BFF Bank, azione in calo a doppia cifra dopo il downgrade di Kepler Cheuvreux
pubblicato:Ma gli analisti sono prevalentemente positivi sul titolo, anche se servirebbe più chiarezza sui margini nel nuovo scenario meno favorevole. Il quadro gradico mostra invece un deterioramento

Seduta estremamente negativa per BFF Bank, che ha archiviato la giornata con un crollo del 14,48% a 8,30 euro, sui minimi di seduta. I prezzi hanno oscillato tra 9,40 e 8,30 euro, con vendite progressive e senza veri tentativi di reazione, a testimonianza di un deciso cambio di percezione da parte del mercato.
Il movimento interrompe bruscamente la fase di apparente stabilizzazione vista a inizio 2026 e riporta al centro dell’attenzione i rischi legati alla sostenibilità degli utili nel nuovo contesto di tassi.
Il catalizzatore del sell-off è stato il doppio downgrade di Kepler Cheuvreux, arrivato proprio nella seduta. Gli analisti hanno tagliato il giudizio da buy a hold e ridotto il target price da 12,5 a 10,30 euro, pari a un taglio di circa il 18%. Una revisione pesante, resa ancora più significativa dall’uscita del titolo dalla Selected List delle mid cap europee, che segnala un deterioramento non solo congiunturale ma anche strutturale della view sul titolo. Il mercato ha reagito con una vera e propria fuga, prezzando rapidamente uno scenario di utili meno visibile e più fragile.
Alla base della revisione c’è una valutazione decisamente più prudente sul quarto trimestre 2025, che secondo Kepler potrebbe risultare insolitamente debole. Storicamente l’ultimo trimestre dell’anno rappresenta per BFF Bank una fase di accelerazione stagionale, ma questa volta – secondo gli analisti – tale dinamica potrebbe non materializzarsi.
I fattori critici individuati sono volumi più contenuti, nuove erogazioni sotto tono e soprattutto un costo della raccolta più elevato del previsto, che finisce per comprimere il margine di interesse.
Le nuove stime di Kepler riflettono questo cambio di scenario: il net interest income del trimestre viene visto a 78 milioni di euro, in crescita su base annua ma inferiore alle attese precedenti, mentre l’utile netto rettificato è stimato a 35 milioni, in calo di circa 13%.
Un contributo negativo arriva anche dal mancato supporto dei tassi a breve, che restano più stabili rispetto alle ipotesi iniziali e riducono il beneficio sul modello di business della banca.
Il broker va oltre il singolo trimestre e avverte che le stime di consenso restano troppo ottimistiche, prevedendo ulteriori revisioni al ribasso nei prossimi trimestri. Non a caso Kepler ha tagliato in modo “materiale” le stime sull’intero periodo 2025–2027, con una riduzione complessiva nell’ordine del 13–16%. È questo messaggio di fondo – più che il singolo numero – ad aver colpito il mercato.
Il quadro delle raccomandazioni resta comunque diviso: secondo i dati LSEG, su nove analisti che coprono il titolo, cinque mantengono una raccomandazione buy o strong buy, tre sono neutrali e uno è negativo. Tuttavia, il downgrade di Kepler ha avuto un impatto sproporzionato perché ha colpito un titolo già sensibile al tema tassi e arrivava dopo una fase di debolezza latente.
Solo il giorno precedente, Equita Sim aveva confermato il rating hold con target price a 11,1 euro, aggiornando le stime soprattutto per incorporare le misure della Legge di Bilancio 2026. Le revisioni di Equita erano state più contenute: reddito operativo 2025–27 ridotto di circa l’1% in media ed EPS 2026–27 tagliato del 3–5%. Anche le ipotesi sul dividendo sono state riviste, con un DPS atteso a 0,68 euro nel 2025, 0,97 nel 2026 e 1,03 nel 2027, mantenendo l’assunzione di un payout del 100% sull’utile netto rettificato.
In sintesi, il crollo di BFF Bank non è legato a un singolo evento isolato, ma segna un reset delle aspettative su un modello di business che negli ultimi anni aveva beneficiato in modo significativo del contesto dei tassi. Il mercato ora chiede maggiore chiarezza sulla capacità della banca di difendere margini e utili in uno scenario meno favorevole. Dopo una seduta così violenta, il titolo entra inevitabilmente in una fase di ricostruzione della fiducia, dove la visibilità sugli utili e sulle politiche di remunerazione degli azionisti tornerà ad essere il vero banco di prova.
