetto all'anno precedente, risultato che conferma sempre più Banca Generali su livelli di best practice di settore.

Anche la rete dei Consulenti finanziari è stata coinvolta in numerose iniziative di formazione tramite l'accademia interna di corsi strategici per lo sviluppo professionale, 'My Academy', la formazione dedicata ai nuovi supporti operativi, come 'BG Home', il nuovo punto unico di accesso agli applicativi BG, il supporto nell'ottenimento della Certificazione EFPA ESG Advisor e l'accesso alla piattaforma formativa 'BG Lab' ulteriormente rinnovata nelle funzionalità. Complessivamente, sono state erogate alla rete di Consulenti Finanziari 163.564 ore di formazione, in crescita del 14% rispetto all'anno precedente.

Il coinvolgimento delle persone rimane per Banca Generali una leva strategica centrale per guidare i cambiamenti della cultura organizzativa. In questa direzione si è inserita la Pulse Survey 2025, che ha registrato un response rate del 96% e un engagement score dell'87%, testimoniando il forte senso di appartenenza delle persone.

Tra le priorità emerse con l'analisi di doppia materialità, si conferma anche una grande attenzione per i temi della cybersecurity, della protezione dei dati personali e della qualità delle informazioni. Nel 2025 il Gruppo ha rafforzato i presidi di sicurezza informatica e di gestione dei rischi ICT attraverso l'aggiornamento della Security Policy e della Business Continuity Policy per tenere in considerazione i requisiti del Regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act - Reg. UE 2022/2554) in vigore dal gennaio 2025.

La tematica entity specific relativa alla tutela del patrimonio e al valore del servizio riflette il ruolo di Banca Generali di partner nel garantire la continuità del patrimonio familiare e aziendale in un contesto in cui la gestione del passaggio generazionale e il dialogo con le nuove generazioni diventano sempre più elementi strategici.

La Banca ha riconosciuto l'Intelligenza Artificiale come uno dei pilastri del proprio percorso di crescita di lungo termine. L'adozione degli strumenti di Intelligenza Artificiale ('AI') è cresciuta rapidamente passando da ~40% ad oltre l'80% nel corso del 2025 e coinvolgendo più di 40 team aziendali nei processi di innovazione AI.

Nel 2025 è stata inoltre creata l'AI Factory, una struttura dedicata che ha gestito circa 300 idee progettuali, poi strutturate in 200 use case a loro volta trasformati in 120 agenti (di cui 100 sviluppati in autonomia dai dipendenti stessi con il supporto dell'AI Factory). Contestualmente, la Banca ha avviato un percorso per portare l'AI come supporto ai Consulenti ('GRACE'), come leva abilitante per rendere la rete più veloce nell'accedere alle informazioni, più efficace nelle attività quotidiane e maggiormente focalizzata sul valore consulenziale. Il monitoraggio della soddisfazione della clientela evidenzia la fiducia e la fedeltà dei Clienti, la qualità del servizio offerto e la capacità della Banca di soddisfare le diverse esigenze attraverso una ricca gamma di prodotti e servizi. Infatti, nel 2025, la durata media del rapporto contrattuale ha superato i 12 anni e 3 mesi e il tasso di retention dei clienti ha raggiunto il 95,6%, riflettendo la solidità della relazione con la clientela.

(ii) La proposta di dividendo

Il CDA ha deliberato di presentare all'Assemblea degli Azionisti programmata, come da calendario finanziario, per il 16 aprile p.v. in prima convocazione la proposta di distribuire un dividendo pari a €2,90 per azione (al lordo delle ritenute di legge) per ognuna delle 116.851.637 azioni emesse, corrispondente ad un pay-out totale del 76% dell'utile consolidato dell'esercizio 2025.

Si precisa, pertanto, che il CDA proporrà all'Assemblea di destinare l'utile civilistico 2025 della Banca, pari a €455,6 milioni, nel seguente modo:

? distribuire dividendi per un ammontare complessivo di €338,9 milioni;

? portare a riserva per utili a nuovo l'ammontare residuo di €116,7 milioni.

La distribuzione, se approvata dall'Assemblea, avverrà con le seguenti modalità:

? €2,20 per azione con data di stacco il 18 maggio 2026; record date 19 maggio 2026, data di pagamento 20 maggio 2026

? €0,70 per azione con data di stacco il 15 febbraio 2027; record date 16 febbraio 2027, data di pagamento 17 febbraio 2027 Le somme pagate saranno soggette al regime fiscale ordinario della distribuzione di dividendi. Si precisa che non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date e alle azioni in circolazione per le quali ai sensi delle Politiche sulle Remunerazioni per tempo vigente sussistessero limiti alla distribuzione dei dividendi. La quota di dividendo relativa a dette azioni verrà pertanto attribuita alla riserva per utili a nuovo.

Al prezzo di chiusura del titolo Banca Generali del 23.02.2026 di €54,6 per azione, il dividendo proposto configura un rendimento complessivo del 5,3%

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