Banca Mediolanum, venerdì positiva l'azione dopo le parole dell'ad Doris

di FTA Online News pubblicato:
6 min

Borsa Italiana, il manager della banca di Basiglio esclude l'M&A nel breve, aperture a Fininvest sulla governance

Banca Mediolanum, venerdì positiva l'azione dopo le parole dell'ad Doris

Chiusura di seduta positiva per Banca Mediolanum: venerdì il titolo ha guadagnato lo 0,82% andando a terminare a 19,76 con una oscillazione giornaliera tra 19,71 e 19,95 euro.

L’intervista di Massimo Doris a Il Sole 24 Ore restituisce l’immagine di una Banca Mediolanum che continua a muoversi con disciplina strategica e coerenza industriale, evitando scorciatoie e puntando con decisione sulla creazione di valore nel lungo periodo.

Sul fronte M&A, il messaggio è netto: nel breve periodo non è un’opzione. Doris evidenzia due elementi chiave. Da un lato, il rischio di diluizione legato a valutazioni considerate elevate dei potenziali target; dall’altro, i rischi strutturali delle acquisizioni nel wealth management, un settore in cui il valore non è tanto negli asset quanto nelle persone.
La stabilità delle reti, la fidelizzazione dei banker e la relazione con la clientela sono fattori delicati, difficilmente trasferibili tramite operazioni straordinarie. In questo contesto, la crescita organica rimane la strada più efficace e meno rischiosa.

Un altro punto centrale riguarda la governance, che viene descritta non come un vincolo, ma come un vero vantaggio competitivo. La presenza di un azionariato di riferimento stabile e di lungo periodo – con la famiglia Doris intorno al 40% e Fininvest circa al 30% – consente al management di prendere decisioni non condizionate dal breve termine. In questa logica si inserisce anche l’apertura del consiglio a Fininvest, rafforzando ulteriormente l’allineamento strategico. Doris esclude inoltre qualsiasi ruolo politico, ribadendo la volontà di mantenere pieno focus sulla banca.

Molto significativa anche la riflessione sulla rete dei banker, uno dei pilastri del modello Mediolanum. Il turnover resta inferiore al 3%, un dato in forte controtendenza rispetto a un settore caratterizzato da elevata mobilità e competizione aggressiva per accaparrarsi professionisti.

La scelta è consapevole: limitare il reclutamento da reti concorrenti e privilegiare profili di estrazione bancaria, più allineati alla cultura e al modello di servizio della banca. È una strategia che punta alla qualità e alla stabilità, più che alla crescita numerica rapida.

Sul piano macro, Doris esprime una visione costruttiva sul sistema bancario italiano e sul Paese. La riduzione dello spread viene vista come una leva positiva per stimolare investimenti e fiducia, ma il vero nodo resta la crescita del PIL, elemento essenziale per rendere sostenibile nel tempo la gestione del debito pubblico. È una lettura pragmatica, che colloca la banca dentro il contesto economico più ampio, senza facili ottimismi ma anche senza pessimismo strutturale.

Dal punto di vista del mercato, l’intervista si inserisce in un momento favorevole.

Il titolo tratta a un P/E 2026E di circa 14,8x e continua a ricevere valutazioni positive dagli analisti.
Equita conferma il giudizio buy con target price a 21 euro, mentre Barclays ha recentemente alzato il target a 22,1 euro, mantenendo il rating overweight.

Le stime per il quarto trimestre indicano un utile netto di circa 462 milioni di euro, con commissioni di gestione lorde in crescita e un margine di interesse in ulteriore miglioramento. L’attenzione degli analisti è concentrata soprattutto sulla raccolta, che continua a mostrare risultati mensili solidi.

Particolarmente interessante anche il tema della remunerazione degli azionisti. Le attese sono per un dividendo in aumento, con una combinazione di componente ordinaria e straordinaria superiore al consensus, sostenuta da alcuni elementi positivi non ricorrenti: la plusvalenza sulla cessione della partecipazione in Mediobanca, le commissioni di performance e alcune rettifiche fiscali favorevoli.

In sintesi, l’intervista conferma una strategia chiara e coerente: niente operazioni straordinarie affrettate, forte attenzione alla rete, governance stabile e orientamento alla crescita organica.
Un approccio forse meno spettacolare di altri, ma che continua a essere premiato in termini di qualità degli utili, solidità del modello e credibilità sul mercato. 