BFF Bank, il quadro grafico si deteriora
Dal grafico emerge un quadro tecnico decisamente deteriorato per Banca Farmafactoring (BFF Bank), che nelle ultime sedute ha rotto livelli chiave confermando un’impostazione ormai orientata al ribasso.
Dopo il forte recupero partito dai minimi primaverili, il titolo aveva costruito una figura di testa e spalle piuttosto ordinata. La testa si è formata sui massimi estivi in area 11,6–11,7 euro, mentre le due spalle si sono sviluppate tra luglio e novembre. La neckline, leggermente inclinata al rialzo e passante in area 9,8–10 euro, ha rappresentato per settimane il livello di equilibrio del movimento.
La rottura decisa della neckline, avvenuta con un’accelerazione ribassista e volumi in aumento, ha attivato pienamente la figura. Da quel momento il mercato ha cambiato regime: ogni tentativo di rimbalzo è stato contenuto e venduto, segno che la pressione in vendita resta dominante.
Dal punto di vista dei target tecnici, la proiezione classica della figura testa e spalle (100% dell’ampiezza) porta a un primo obiettivo in area 7,90 euro. Questo target rappresenta un supporto intermedio importante, dove non è escluso un tentativo di stabilizzazione tecnica. Una prosecuzione della debolezza aprirebbe però spazio a un secondo obiettivo più profondo in area 6,60 euro, corrispondente alla proiezione estesa (161,8%) della figura e a un’area di supporto storica.
Sul fronte opposto, il grafico indica chiaramente che solo un ritorno stabile sopra 8,90–9,00 euro potrebbe consentire un tentativo di rimbalzo più credibile verso la neckline. Finché i prezzi restano sotto questa soglia, ogni recupero va letto come rimbalzo tecnico all’interno di un trend ribassista, non come un segnale di inversione.
In sintesi, l’analisi tecnica conferma che BFF Bank si trova in una fase di debolezza strutturale: la rottura della neckline ha cambiato lo scenario di medio periodo e ha spostato il baricentro del rischio verso il basso. Solo il recupero dei livelli persi, oggi piuttosto distanti, permetterebbe di ridimensionare l’impostazione negativa. Fino ad allora, il controllo del mercato resta saldamente nelle mani dei venditori.
Unicredit, seduta in rialzo dopo la smentita su MPS
Rialzo superiore al punto percentuale ieri per Unicredit, dopo che il gruppo ha ha smentito le indiscrezioni su Banca MPS definendole "di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell'acquisto di altre partecipazioni".
Nei giorni scorsi si erano diffusi rumors su incontri con i vertici di Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio) per discutere dell'acquisizione delle quote in Rocca Salimbeni (Delfin è primo azionista con il 17,5%) e Generali (Delfin è secondo azionista con il 10% alle spalle di Mediobanca che detiene il 12,9%), nonché di un investimento diretto in Delfin.
Ieri Il Sole 24 Ore aveva scritto di un incontro a breve tra l'a.d. di UniCredit Andrea Orcel e il presidente di Delfin Francesco Milleri per discutere proprio di MPS.
Da segnalare intanto che Equita ha incrementato il prezzo obiettivo su Unicredit da 71,50 a 83,00 euro e la recente indiscrezione del Giornale secondo cui l'a.d. Andrea Orcel sarebbe tra i possibili successori di Sergio Ermotti alla guida di UBS in caso di dimissioni di quest'ultimo nella primavera 2027.
UniCredit ha inoltre informato che la riunione del Consiglio di Amministrazione chiamato ad approvare i risultati del quarto trimestre e dell'anno 2025 è prevista per l'8 febbraio 2026. La presentazione dei risultati al mercato (pubblicazione e conference call) si terrà invece il giorno successivo 9 febbraio 2026.
Unicredit, il titolo riprende a salire
Graficamente dopo la pausa di consolidamento che si è sviluppata dai massimi di agosto, con i prezzi tornati nei dintorni di quota 61,00, il titolo ha ripreso a salire toccando nelle ultime settimane nuovi massimi pluriennali.
Il superamento di quota 70,00, se ribadito anche oggi in chiusura di ottava rappresenterebbe un ulteriore elemento di forza del trend di crescita di lungo periodo, preludio al riavvicinamento inizialmente di area 80,00 e poi al test dei record dell'autunno 2009 poco sotto i 90,00 euro.
Soltanto il perentorio ritorno al di sotto dei 70,00 euro indebolirebbe il recente segnale di forza prospettando una correzione più estesa verso quota 65,00. Primo supporto critico di medio lungo periodo, invece, a 61,00 euro.
Comments
Loading comments...