Banca IFIS crolla con il taglio della guidance
pubblicato:Banca IFIS affonda sui minimi da fine 2022 dopo il comunicato che ha annunciato l'avvio della vendita delle attività NPL, accantonamenti per 70 milioni e soprattutto la revisione al ribasso della guidance 2026.

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Banca IFIS sui minimi dal 2022
Il titolo ha fatto fatica ad aprire ed è poi sceso sotto i 13 euro euro, toccando i livelli più bassi da fine 2022. Banca IFIS nella serata di ieri ha comunicato l'avvio di un "processo competitivo" per la vendita delle attività nel settore Npl, come preannunciato a inizio maggio in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre.
L'intenzione del management è quella di concentrarsi sul commercial banking per le PMI grazie all’apporto di illimity, acquisita l'anno scorso. Al momento il gruppo amministra circa 1,5 miliardi di euro di NBV di crediti deteriorati, prevalentemente concentrati nel segmento di mercato dei crediti di piccolo taglio e senza garanzia.
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Accantonamenti, taglio guidance e potrebbe non essere finita
La vendita delle attività Npl era quindi nell'aria. La violenta reazione del mercato deriva dalle altre notizie del comunicato: Banca d’Italia ha condotto un’ispezione non ancora conclusa, ma IFIS ha deciso di anticipare le mosse procedendo con accantonamenti per circa 30 milioni di euro ante imposte, pari allo 0,20% sul totale degli attivi creditizi.
Altri 40 milioni di euro sono stati accantonati a seguito dell’aggiornamento semestrale dei piani di recupero dei portafogli di crediti deteriorati di illimity Bank. C'è anche un elemento positivo, ovvero 70 milioni di euro di attività fiscali differite (Deferred Tax Assets, DTA) che verranno utilizzate però non subito ma nei prossimi esercizi.
Tirando le somme, Banca IFIS ha rivisto al ribasso la guidance di utile per l’esercizio 2026 da 170-190 milioni di euro a 100-110. C'è però un'importante caveat, ovvero che la stima "non include gli effetti connessi al previsto deconsolidamento del portafoglio NPL né gli eventuali ulteriori impatti derivanti dall’esito del processo ispettivo della Banca d’Italia". Pertanto, non solo le prospettive di profitto vengono già oggi nettamente ridimensionate, ma c'è il rischio di andare incontro a un ulteriore peggioramento delle stime.
L'analisi del grafico di Banca IFIS
Graficamente l'affondo di oggi pone a serio rischio la prospettiva di riavvicinamento al record del 2017 a 49,67 euro. Il titolo è sceso ben sotto la linea di tendenza che sosteneva il recupero dai minimi del 2020, operazione che apre le porte a un'inversione della tendenza ascendente. Indicazioni in tal senso se le quotazioni non dovessero riuscire a tornare in pianta stabile sopra il minimo di aprile 2025 a 16,83 e conferme alla violazione di 10,55, minimo del settembre 2022: obiettivo a 6,6650.
Segnali di forza non prima del superamento del minimo di metà maggio a 18,66, prologo alla chiusura del gap ribassista lasciato oggi a 21,22. Il titolo a quel punto rimetterebbe in equilibrio il quadro grafico e potrebbe tornare a puntare verso l'alto: in primis sui recenti massimi da 22,30-22,40 e quindi sul picco di inizio maggio a 24,82.