Banca Mediolanum, crescita stabile dei prezzi, un riferimento nella media esponenziale a 100 giorni

Il quadro tecnico di Banca Mediolanum racconta una storia di continuità e coerenza, più che di accelerazioni improvvise. Il titolo si muove da tempo all’interno di un canale rialzista ben definito, con una progressione ordinata fatta di massimi e minimi crescenti. È una dinamica che riflette un mercato che accompagna il percorso dell’azienda senza eccessi, premiando la visibilità degli utili e la stabilità del modello di business.

Un elemento centrale di questa struttura è la linea mediana del canale, che ha più volte svolto il ruolo di supporto dinamico. Ogni fase di consolidamento o di fisiologica presa di beneficio si è arrestata in prossimità di questa area, segnalando la presenza costante di domanda. Non si osservano fasi di distribuzione violenta, ma piuttosto pause tecniche che consentono al trend di “respirare” prima di riprendere il cammino.

Anche la media mobile esponenziale a 100 giorni conferma questa lettura: sale con regolarità e rimane stabilmente al di sotto dei prezzi, fungendo da riferimento di medio periodo.
Finché le quotazioni restano sopra questa media, il trend rialzista può essere considerato strutturalmente intatto. La distanza contenuta tra prezzi e media mobile indica inoltre che il titolo non è in una fase di iper-estensione, ma procede con un passo sostenibile.

Nelle ultime settimane i prezzi si sono portati verso la parte alta del canale, un’area che naturalmente tende a generare rallentamenti. Questo comportamento non va interpretato come un segnale di debolezza, bensì come una normale fase di assestamento dopo il rialzo. In assenza di rotture al ribasso della mediana del canale, tali consolidamenti aumentano piuttosto la probabilità di una prosecuzione graduale del trend.

Dal punto di vista dei livelli, la fascia compresa tra 18,5 e 18,7 euro rappresenta un supporto importante, mentre la zona tra 20,5 e 21 euro coincide con la resistenza naturale data dal lato alto del canale.

Un eventuale superamento deciso di quest’ultima area avrebbe il significato di un rafforzamento del trend, più che di un movimento speculativo, coerente con un possibile re-rating del titolo.

Nel complesso, la lettura tecnica è perfettamente allineata con il profilo fondamentale di Banca Mediolanum: crescita organica, governance stabile, attenzione alla qualità degli utili e alla rete.

Il grafico restituisce l’immagine di un titolo “costruito”, che avanza senza strappi e senza euforia, ma con una solidità che rende il trend credibile nel tempo. Finché questa struttura rimane intatta, ogni fase di pausa appare più come un momento di riequilibrio che come l’anticamera di un’inversione.

Safilo, azione reduce da un corposo rialzo

Corposo rialzo nell'ultima seduta della settimana per Safilo che ha fatto registrare un progresso superiore ai 12 punti percentuali risalendo fino a quota 2,11.

A sostenere gli acquisti sono stati i risultati preliminari 2025 comunicati giovedì a mercato chiuso. Le vendite crescono dell'1,8% a cambi costanti, con performance positive sia in Nord America che in Europa, il margine industriale lordo ha raggiunto il 60,9% e l'EBITDA adjusted è salito al 10,6% dal 9,4% del 2024. Il Free Cash Flow si è attestato a 55 milioni di euro, incluso l'acquisto della partecipazione azionaria in Inspecs Group, mentre l'indebitamento netto è sceso a 46 milioni di euro dopo il completamento del programma di Buyback.

Safilo, avvio di ottava in calo per il titolo

I prezzi hanno aperto gli scambi di questa mattina in flessione del 3% circa, arretrando attorno a 2,07 euro. Il trend rialzista degli ultimi mesi appare ancora solido ma il titolo è di fronte ad un bivio. Il superamento di area 2,15 rappresenterebbe un importante segnale di forza nel lungo periodo, che darebbe continuità al rimbalzo avviato dai bottom dello scorso anno creando i presupposti per un ampliamento della correzione di tutta la discesa dai record del lontano 2014 (area 10,75) che potrebbe ricondurre il titolo a ridosso dei 3,00 euro almeno, dove è posizionato il primo dei ritracciamenti (23,6%) di detto movimento.

Il rialzo è per il momento ben sostenuto dalla media mobile esponenziale a 20 settimane, supporto a 1,80 euro, avvicinato settimana scorsa prima del rialzo di venerdì. Solo la violazione di tale riferimento apporterebbe una prima modifica alla struttura rialzista di fondo del titolo, introducendo una correzione più ampia verso area 1,55/1,60.

Comments

Loading comments...