Bitcoin ed euro/dollaro stanno mandando un messaggio molto chiaro ai mercati
pubblicato:Dietro il rafforzamento del dollaro e la debolezza del Bitcoin c’è la paura di tassi USA alti più a lungo: qualcosa si sta incrinando

Non sono sempre gli indici azionari a lanciare i primi segnali di allarme
Ci sono momenti in cui i mercati azionari (e obbligazionari) iniziano a parlare attraverso strumenti che apparentemente sembrano secondari.
Non sono sempre gli indici azionari a lanciare i primi segnali di allarme.
Anzi, spesso i campanelli più importanti arrivano da mercati che reagiscono prima ai cambiamenti della liquidità globale e della propensione al rischio.
In questo momento, secondo me, i due grafici più importanti da osservare sono:
- •
euro/dollaro
- •
e Bitcoin.
Perché entrambi stanno iniziando a raccontare una storia molto diversa rispetto all’ottimismo quasi euforico che fino a pochi giorni fa dominava Wall Street.
E la cosa interessante è che tutti i mercati sembrano improvvisamente collegati dalla stessa paura:
- •
Nasdaq,
- •
bond,
- •
oro,
- •
argento,
- •
criptovalute,
- •
e perfino il cambio euro/dollaro
si stanno muovendo seguendo lo stesso filo conduttore: il timore che la Federal Reserve possa mantenere i tassi elevati molto più a lungo del previsto.
Il dollaro forte è il vero centro del problema
Il movimento dell’euro/dollaro delle ultime sedute non è stato un semplice ritracciamento tecnico.
In appena quattro sedute siamo passati da area 1,18 a 1,16.
Per il mercato valutario è un’accelerazione violentissima.
E soprattutto è un movimento che racconta molto bene cosa sta cambiando nella testa degli investitori.
Per mesi il mercato aveva costruito un’idea abbastanza precisa:
- •
inflazione in rallentamento,
- •
Fed pronta prima o poi a tagliare i tassi,
- •
liquidità destinata a tornare abbondante,
- •
e quindi spazio per una nuova grande fase rialzista degli asset rischiosi.
Adesso però il quadro si sta complicando.
I dati americani continuano a mostrare:
- •
consumi ancora solidi,
- •
mercato del lavoro resiliente,
- •
prezzi alla produzione in accelerazione,
- •
e inflazione che fatica a scendere.
Nel frattempo il petrolio è tornato sopra i 100 dollari, le tensioni geopolitiche restano elevate e il rischio di nuovi shock energetici non è affatto sparito.
In pratica il mercato sta iniziando a chiedersi: e se la Fed fosse costretta a restare aggressiva ancora per molto tempo?
Ed è qui che il dollaro torna fortissimo.
Quando:
- •
salgono i rendimenti USA,
- •
aumenta il differenziale con Europa e resto del mondo,
- •
e cresce la paura inflazione,
gli investitori cercano sicurezza e rendimento proprio nel dollaro americano.
Il problema è che un dollaro forte tende quasi sempre a mettere pressione:
- •
sulla tecnologia,
- •
sui bond,
- •
sui metalli preziosi,
- •
e sugli asset più speculativi.
Ed è esattamente quello che stiamo vedendo.
L’area 1,1610/20 sull’euro/dollaro è molto più importante di quanto sembri
Tecnicamente il cambio è arrivato in un punto cruciale.
In area 1,1610/20 transitano infatti:
- •
la media mobile esponenziale a 250 giorni,
- •
e la base del canale discendente costruito dal top di aprile.
Per adesso il quadro non è ancora definitivamente compromesso.
Anzi, esiste ancora uno scenario costruttivo.
![]()
Il canale ribassista potrebbe infatti essere semplicemente un FLAG correttivo, cioè una pausa temporanea dopo il rialzo partito dai minimi di marzo in area 1,14.
In altre parole: il mercato potrebbe ancora riprendere il trend rialzista precedente.
Ma servono conferme.
La tenuta di area 1,1610/20 e soprattutto il recupero di 1,17 sarebbero i primi segnali di stabilizzazione.
Solo sopra 1,1780 arriverebbe però il vero segnale positivo di medio periodo.
E quello probabilmente coinciderebbe con:
- •
ritorno di forza sul Nasdaq,
- •
rimbalzo di bond e metalli preziosi,
- •
e nuova spinta sugli asset più speculativi.
Ma il problema è l’altro scenario.
Perché se area 1,1610/20 dovesse saltare, allora il mercato inizierebbe a mandare un messaggio molto più pesante.
Il rischio è che il mercato entri in una vera fase “risk off”
Dal punto di vista delle onde di Elliott il quadro è delicatissimo.
Il ribasso visto tra il top di gennaio e il minimo di marzo potrebbe infatti essere stata una prima onda A ribassista.
Il successivo recupero, molto forte e molto veloce, potrebbe invece essere stata soltanto un'onda B correttiva.
E se così fosse, la rottura di area 1,1610/20 potrebbe aprire spazio a un'onda C ribassista molto più ampia e aggressiva.
Ed è proprio questo il punto che spaventa.
Perché storicamente le onde C:
- •
sono rapide,
- •
emotive,
- •
e spesso accompagnate da movimenti molto violenti sugli altri mercati.
Anche il Bitcoin sta iniziando a perdere brillantezza
Ed è qui che entra in gioco il secondo grafico.
Il Bitcoin.
Che molti continuano a considerare un mercato separato, ma che in realtà negli ultimi anni è diventato uno dei migliori indicatori:
- •
della liquidità globale,
- •
della speculazione,
- •
e della propensione al rischio.
Dal minimo di febbraio il Bitcoin si muove dentro un canale rialzista abbastanza ordinato.
![]()
Ma proprio vicino al lato alto del canale sta comparendo qualcosa che non mi piace affatto: un potenziale doppio massimo ribassista.
I livelli da monitorare sono molto chiari:
- •
82.500 come area di resistenza,
- •
79.000 come supporto chiave.
La violazione confermata di 79.000 potrebbe aprire spazio:
- •
verso 75.000,
- •
poi verso 70.000,
- •
cioè la base del canale rialzista.
E se dovesse cedere anche area 70.000, allora il canale stesso rischierebbe di trasformarsi in un pericoloso FLAG ribassista.
In quel caso il ritorno verso 60.000 diventerebbe uno scenario assolutamente plausibile.
Il vero pericolo è il cambio improvviso di psicologia del mercato
Ed è questo forse il punto più importante di tutti.
I mercati non cambiano lentamente quando si rompe la fiducia.
Passano improvvisamente:
- •
dall’idea che ogni ribasso sia un’occasione di acquisto,
- •
all’idea che ogni rialzo sia soltanto un’occasione per alleggerire.
Ed è proprio questo che euro/dollaro e Bitcoin stanno iniziando a suggerire.
Per mesi il mercato ha vissuto dentro una narrativa quasi perfetta:
- •
intelligenza artificiale,
- •
produttività,
- •
crescita infinita,
- •
chip,
- •
nuovi massimi storici,
- •
e liquidità destinata prima o poi a tornare.
Ma la storia insegna una cosa molto semplice: quando il mercato smette di avere paura, spesso è proprio lì che il rischio ricomincia a crescere davvero.
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n